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Full text of "Il terzo libro : nel qval si figvrano, e descrivono le antiqvita di Roma, e le altre che sono in Italia e fvori d'Italia ..."

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http://www.archive.org/details/ilterzolibronelqOOserl 


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IL    TERZO    LIBRO 

DI    SABASTlANO_SERLIO    BOLO* 

GNESE,  NEL   Q.VAL   SI  FIGVRANO,    E    DESCRIVONO    LE 

ANTIQ.VITA     DI    ROMA,    B     LE   ALTRE    CHE    SO'/ 

NO    IN  ITALIA,  E    FVORI    D'ITALIA» 


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CON  PRIVILEGIO 

APOSTOLICO 

ET 

VENETO 

PER 

ANNI  DIECI- 


-  * 


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AL  CHRISTIANISSIMO   RE    FRANCESCO 
SABASTIANQ  SERLIQ  BOLOGNESE. 

C  onfiieranio  io  più  volte  fra  mefleffo  la  grande-^  degliantichi  R  omini ,  &-  il  loro  altogiudicio  ne  lo  di', 
ficare  :  il  quale  anchorfi  vede  ne  le  mine  di  tante  ,  e  fi  diuerfefabriche  ,  cofi  ne  l'antica  R  orna ,  come  in 
fiutarti  de  V  Italia,  £r  ancho  fuori  ;  deliberai,  oltra  le  altre  mie  fatiche  di  Architettura  ,  di  mettere  in  vn 
volume^  fé  non  tutte  5  almeno  la  maggior  parte  di  effe  antichità  :  accioche  qualunque  perfona,  che  di  Archi'/ 
tettura  fi  diletta  5  poteffe  in  ogni  luigo,ck'eifi  trouaffe, togliendo  quefio  mio  libro  in  mano, veder  tutte  quel'/ 
le  marauigliofe  ruine  de  i  loro  edifici  x  le  quali  fé  non  reflaffero  anchorjopra  la  terra  ;  forfè  non  fi  darebbe  tan 
ta  credenza  a  le  fritture,  le  quali  raccontano  tante  marauiglie  de  igran  fatti  loro  *  E  perche  in  quefta  et* 
la  beila, &  vtil'arte  de  V  Architettura  ritorna  a  quella,  altera, che  ella  era  a  quel  felice  f ecolo  de  i  Roma* 
ni,  e  de  i  Greci  trouatori  de  le  buone  arti  x  &r  effendo  vofira  Maejla  non  foto  dotala  di  tante  altre  feien* 
tieeper  theorica,  e  per  pratica  5  ma  tanto  intendente,  fcr  amatore  de  V  Architettura,  quanto  ne  fan  fede  tan 
te  belliffme,eflupende  fabriche  da  quella  ordinate  inpiuparti  delfuogran  regno;  hauendoci pojlo  ogni  mia 
diligentia,  ho  voluto  collocare  quefio  mio  volume fotto  i  larghiffmi  rami  de  la  inteUigentia  di.  V*Maefiat 
geranio  che  quella  con  l'ombra  fui  l'habbia  di  picciolo  a  far  grande  x  ne  mi fia  da  que'lx  imputato  a  prò'/ 
funtione  ,  che  io  minimo  habbia  hauuto  ardire  di  porger  V opere  mie  ad  vn  tanto  R  e  :  percioche  quella  mi 
diede  tal  animo  l'anno  paffato , quando  per  Monfìqnor  di  fLhode^mandandole  V altro  mio  libro  5  eìlaf  de* 
gno  di  accettarmi  a  lifuoiferuigi  x  e  cofi  moffa  da  la  fua  innata  liberalità  ordino  di  fua  bocca,  che  mi  fuffero 
mandati  trecento  feudi  d'oro, accioche  iopotejfi  condurre  la  prefente fatica  al  debito  fine*  Onde  io  con  mag'/ 
gior  animo  che  prima  dieii  ifpedxtione  a  l 'opera  cominciata  x  £r  bora  la  porgo  a*  V*  Maejla  cofi  vnperjef, 
ta ,  imperfetta  la  chiamo ,  mancandoci  quelle  tante,  e  fi  belle  antichità,  che  fono  nel  bel  regno  di  Francia  ; 
che  per  quanto  mi  rifertfce  Monftgnor  di  Mompolieri  orator  di  vojlra  Maefta  qui  in  V  enetia  5  elle  foro 
tante  e  tali,  che  vorrebbono  vn  volume  per  fé  fole,  fi  come  fi  vede  nel' antichiffxma  città  di  Nimes ,  donde 
bebbe  origine  A  ntonmo  Pio:  la  quale  per  le  antichità  che  vi  fono  ,  dimoftra  quanto  fuffe  cara  a  R  orna'/ 
ni  :  ne  la  qual  fecero  il  leìliffimo  A  mphitheatro  di  opera  Dorica ,  e  di  cofi  buona  materia  ,  e  fi  bene  in'/ 
tefo  ;  che  fin' al  di  d'homi  e  anchora  integro  *  lo  non  racconterà  de  le  molte  fatue  di  marmo  ,  e  de  gl'in'/ 
I  finiti  epitaffi  latini  e  greci  di  belle  lettere  x  ma  non  tacerò  de  i  due  torroni  antichi  di  otto  faccie  collegati 
con  le  mura  de  la  citta  x  ne  i  quali  anchor  fi  vede  il  modo  de  le  difefe  ,  che  vfarono  gliantkhi  *  ne  tacerò 
de  l'abbondante  ,  e  profondiffima  fonte,  an^i  vn  lago,  che  e  a  pie  del  monte,  fopra  la  quale  fi  vede  anche'/ 
ra  il  beilo  e  bene  intefo  tempio  Cannéto  dedicato  a  la  dea  Vefla  *  vi  e  anchora  fopra  il  monte  il  gran 
;  fepolcro  ,  chefegli  dice  Torre  magna  *  Ma  doue  [affo  io  il  bel  palalo  C  orinthw,  che  anchora  fi  habita  , 
tanto  e  conferuato  :  Fuori  di  N  imes  circa  quattro  leghe  ben  fi  dimojlra  V  animo generojo  de  1  R  omam  ,  li 
quali  per  condurre  vn"  acqua  da  vn  monte  a  V  altro  per  augumento  de  la  fopra  detta  fonte  sfecero  iljuperhif, 
fimo  acquedotto  x  la  cui  altera  trapajfa  quella  di  tutti  glialtri  edifici  di  quei  luoghi,  per  eferfra  due  monti 
digrande  altera,  doue  paffa  vn  torrente  molto  rapido*  Qjuefio  acquedotto  per  aggiungere  a  la  fommita  de 
i  monti  ha  tre  ordini  di  archi  l'un  fopra  l'altro,  &e  di  opera  rujlica*  L  i  primi  del  fondo  ,  che  fono  cinque, 
fono  di  tanta  altera  ;  che  vnfol  pilaf  ro  rapprefenta  vn'alta  torre ,  e  quefio  primo  ordine  e  di  opera  rujlica 
aroffamente  abbonato*  Sopra  di  quefti  cinque  archi,  perche  i  monti  fi  vanno  allargando  5  ve  ne  fono  vndici 
altri  digrande  altera  ,  e  di  opera  rujlica,  ma  più  dilicata  x  ejopra  di  quefii  vndici  ve  ne  fono  trenta  fei, 
&  ogni  arco  dejliundui  ne  ha  due  fopra  effo,  ma  per  allargarfi  li  monti  vengono  gli  archi fuperiori  ad  effere 
di  tanto  numero ,  fopra  li  quali  e  l'acquedotto  a  liuello  de  1  monti  xper  il  quale  fi  conduceuano  le  acque  fin 
dentro  dirimer  *  Oltra  di  ciò  a  fan  R  emigio  e  vn  bellijfimofepolcro  di  tre  ordini  l'un  fopra  l'altro  *  il 
primo  ordine,  oltre  vn  lafamento  ch'egli  ha  fotto  ;  e  di  opera  Ionica  Compofita  ,&hale  colonne  piane  fu 
gliangoli ,  e  ne  ifpatu  vi  fono  belliffmefcolture  *  in  vno  deilati  vi  e  vna  battaglia  di  caualli  *  ne  l'altro 
lato  e  vna  battaglia  di  pedoni  *  nel  ter^p  lato  e  vna  cacciagione  ♦  nel  lato  quarto  vi  fono  vittorie  e  trioni* 
phi  *  Sopra  di  quefio  primo  vi  e  vn'altro  ordine  Corinthio  con  le  colonne  fu  gliangoli ,  &r  efenefirato  , 
molto  ornato  di  lauori  x  e  fopra  di  quefio  vi  e  vntempio  fpherico  con  la  fua  tribuna  ,  0  ver  cupola  fofie'/ 
nuta  da  dieci  colonne  Corinéte  canellate ,  e  molto  granii*  nel  me%>  di  quefio  tempio  vi  fono  due  fa'/ 
tue  di  marmo ,  le  quali  trapaffano  la  grande^  di  vn  buomo,&  e  vn  mafehio  Sr  vnafemina ,  e  ui  man'/ 


XIII 

cano  le  fue  tcfle,  &  altri  membri  abbattuti  dal  tempo  ,  e  eia  la  malignità  deghhuomini  *  A  Vinccntro  dì 
quejìo  è  vno  arco  triomphale  molto  ricco  di  diuerfi  ornamenti*  Che  diro  io  de  le  antichità  di  A  rles,  e  maf 
[imamente  del  veccbiffvno  Amphitheatro  ;  del  molto  antico  palalo  in  Friaivs  i  e  de  VAmphitheatrofuot 
ri  de  la  citta  ,  cofa  grande  a  mirarlo  i  A  Jan  Chamante  preffo  Auignone  e  vn  beìlijfmo  ponte,  da  l'uno  e 
V altro  capo  del  quale  vi  e  vn  portone,  che  rappresenta  vn'arco  triomphale  ♦  S  imilmente  del  tempio  Corin 
thic  di  V  ienna  dedicato  a  la  Madalena ,  e  di  molte  altre  cofe ,  che  fono  nel  regno  di  vojlra  Maejla ,  io 
non  tratterò  al  prejente  :  perche  io  mi  riferlo  a  farlo  ,  quando  a  quella  piacere  ,  che  io  personalmente  vinca 
a  veder  tutte  quelle  marauiglie  ,  e  misurarle  tepojiole  in  difegno ,  comeglialtri  edificii  ;  che  io  le  pullichi 
al  Mondo  infume  con  V  altre  mie  fatiche  ♦  il  ebefen^a  lo  aiuto  efauore  di  voflra  Maefla  io  nonpoffo  con'/ 
durre  alfine  .In  quejlo  me^o  quella  fi  degnerà  accettar  queflo picchi  volume ,  il  quale f^ero  che  fotto  il 
real  tetto  fuo  fi  farà  grande  ,&  a  lei  humihjfimamentc  inchinandomi  faccio  riueren%a}  defiderofo  e  pronto  di 
yemre  a  iferuiai  di  quella,  mentre  le  piacerà  ♦ 


LIBRO     TERZO 


V 


DE    LE    ANTICA  VITA* 


CAP*       UH* 


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te 


Kagliantichi  edifici ,  che  fi  veggono  in  R  orna  ,  iftimo  che'l  Pantheon  per  vn  corpo  foto  fa 
veramente  il  più  bello,  li  più  integrò,  &  il  meglio  intefo  t  £r  è  tanto  più  marauigliofo  de  aliai"/ 
tri,  quanto  che  battendo  egli  molti  membri  3  cèfi  ben  tutti  con;  (fondano  al  corpo ,  che  qualunque 
perfona  vedendo  tal  corri fpondentia  ne  riman  fatisfatto  t  e  quejlo  auiene  ,  che  quel  prudente 
Architetto }  che  ne  fu  inuentore  ,fece  elettione  de  la  piuperfetta  forma  ,  cioè  de  la  rotodita ,  onde  volaarmen 
te  fi  li  dice  la  rotonda  tpercioche  ne  la  parte  interiore  tanto  e  V altitudine  J uà,  quanto  lafua  largherà  :  e  forfè 
il  prefato  Architetto  confiderando  ,  che  tutte  lecofe  ,  che  procedono  ordinatamente ,  hanno  vn  principale 
fol  capo ,  dal  quale  d<  pendono  glialtri  injeriori  3  volfe  che  quejlo  edificio  haueffe  vn  lumefolo ,  ma  ne  la  parti 
fùperiore  t  accwche  per  tutti  i  luoghi  fi  poteffe  vitalmente  dilatare  ,  come  in  effetto  fi  vede  che  fa  :  perche  oh 
tra  le  altre  cofe  ,  che  hanno  ilfuo  perfetto  lume  ,  lefei  capelle  ,  le  quali  per  efere  ne  la  qroffe^a  del  muro  de* 
ueriano  effere  tenebrofe  3  hanno  nondimeno  ilfuo  lume  conueniente per  vigore  di  alcune  finejlrefopra  le  ditte 
capelle  ,  chegli  porgono  il  lume  fecondo  ,  tolto  da  l'apertura  difopra  ;fi  che  non  ci  e  cofa  per  minima  che  fa , 
che  non  habbia  la jua  parte  del  lume  +  E  non  fidamente  le  cofe  de  V  edificio  materiali  efìabili  hanno  vna  aratia 
mirabile  3  ma  a  leperfone  che  fi  vedono  quiui  dentro  ,  anchora  che  habbiano  mediocre  affetto  e  prefsntia  ;fe 
gli  accrefee  vn  nonfo  che  digrande^a ,  e  di  venufta  t  &  il  tutto  nife  dal  lume  celefte  }  che  da  cofa  alcuna, 
non  e  impedito  }  e  ciò  non  e  fatto  fen^  gran  giudici  0  :  perche  efendo  quefìo  tempio  anticamente  flato  dedica* 
io  a  tutti  li  Dei ,  onde  ci  entraueniuano  molte  fatue  ,  del  che  ne  fan  fede  diuerfi  tabernacoli ,  nicchi ,  e  fine* 
jlrelle  3  bifognaua  che  tutte  haueffero  la  loro  accommodata  luce  ♦  E  pero  quegli ,  che  fi  dilettano  di  tenere  diuer 
fefìatue,  &  altre  cofe  di  rilieuo  ,  deueriano  hauere  vna  fianca  fimile ,  che  riceuejle  il  lume  difopra  tpercioche 
non  accaderia  mai  andar  mendicando  il  lume  a  le  cofe,  ma  in  qualunque  luogo] afferò pofle  dimoftrariano  lafua 
perfettione  *  Sarebbe  anchora  molto  al  propofito  per  le  pitture;  pure  ;•<  fuffero  jìaie  dipinte  a  tal  lume  3  il  che 
fuol  fare  la  ma^ior  parte  de  igiudiciofi  Pittori ,  che  mentre  voglton  dare  gran for^a  e  rilieuo  a  le  figure  ;  pi* 
diano  il  lume  da  alto  x  ma  le  pitture  fatte  in  cotal  maniera  vocf.iono  efivi  e  guardate  da.  huomini  intendenti ,  che 
altramente  doue fuffero  degne  di  lode  ;famno  biafmate ,  perche  le  ombre  ofeure  offendono  quegli,  che  non  in* 
tendon  l'arte  :  benché  le  pitture  del  gran  T  xtianofano  pur  fatte  a  che  lume  fi  voglia  3  hanno  nondimeno  tanta 
dolcezza  ,  efon  cofi  ben  colorite  3  chefatisfano  a  tutte  leperfone ,  &  hanno grandiffmo  rilieuo  ♦  Horper  tor 
nare  al  mio  primo  ragionamento  dico  ,  che  effendo  il  Pantheon  fecondo  ilgiudicio  mio  la  meglio  intefa  A  uhi 
tettura  di  tutte  V altre  ch'io  ho  vedute ,  e  che  fi  vedono  3  mi  e  parfo  metterlo  nel  principio  ,  e  per  capo  di  tutti 
clialtn  edificij ,  e  majfvnamente  efendo  tempio facro ,  dedicato  al  culto  duiinoper  Bonifacio  Pontefice  ♦  11 
fondatore  di  quejlo  tempioper  quanto  mette  Plinio  inpiu  di  vn  luogo,  fu  Marco  A  qrippa,  adimpiendopero 
la  volontà  di  Auaujio  C  efare ,  che  interrotto  da  la  morte  non  lo  potè  fare  ,  efu  quejto  tempio  edificato  arca 
a  l'anno  di  Chrifto  quartodecimo  ,  che  viene  a  effere  gli  anni  del  mondo  cinque  milia  e  ducento  e  tre  in  circaì 
nel  detto  tempio(comefcriue  Plinio)li  capitelli  erano  di  rame ,  il  detto fcriue  che  D  iogene  fcultore  A  teniefe 
fece  le  Cariatide  ne  le  colonne  molto  approbate ,  e  che  le  jlatue pofte fapra  ilfrontejfiao  erano  molto  lodate  : 
hencheper  V  altezza  del  luogo  nonfujjero  celebrate  *  Qjiejìo  tempio  fu  percoffo  da  li  fulmini ,  e  fi  abbrufeià 
circa  Vanno  duodecimo  di  Traiano  I  mperatore  ,  che  viene  ad  efere  Vanno  di  C  hrijlo  cento  e  tredeci ,  e  del 
mondo  cinque  milia  e  trecento  e  vndici  t  e  Lucio  Settimio feuero,  e  Marco  A  urelio  Antonino  lo  riflororono 
con  tutti  li  fuoi  ornamenti ,  come  appare fcritto  ne  l'architraue  delfrontefpiao  ,  li  quali  ornamenti  fi  pò  ere* 
dere  che fuffero  fatti  tutti  di  nuouo,  percioche  le  Cariatide  ne  le  colonne  che  fece  ilfopradetto  D  iogene  douca* 
nojiare  in  altro  modo  ,  ma  veramente  lo  Architetto  che  li  ordino  fu  molto giudiciofo  e  riferuato  :giudiciofo 
perche  feppe  accompagnare  li  membri  molto  bene  ,  e  fargli  confondere  a  tutto  il  corpo ,  e  nono  volje  confon*  . 
dere  le  opere  con  molti  intagli ,  magli  jeppe  compartire  congran giudiao  ,  come  aljuo  luogo  ne  trattato  dijfu* 
famente  tfu  riferuato  ,  che  volfe  offeruare  l'ordine  Corinthio  in  tutta  V opera  ,  ne  ci  volfe  mefcolare  altro  ordì 
ne  ,  efono  cofi  bene  ojìeruate  le  mifure  in  tutti  li  membri  3  quanto  in  altro  edificio  io  habbia  veduto  emifurato  i 
e  veramente  quejlo  tempio  fi  pò  dire  che  fa  vno  effempio  di  Architettura  ♦  Malajfando  da  banda  quejlc  nar* 
rationi ,  le  qualipoco  importano  a  l'Architetto  3  verrò  a  leparticular  mijure  di  tutte  le  cofe  *  E  per  procedere 
ordinatamente  inquejle  antiquià;  La  prima  cofa  fari  la  I  cnographia  ,  cioè  la  pianta  *  La  fecondo  farà 
VOrtographia ,  che  e  il  diritto ,  altri  lo  dicono  il  profilo  ♦  La  ter^a  cofa  farà  la  Sciographia ,  cioè  la  fronte 

B 


VI  IIBROfERZO 


eli  tati  di  qualunque  cefi  ♦  La  fedente  figura  fi  e  la  pianta  del  Pantheon,  la  quale  e  mifurata  col  palmo  Ro 
mano  antico.  E  prima  parlando  del  portico,  le  colonne  fon  groffe  palmi  fei  e  minuti  ventinoue  ,li  fìacijfra 
Vuna  e  l'altra  colonna  fon  palmi  otto  e  minuti  none  ,  la  larghe^  del  veflibulo  doue  e  la  porta  è  palmi  qua* 
tanta ,  la  fronte  de  i  pilafìri  del  portico  e  come  le  colonne,  la  latitudine  de  i  nicchi  fra  li  pilajln  e  palmi  dieci , 
et  i  membri  da  le  bande  fon  palmi  due,  la  largherà  de  la  porta  e  palmi  ventifei  e  me^p,  la  latitudine  di  tutto 
il  tempio,  cioè  il  netto  fra  muro  a  muro  e  palmi  cento  e  nouantaquattro ,  £r  altrettanto  e  la  fua  altera,  cioè 
dal  pauimento  fin  [otto  il  labro  de  l'apertura  difopra  ,  la  latitudine  di  effa  apertura  e  palmi  trentafei  e  me^p  , 
lefei  capeìle  che  fono  ne  lagroffe^a  del  muro  ogmuna  d'effe  e  in  latitudine  palmi  ventifei  e  minuti  trenta,  et 
entrano  nel  muro  per  la  metta  de  la  fua  larghe^jafxluando  la  groffe^  de  le  colonne  quadre  anulari ,  ma  la 
capeva  principale  e  palmi  trenta  in  latitudine  ,  &  e  me%p  circolofaluando  le  dette  colonne  anulari ,  lagrof* 
ferza  de  le  colonne  di  tutte  le  capeìle  e  palmi  cinque  manco  tre  minuti  :  e  cofi  le  colonne  quadre  angulari  de  le 
dette  capeìle ,  le  colonne  de  li  tabernacoli  che  fono  fra  le  capeìle fono  grofse  palmi  due ,  lagrojic^a  del  muro 
che  circonda  il  tempio  e  palmi  trentauno  ,  benché  in  effa  groffezga  ci  fono  affai  vacui  :  che  oltra  le  capeìle  che  — p 
vacuano  affai  ci  e  anchorafra  l'una  e  V altra  capeìia  alcuni  vacui,  che  molti  dicono  effere fatti  per  fpiracoli  per 
caufa  de  i  terremoti  ;  ma  io  mi  dò  a  credere  chefiano  fatti  per  non  ci  mettere  tanta  materia  ,  perche  ad  ogni 
modo  per  effere  informa  circolare  fonofortiffìmi ,  lafcala  chef  vede  dal  latofinijìro  era  medefimamente  dal  —  _ 
iato  deftro  perfalirefopra  lo  veflibulo ,  &  anchofi  andaua  de  li  intorno  al  tempio fopra  le  capeìle  per  vna  via 
feareta ,  che  anchora  ci  e  alprefente  xper  la  quale  fi  va  fuori  a  li  gradi  perjalirefino  a  lafommià  de  l'edificio 
per  molte  fcale  che  vifono  intorno  ,  il  fondamento  di  quejlo  edificio  fi  tiene  chefufe  tutto  vna  muffa  foda ,  e 
che  occupauagranfpacio  difuori  xper  quanto  s'è  comprefoper  alcuni  circonukini }  che  volendofabricare  han'/ 
no  trottato  ul fondamento  ♦ 


1 
Valmo  Romano  antico ,  £f  e  partito  in  dodici  digiti,  &  ogni  digito  in  parte  quattro  chiamati  minuti,  e  con 
quefto  e  mifurato  il  prefente  edificio  con  tutte  lefue  parti feguenti  +  tUc  trv-  <?o.ir*T>Y^  f^m*^  *>*&// 


JLJBRQ     TERZO 


VII 


PIANTA  DEL  PANTHEON, 


Vili  DEIE.ANTI.Q.VITA* 

LA    FOUMA    DEL    PANTHEON    NE    LA    PARTE    DI    FVORl* 


fxvtf  A  fotta  dimoftrata  figura  rapprefenta  tutta  la  forma  del  I 
sH^L idola  ne  la  faccia  ;  e  benché  al  vrefente  fi  discenda  a  baffo 


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Pantheon  ne  la  parte  di  fuori ,  guardati 


prefente  fi  difenda  abaffo  alcuni  gradi  ;  era  nondimeno  quam 


ido fu  fatto  eleuato  dal  piano  fette  graduar  e  ben  ragione  fé  queflo  edificio  tanto  antico  è  cofi  in9 
1ÈS£É%£Ltegro  tperciochelofuo  fondamento  non  fu  fatto  con  sparagno ,  an^ifi  tiene  ,  che  quanto  era  la* 
fua  circonferentia  ,  altrettanto  diffatio  di  terreno  ne  fife  occupato  ,  per  quanto  fé  veduto  da  alcuni  circon* 
uicini ,  chefabricando  hanno  trouato  di  queflo fondamento  di  bomffima  materia  *  Ma  vegniamo  a  le  mifure 
particulari  fopra  terra  *  io  diffi  qui  adietro ,  che  la  grafferà  de  le  coione  del  portico  era  palmi fei  e  minuti  yen 
tinoue  y  ma  l'altera  fua  e  palmi  cinquanta  quattro,  e  minuti  ventinone fcn-^a  le  bafi  e  i  capitelli  «  le  bafifono 
alte  palmi  tre  e  minuti  diecinoue*  li  capitelli  fono  in  altera  palmi  fette  e  minuti  trentafette  *  Vaitela  de  Varo 
chtraue  è  palmi  cinque  *  il  fregio  e  alto  palmi  cinque  e  minuti  tredici  .  la  cornice  e  alta  palmi  quattro  e  minw/ 
ti  none  ♦  da  la  fommita  de  la  cornice  fin  a  la  cima  delfrontefyiao  ci  fono  palmi  trentaquattro  e  minuti  trenta 
noue  *  Lojfacio  di  queflo  frontcfficio  fi  tiene  chefujìe  ornato  di  figure  di  arqento  t  quantunque  io  non  Vho  tro 
uato  in  frittura,  ma  confiderando  a  lagrande^^a  di  quegli  imperatori  mi  do  a  credere  che  cofi  fuffetpercioche 
fé  gli  Gotti,  &i  Vandali,  &  altre  nationi  che  fpogliorno  più  volte  K orna  hauefiero  voluto  de  li  bronci; pò 
teanoferunfi  degliarchitraui,  £r  altri  ornamenti  del  portico  doue  ne  e  gran  quantità  t  mafia  come  fi.  voglia  ci 
fono  li  vejìigi,  che  ci  erano  figure  di  metallo  *  D  a  l'ultima  cornice  in  fu  fopra  la  cuppola  ,fi  afcende  per  afiai 
luoghi  con  i  gradi  commodifin  a  la  fommita  ,  come  fi  può  comprendere  nel  dijegno  quifotto  * 


L  I  B  R  O  T  £  R  Z  O 

LA  PARTE  DENTRO  DEL  TEMPIO» 


IX 


Iforma  e  tolta  da  la  ro* 
quanto  e  dal  palamento 


m§\  V  efiafeguente  figura  dimofira  la  parte  interiore  del  Pantheon,  la  qua 
fytondita  perfetta  :  percioche  tanto  è  loffia  latitudine  da  muro  a  muro  ,  q\ 
^ fin  fiotto  V apertura  ,  che  come  ho  detto  più  adietro  e  per  diametro  palmi  cento  e  nouantaquattro, 
i  £r  e  tanto  dalpauimento  a  lafommita  de  V ultima  cornice ,  quinto  dà  quella  a  lafommitd  de  la 


volta  doue  è  l'apertura  *  le  riquadrature,  chetano  in  effa  volta  o  voaliam  dire  cielo,  fono  tutte  nel  modo  eh" e 
quel  di  me^o  tu' e  oppenione,  chefujìero  ornati  di  lame  di  argento  lauorato,  per  alcune  vefiigie,  che  anchora 
fi  vedono  t  perche fé  di  Ironia fujfero  fiati  tali  ornamenti  5  per  leragioni  dette  più  adietro fariar.o  flati  fpoi 
gliati  dialtri  bronzi ,  che  anchorfono  nel  portico  ♦ 

N  onfi  marauiali  alcuno  fé  in  quefiecofe  che  accennano  a  lapfpettiua,  non  vi  fi  vedefeortio  alcuno,  negroffe^ge, 
ne  piano  5  percioche  ho  voluto  leuarle  da  la  pianta  dimofirandofolamentc  le  altere  in  mifura ,  acaoche  per  lo 
feortiare  le  mifure  non  fi  perdano  per  caufa  de  i  fiorai  :  ma  ben  poi  nel  libro  di  profpettiua  dimofirero  le  cofe 
ne  ifuoi  verifeor^i  in  diuerfi  modi ,  infuperficie,  &  in  corpi  in  varie  forme,  e  Gran  copia  di  varij  cafamenti 
pertinenti  a  tal  arte, ma  nel  dimoftrare  quefie  antiquita  perferuare  le  mifure  non  vfaro  tal  arte  ♦  da  la  cornice 
ingiù  non  diro  bora  le  mifure  de  le  cofe ,  perche  più  alianti  a  parte  per  parte  dimofirero  le  fame  ,  e  ne  darò  lt 
mifure  minutamente* 

L  a  capella  di  me%o  anchora  efr  ella  fa  beniffimo  accompagnata  con  tutta  V  altra  opera  5  nondimeno  e  oppenione  di 
molti  che  non  fa  antica  :  perche  Varco  di  effa  viene  a  rompere  le  cinque  colonne,  cofa  che  non  vfarono  li  boni 
antichi  ;  ma  che  al  tempo  de  Chrifiiani  ella  fa  fiata  crefeiuta }  come  fi  conuienea  itempij  diChnfiiani  di 
hauervrìaltix  principale }  e  ma^ior  deglialtri * 


X 


DE     LE     A  N  T  I  Q_  V  I  T  A 


Q^uefio  armamento  fi  troua 
ineffere  al  preferite /opra 
lo  portico  del  Pantheon, 
£r  e  tutto  di  tauole  di  bro 
\o  come  dimostra  la  fiaw, 
ra }  lo  circolo  non  ci  è, 
ma  ci  era  vna  ìne^a  botte 
di  bronco  molto  orndta}& 
acho  fi  tiene  per  Voppenio 
ne  di  molti,  che  vijujfe  or 
namenti  di  araento  per  le 
rdaioni  dette  più  adietro, 
ma  di  che  materia  e  ali  fi 
juffe  no  fi  sa}certa  co  fa  e, 
che  douea  effere  opera  bel 
liff ima, cofder  andò  a  quel 
lo  che  al  predente  fi  vede* 


A  fyurd  qui  fiotto  iimofira  la  faccia  dentro  del  portico ,  lo  quale  e  molto  ornato  di  marmì}cofi 

Ine  i  fatichi  del  vejitbulo  }  come  ne  la  faccia  ,  fcr  anco  di  fuori  ;  ma  la  parte  di  fuori  e  molto  con 

i fumata  daaliannni ,  e  per  efere  al  difcoperto  :  Zi  quattro  pila  fin  fono  canellati  nel  modo  che 

^.~  qui fatto  fi  vede  ,  e  con  quel  numero  di  canellature ,  e  perche  le  colonne  rotonde  diminuifcono  ne 


la  parte  difopraxdoueilfondo  deVarchitrauee  delagroffe^a  de  la  colonnate  volendolo  accompaanart 
con  li  pilafin  quadri  >  che  non  diminuirono  t  ejfofondo  de  Varchitraue  non  haueria  trouato  lofio  dritto  :  an%i 

faria  refiato  da  oani  lato  tanto  di  morto  de  Varchitraue  quanto  è  lo  diminuire  de  la  colonna  tonda  tV  A  rchio 
tetto  prudente,  fece  tanto  de  rifatto  ne  Varchitraue ,  quanto  e  la  diminution  de  la  colonna  ,fi  come  ne  la  figura 
quifotto  fi  comprende  ;  onde  tal  cofa  corripponde  molto  bene  *  Quanto  a  le  mijure  de  la  porta  ,  V  apertura 

fua  e  in  latitudine  palmi  ventile  minuti  due ,  &r  è  Vaitela  palmi  quaranta  e  minuti  quattro  ♦  de  le  mifure 

più particuian  ne  lajeauente  chartapiu  djfufamente  ne  trattare* 


DE      LE 

Q_uejla  lafe  e  vna  di 
qlle  che  fono  a  le  colo 
ne  pane ,  dette  ante 
che  fono  ne  l'ordine  \ 
codof  ornameto,  le  ql 
lafifuronfatte  con  boi 
tiudicio,  cheg  efferlò 
,ane  da  l'occhio  hanno 
folametevn  'afr  agaio 
luogo  di  due  ,  gcwch 
due  haueria  fatta  l'og  t 
troppo  minuta  e  cófufa 


Laproportion  di  quefa  parte  circa  a  Vaper 
tura }  ne  ho  dato  qui  adietro  notitia,  ma  ^ 
Jua pilaf  rata  cinfrontel'ettaua  parte  de 
la  latitudine  del  lume ,  fcr  anchora  che  V  ' 
ìruMO  fa  la  pilaf  rata  de  la  Dorica ,  e  de 
la  Ionica  circa  a  lafefa  parte  :  nondimeno 
Cjuefta  per  effer  opera  Cormthia,  non  di'/ 
Jdicetperejjere  le  colonne  Corinthie più 
£  tacili  de  le  Doriche,  &  ancho  de  le  Ioni 
che ,  e  tanto  dimoftra  maj^ior  groffezga 
guanto  lo  f anco  fio  è  di  Iona  groffe^a , 
doue  che  V occhio  mirando  l 'una  e  l'altra 
parte  viene  ad  abbracciare  il  tutto  di  ma'/ 
niera ,  che  tal  opera  torna  bene  ♦  Q_uejto 
t  elaro  de  la  porta,  cioè  le  pilaf  rate  da  le 
lande,  e  V architrave fopra  effe,  fi  dice  che 
e  di  v«  pe^pfolo ,  &  io  per  me  non  ci  ho 
trouato  commifura  ;  de  le  mifure  più  par* 
rxulan  fi  vestono  quifopra  più  minuta'/ 
mente* 


Quejla cornice , fregio ,  £r  archi 
traue ,  e  f opra  la  porta  del  Pan* 
theon,  circa  a  lefue  mìfure  l'archi 
traue  è  per  V ottaua parte  de  la  la'/ 
Mudine  di  effaporta,  lofregioper 
che  e  fetida  intaglio  e  la  terrei  par'/ 
te  minore  de  Varchitraue,  la  corni 
ce  e  alta  quanto  Varchitraue,  circa 
a  i  mébriparticuUri  egli  fono  prò'/ 
portionati  a  l 'opera grade  doue  col 
|  copaffo  fi  potrà  trouare  tutte  le  pi' 


A;J 


DE    LE    ANTIQ.  V  I  T  A 


jEr  dimojirare  tutte  le  parti  di  quejlo  beUijfmo  e  ben  intefo  edifìcio  e  necejfarìo  di  farlo  vedere 
in  più  lati }  e  pero  bauendo  io  qui  adietro  dimojìratok  faccia  dauanti  in  maiefth  ,  con  tutte 
quelle  cofe  che  in  faccia  fi  poffon  vedere,  bora  dimojìraro  lo  portico  ,  &r  il  veftibu.o  e  Ventrata 
Jtó  tempio  per  fianco ,  come  fu.  a  punto  :  arca  a  le  mifure  ;  la  grafema  e  Vaitela  de  le  co* 
lonne  ,edei  pilaf  ri  di  fuori ,  &•  altri  fuoi  ornamenti ,  ho  detto  più  adietro  j  e  perciò  non  replicare*  più  tal  mi 
(ure ,  ma  bajlifolamente  il  vedere  la  diftofition  de  le  cofe  le  quali  fon  pero  compicciale  tirate  in  mijura  tproe 
fortunate  a  le  grande ,  le  colonne  più  picciole  ne  Ventrata  del  tempio  fono  colonne  piane  a  vfo  di  pilaflri ,  la 
mifura  de  le  quali  darò  più  auanti ,  perche ferueno  anebora  a  le  capeìle  3  quanto  e  quejlo  j^acio  di  ^uejti  tre  in* 
ttreolunni  era  la  meta  botte  di  hon^o  de  la  quale  ho  parlato  più  adietro*. 


fili**'  1^1  i^-iia,  ,    M^^f. 


Tnttatd 
(Centro  ({aL 
Tonjio. 


LIBROTERZO 


XIII 


\rca  a  le  finiture  de  le  colonne,  che  molto  ce  ne  fono  nel  Pantheon  }non  mi  affaticherò  in  deferì 
¥fàÈ$}jl  uerc  tutte  lefue  miIwe  :  mi  di  quelle  de  le  colonne  de  la  capello  grande  al  dirimpetto  de  la  porta 
--^21-ì  Ver  €^ere  m0^°  ^e  '  ^  art^0fe  i°  ne  ho  voluto  dare  qualche  notitia  iper  il  che  la  jisura  qui 
fottofeg.'iata.A  .&*•  JB  .rapprefenta  l'opera  d'efta  colonna ,  cioè  in  pianta ,  £r  in  diritto  *  lofi* 
gura.A-dinota  il  diritto  de  ta  colonna,  lajijura*B*  rapprefenta  lapianta  d'efìa  colonna*Qjuanto  a  lafurtn* 
fi  e  dinr-jlrato  a  bajtan^a  ;  ma  quanto  a  le  mifure  hifoana  trattare  *  li  canalifono  ventiquattro ,  &  vn  canale  è 
minuti  noue  e  me^o  ♦  il  tondino  con  i  due  quadretti  è  minuti  quattro  e  me%p  *  ti  tondino  e  minuti  tre}Vauanim 
t  vn  minuto  e  m^}  il  quxl  minuto  e  me^p  effendo  diuifo  in  parte  equali  viene  a  effere  oani  quadretto  a  canto 
il  tondino  tre  quarti  di  minuti  *  quejia  canellatura  è  molto  arata  a  i  riguardanti ,  &  vna  fimile  opera  e  a  la 
hafilica  del  foro  tranfitorio  per  ornamento  di  vna  porta  ♦  la  bafefegnata*C .  è  de  le  dette  colonne  de  la  capei 
la  madore  del  Pantheon ,  l'alteri  de  la  quale  e  palmi  due }  e  minuti  vndici  e  me^o  }&ecoji  diuifa  :  il 
flintho  difotto  e  minuti  diancue  in  altera  ♦  il  toro  inferiore  e  minnti  dicifette  ♦  il  quairettofopra  effo  è  mi"/ 
miti  tre  e  me%p  ♦  lafcociapnma }  cioè  il  cauetto  è  minuti  otto  e  vn  ter^o  *  il  quadretto  difotto  diajlraaali  e 
me^o  minuto  }ecofie  quelfopragh  ajìragali  xgli  due  ajlragalifonofei  minuti  e  ìne^p  ,  e  ciafeuno  d'ejfi  viene 
a  efere  tre  minuti  £r  vn  quarto  «  lafcoaa  difopraaliajìraaali  e  minutifei  ♦  il  tondino  fatto  il  toro  fuperiore  è 
minuto  vno  *  il  torofuper.ore  e  fette  minuti  e  due  ter^i  +  U  quairettofopra  il  toro,ch'e  memhro  de  la  colonna 
e  minuti  tre  ♦  laproiettura  di  quefìa  hafe  e  minuti  ventitré  }proportionata  nel  modo  qmfotto  dimofirato* 


XXIII 


D  E     L  B     A   N   T  I  Q_  V   I   T  A 


3  A  feculente  fìqura  rapprefenta  vna  parte  di  dentro  del   Pantheon  ,  cioè  dal  palamento  fin  i  la. 
ffsfommita  de  la  cornice,  che  toaliefu  la  tribuna  o  cuppola^  che  dire  la  vachamo  ,  fcr  cncho  in  detta 
\jr.  figura  fi  vede  fopra  la  cornice  il  nascimento  de  t  quadri  de  la  tribuna  :  e  c.fi  detta  fi  aura  dmo^ 
ta  ne  la  parte  da  baffo  la  latitudine  di  vna  de  lefei  capelle  ,  de  le  quali  ce  ne  fono  due  di  me?o 
circolo,  e  quattro  difmna  quadrata  oblonga  ,  ma  tutte  fei  ne  la  !ua  faccia  fono  conformi,  e  ciafeuna  di  quefte 
capelle  hanno  due  colonne  rotonde,  e  glianguli  d'effe  capelle  hanno  le  fue  colonne  quadre  ,  come  fi  può  ve* 
dere  ne  la  pianta  paffuta  ,  £r  ancho  nel  difeano  qui  a  canto  ,  ben  ch'ei  non  fu  in  profpemua  ,  e  che  non  fi  veg* 
aa  il  Girare  de  la  capeìla  s'ella  e  tonda  o  quadra  ?  e  non  s'è  fatto  in  fiordo  per  fiore  fu'l  termine  de  le  mifure  j 
ma  quefia  e  in  effetto  quadrata  :  perche  vi  fi  vede  la  forma  de  le  fenefireìle  ,  che  fono  ne  la  parte  interiore 
d'else  capelle  ♦  ^agroffe-^a  de  le  colonne  e  palmi  cinque  manco  tre  minuti .  Vaitela  de  le  bafi  e  palmi  due  e 
minuti  vent'uno  »  Vaitela  de  la  colonnafenza  il  capitello  e  palmi  quaranta  ♦  Vaitela  del  capitello  e  palmi 
cinque  e  minuti  trenta  :  e  cofi  tutta  la  colonna  con  la  bafe  e'I  capitello  e  da  palmi  quaranta  otto  ♦  Vaitela  de 
Varchitraue  ,  fregio  ,  e  cornice  e  palmi  tredici  e  me^o  :  tutta  quefia  altera  e  dhafa  in  parti  dieci ,  tre  parti 
fono  per  Varchitraue  ,  tre  parti  fi  danno  alfregio  ,  e  le  quattro  parti  fi  daranno  a  la  cornice  :  del  rimanente  de: 
i  membri  non  dico  altramente^  per  effere  quefia  da  laypria  proportionalmente  trasportatala  quale  e  qui  auan* 
tifeqnata*  B  *&  veramente  in  quefia- cornice  fi  comprende  il  bongiudicio  de  V  A  rehitetto,  il  quale  mettendo* 
ni  ali  modiglioni  non  ci  volfe  mettere  i  denticoh  intagliati,  per  non  cadere  in  quel  comune  errore,  nel  quale  fi  no  I 
caduti  tanti  antichi ,  &  anchora  howidi  molti  moderni  %  V errore  ch'io  dico  e  quefio  ,  che  tutte  le  cornici,  le 
quali  hanno  i  modiglioni,^  i  denticoli  intaghatijfono  vitiofe  e  reprobate  da  Vitruuio  neUiiij. libro  aVij.capi 
toh  :  e  benché  in  quefia  cornice  afta  laforma  del  denticolo  ;  nondimeno  per  non  effere  intagliati  .non  fi  pojson 
dannare  in  quefio  cafo  *fopra  quefia  cornice  e  vn  parapetto  ,  Vaitela  del  quale  e  palmifette  e  minutifei ,  & 
e  di  baffo  rilieuo,  percioche  le  colonne  fono  ancho  loro  di  baffo  rilieuo  t  l'altezza  de  le  quali  con  Varchitraue  , 
fregio,  e  cornice  e  palmi  trenta  e  minuti  trenta  fei,  la  quàl  altezza  diuifa  in  cinque  parti  5  vna  d'effe  e  per  Var 
chitraue  ,  fregio }  e  cornice  ,  la  quale  jora  qui  aitanti  fegnata*  M.  proportionata  a  la  propria  ♦  Ih  quefia  corni 
ce ,  e  ne  Varchitraue  fono  cofi  bene  compartiti  i  membri  parte  intagliati ,  e  parte  fchietti  5  che  la fua forma  non 
fi  confonde,  an^i  per  efferui  quei  membri  fodi  interpofiifragl'inta  aliati  5  fi  comprende  in  effa  vna  gratta  mira'/ 
bile  *  la  fine  firn  fopra  la  capeìla  e  per  dar  luce  a  effa  capeìla  ,  la  qual  luce  benché  nonfia  principale  5  nondit 
meno  per  effere perpendiculare  ,  tolta  da  l'apertura  difopra  ;  viene  a  dargli  conueniente  lume  ■>  le  colonne(co* 
me  ho  detto^fono  di  bafìo  rilieuo,  e  cofi  fra  effe  colonne,  &  ancho  fopra  lefinefire  àfono  diuerfe  pietre  fine  in* 
cafìrate ,  fr  il  fregio  de  la  prima  cornice  e  di  porfido  finijfimo  ♦ 


■ 


LIBRO     TERZO 


XV 


iai^M-glim^l3gi:: 


p  f 


C     3 


XVI  D  E     LE     A  N  T  I  Q_  V  IT  A 

j  Vefla  figura  dimoflra  vno  di  quei  tabernacoli,  che  fono  fra  le  capere ,  e  te  colonne  da  le  lande 
jj  rapprejentano  le  colonne  quadre  de  le  capelle  ,  e  qui  fi  vede  il  belgiudicio,  che  hebhe  V  Archi* 
-g  tetto  ,  il  quale  volendo  far  recingere  Varchitraue,  il  fregio,  e  la  cornice  ,  e  non  effendo  la  colon 
Zina  quadra  tanto  fuori  del  muro  ,  che  cipoteffc  capire  tutta  laproiettura  d"efìa  cornice,  fece  fola* 
mente  la  gola  dritta  ,  &  il  rejtante  de  i  membri  conuerfe  in  vnafafcia  ;  onde  tal  opera  e  molto gratiofa  ,  &  ac* 

•-  —  — — -|  compagnaV 'ordine , 

le  due  fenefìrelle 
nò  danno  luce,  ina 
fi  ja  giudicio,  the 
jvffèro  luochi  da 
ìdoli*  L  altezza 
del  piede  del~tàber 
tàculo  e  palmi  no'~ 
ne  e  minuti* xij Ad 
crcfstT^a  de  le  co 
lene  e  palmi  due* 
e  lafua  altera  e 
palmi  *xvi*fenqt 
lebafi,eticapitel* 
UAe  bafifeno  di  al 
te^a  palmo  vno* 
l'altezza  dei  capi 
teìli  e  palmi  due  e 
me^o.  l'arehitraue 
e  palmo  vno ,  e  co 
fi  il  fregio, &  e  tut 
to  di  porfido ,  che 
corre  intorno  *  Val 
te^a  de  la  corni* 
ce  e  vn  palmo  e 
me^p-V  aliena  del 
front  efyicio  e  pai* 
mi  cinque*  Varchi* 
traue  che  ricinge  il 
talernaculo  e  pai* 
mo  vno  e  tre  quar 
ti  *  de  l 'altre  mifu 
repiu  minutamete 
qui  acato  far  a  di* 
moflrato ,  e  di  que 
fii  tabernacoli  ne 
fono  ire  afrontefipt 
ciò ,  e  tre  a  reme* 
nato }  cioè  circa  a 
la  quarta  parte  di 
\no  circolo* 


I 
I 

il 


ci 


LIBRO     TERZO 


XVII 


E  quattro  figure  quifottofono  membri  del  tdbermculo  qui  a  cato,  come  dinotino  le  lettere*  A  ■ 
B  ♦  C  t  D .  che  fi  rijfondeno  :  circa  a  le  mifure  de  le  altere  e  detto  qui  a  dietro  *  Ma  bajìifol 
a  l'Archi 


^r^g^  tetto  ,  che 


tutte  le  cofe  a  membro  per 

mébro fono  tramortite  da 

le  qrandi  con  diligentia,  e 

ridotte  a  quejia forma  pò 

portionatamente  3  e  biche 

forfè  a  iftudwfi  di  Vitru 

uio  parerà  troppo  alta  que 

Jia  cornice  a  la  yportione 

de  l'arckitraue  ,  e  delfret 

aio,  &  io  per  me  non  la  fa 

ria  coft  alta  x  nondimeno 

a  vederla  in  quel  loco  che 

ha  gran  diftantia,  e  non  e 

molto  alta  5  ella  rapprefen 

ta  bona  proportior.e  ♦  il  ca 

fitello  s'aìlótana  molto  da 

ifcrittidi  Vitruuio^che 

eglie  di  rna^ior  altera 

fen^a  l'abaco  3  che  non  lo 

defcriue  Vitruuio  co  tut 

to  l'abaco  %  e  nondimeno 

per  la  comune  oppenione 

fono  ipiu  bei  capitelli  che 

fiano  in  R  orna  ,  e  non  fo 

lamente  quejii  de  i  tabert 

nacoli  imaanchord  quei 

de  le  capeìlefono  di  tal  f  or 

ma  y  £r  ancho  quegli  del 

portico  ;  di  maniera  che  io 

giudico,  fi  come  da  princv, 

fio  io  diJfi,non  hauer  trot 

uato  edificio  fatto  co  mag 

giore  ojjeruantia  de  l'ordi 

rie,  quanto  e  que fto}e  s'io 

voleffifcriuere  tante  belle 

oferuatie  che  vi  fono  ;  co 

fi  dentro  come  di  fuori,  io 

fureria  forfè  troppo  prolif, 

fo  t  e  pero  di  quejio  mar  a 

uigliofo  edificio  faro  fine 

Seguitando  de  l'altre  anti* 

quita* 


XVMII  DE     LE     ANTIQ.VITA*        

Vefto  tempio  di  JB  acco  e  molto  antico  £r  e  affai  integro,  e  ricco  di  lauorì ,  e  di  Ielle  e  diuerfe 
'^pietre  ,  e  di  mujaicbi  ,fi  nel  fallimento  come  neipaneti ,  £?  anchora  nel  cielo  di  me^p  ,  e  ne 
la  botte  che  airi  intorno }  £r  è  di  opera  Compofita  *  Tutto  lo  diametro  dentro  da  muro  a  muro 
e  palmi  cerno ,  £r  il  corpo  di  me^o  ricinto  da  le  colonne  e  palmi  cinquanta  *  ne  ifiatij  da  colon 
na  a  colonnato  ci  trono  gran  differente  da  l'uno  a  L'altro  :  percioebe  lofpatio  di  me%o  a  V  entrare  del  veftibu'/ 
lo  e  palmi  noue  e  minuti  trenta  ,  e  l'altro  a  l'incontro  e  palmi  none  e  minuti  noue }  quegli  a  Vincontro  de  i 
nicchi  mamori  fono  palmi  otto  e  minuti  trenta  vno  ,glialtn  quattro  rejiantifono  alcuni  palmi  fette  e  minutiot'/ 
to>  &  alcuni  palmi  fette  e  minuti  dodici  *  la  latitudine  del  veflibulo ,  e  cofi  quella  de  la  capella  a  l'incontro  ri 
(tonde  a  l'intercolunnio  yet  il  medefimo fanno  i  due  nicchi  madori  }glialtri  nicchi  minonfono palmifette  e  mi 
nuti  cinque  *  le  mifure  del  portico  fi  poffon  pigliare  da  quelle  del  tempio ,  il  qual  portico  e  voltato  a  botte }  da* 
uanti  del  quale  ci  era  v»  cortile  informa  ouale ,  il  quale  era  lungo  palmi  cinquecento  e  ottanta  otto  ,  &"  era  in 
larghezza  palmi  cento  e  quaranta  :  e  per  quanto  fi  ye^on  le  yejtiaie ,  era  molto  ornato  di  colonne ,  come  fi 
fuo  comprendere  ne  la  feguente  figura* 


t  ì  B  ROTE  R  Z  O 


XIX 


::'  •         .. 


pianta  deh,  tempio  di  bacco 


i  •  *. 


XX 


Sfi   X  E     A  NT  1  Q.VI  T  A 


O  dimoflrato  qui  adietro  la  pianta  con  Ufuemifure,  equifittofìvedrì  lo  diritto  ne  la  parte 

g  <fc  dentro }  perche  di  fuori  non  'e  ornato,  L  ' altera fua  dal  pauimento  fin  fitto  il  cielo  a  fono  vai 

f£  [j^^l  Mml  Ottantafei  ♦  lagrcjfe^a  de  le  colonne  e  palmi  due ,  e  minuti  quattordici ,  e  ?(*/«<*  altera  e 

^Ssmg^Ppalmi  ventidue  e  minntxvndici  ;  Valte^^a  de  le  hajì  è  palmo  vno  e  minuti  fette  ♦  Valteiga  de 

ì  capitelli  e  palmi  due  &  vn  quarto*  l'altera  de  l 'architraue  e  palmo  vno  &r  vn  quarto,  e  cofì  il  freaio*  Val 

terga  de  la  cornice  e  palmi  due  e  me^p  ♦  I  membri  più  particulan  fipoffon  vedere  qui  fitto  ,  perche  fono 

yroportionati  a  i  grandi }  e  quejlo  tempio  e  fuori  di  R  orna  dedicato  a  finta  hmefi  * 


I 


iliniiiiriinii.iiiuam'liJlMlLIlill'.'.l'illil^lin 


LIBRO     TERZO 


A  pianta  qui  fitto  era  v»  cortile  dauanti  al  tempio  ài  Bacco  con  vn  portico  intomo ,  per  ^uan 
to  fi  comprende  per  alcuni  vejìyi  molto  minati ,  £r  a  V incontro  di  tutti  li  intercolunni  era  vti 
nicchio  ornato  di  colonnelle,  dentro  del  quale  àouea  ejjere  vnajlatua  ;  Era  quejlo  cortile  infor 
ma  ouale  molto  oblonja}e  lafua  longitudine  era  palmi  cinquecento  e  ottanta  otto*&  era  in  lati* 


XXI 


indine  palmi  cento  e  quaranta 


©      © 


CORTILE    BACANARIO 


Il  tempio  di  B  acco(come  ho  dettole  ricco  di  molti  ornamenti,  e  di  compartimenti  vari]  :  ma  io  non  tutti,  ma 
parte  ne  ho  voluto  dimojirareì  e  le  tre  inuentioni  quifotto  difynatejono  nel  detto  tempio  parte  di  hellepie 
tre,  e  parte  di  mujaico  ♦ 


XXII 


P  E    L  JS    fi  N  ?  I  Q_  V  K  T  A. 


Vefto  tempo  de  la  face  il  fece  fare  V  efpafiam  Imperatore  apprejfo  il  faro  R  ornane,  il  qual 
tempio  e  molto  lodato  da  Plinio,  &  era  molto  ornato  difculture,  e  di  opere  dijiucco ,  &  oltra 
gliomamenti  di  ejjo  tempio,  V  efpafano  dopo  la  morte  di  N  erone  yi fece  porre  dentro  tutte  le 
IPflffefee  cofi  di  bronco  come  di  marmo,  le  quali  ejjo  N  erone  bauea  raccolte  in  4werfiluoghi,che 
erann  non  picciolo  numero  ♦  Quiui  anchora  V efpafianofece  porre  \njuo  ritratto  con  ijuoi figliuoli  jatto  di 
\n  marmo  nuouo  trouato  in  Hthwpia  di  color  diferro  detto  B  ajfalto,  cofa  molto  predata  in  quei  tempi  x  nel 
qual  tempio  ne  la  capella  principale  era  vnajìatua  molto arande  di  marmo  fatta  di  più  pe^Q ,  de  le  qual  reli* 
quie  ne  fono  alprefente  ajìai  pe^^j  in  capidoglio,  e fra  alia  tri  vi  f  v«  piede}che  Vunahia  del  ditogrojjo  e  tati 
to  arande  ch'io  vifonofedutofopra  commodamente ,  e  di  quiuifipuote  comprendere  la  arande^a  di  tal  jlto 
tua,  la  qual  fi  vede  effer fatta  di  mano  di  huon  Scultore  ♦ 


LIBRO     TJSR2Q 


XXlll 


TEMPLVM    PACIS» 


D  ù 


xxiiii 


DB     t  B     A  N  T  I  Q_  V  I  r  A 


r\  L  detto  tempo  e  misurato  a  bràccio,  &  il  braccio  e  partito  in  parti  dotici  adimandate  onde , 
fi  K  e  $        lmea>ch£  '  nel  mero  de  la  pianta  d'effo  tempio  fé  mero  braccio  x  e  prima  la  lunghe^ 
del  portico  e  circa  braccia  cento  e  ventidue ,  e  lafua  largherà  e  braccia  quindici .  la  latititi» 
m  ne  de  i  nicchi  ne  i  capi  i'efso portico  e  braccia  dieci .  la  yoffc^a  de  i  vilafln  de  Ventrata  è 

braccia  cinque,  e  fra  Vun  pilaf  ro  e  V  altro  Sbraccia  dieci  ♦  le  aperture  da  le  bande,  fi  del  portico  ,  come  del 
tempio  e  braccia  ledici. la  lun^herya  di  tutto  il  tempio  t  arca  braccia  cento  efettanta.la  fua  larderà  e  brac 
eia  cento  e  venticinaue.il  capo  di  mero  e  braccia  emanata  tre  Ja  fronte  de  i  pila  fintone  fono  apponiate  fa  co 
lonnetor.de  e  braccia  noue  e  me^lapoffe^a  d\effe  colonne  e  braccia  quattro  e  onde  quattro  e  mera,  e  fono 
canedate,e  le  cagliature  fono  ventiquattro  Al  cauo  di  vna  cagliatura  e  onae  cinque,e  lafua  cofia  e  oncie  vna 
e  meja  .la  lar^ra  de  la  capella  principale  e  braccia  trenta  due  in  circa,  &r  e  di  mero  circolo,  quelle  da  le 
bande.  A  &.B  .fono  layhe  da  braccia  trenta  fette  ,&  entrano  nel  muro  braccia fedici  :  che  e  manco  di  mero 
arcolo.laSroJ]eKKa  del  muro  intorno  al  tempio  e  da  braccia  dodici,benche  in  molti  luoahi  e  più  fomle per  cau 
Ja  de i  lotto  archi,  e  cofi  le  circonferentie  de  le  capeUe fonone  da fei  braccia ,  fra  Vun  pilaflro  e  V  altro  e  da 
braccia  quaranta  cinque.  Dt  molti  nicchi  e  fneftre,er  altre  cofe  particulan  perledette  mifurefi  potranno 
comprendere  :  perche  il  difeso  e  proportìomto ,  e  auefio  e  quantoa  la  pianta  .  circa  al  diritto  per  ejfer  cover* 
to  molto  ti  piano  da  le  mine  5  non  potei  mifurare  dal  piede  a  la  cima,  ma  per  quanto  ho  comprefo  da  parte  de  la 
pania,  Rancho  da  le  rume,  che  fi  vedono;  ho  fatto  quefto  diritto, non  fon  ben  nfolutofe  la  colonne  hanno  fot* 
to  Upiedejlao  0  no  ,  per  non  fi  vedere  il  piede  de  le  colonne  t  &  anchora  che  Plinio  lodi  molto  queflo  edifi* 
ao  afono  alcune  cofe  male  accampanate,  e  maffmamente  la  cornice fopra  le  colonne,  la  quale  non  acconta* 
epa  cofa  alcuna ,  ma  rejìa  nuda  per  fé  fola* 


i 


LIBRO     TERZO 


XXv 


Vejio  edificio  fi  dimanda  templum  pietatts ,  &  e  appreso  il  carcere  Tulliano,  &r  e  tutto  di 
teuertino,  ma  era  coperto  diftucco,et  e  molto  minato  ,  ne  vi  fi  vedono  vejtyi  difinejlre-,  non', 
dimeno  io  le  hopofiene  la  patita  in  quei  luoghi  dotte  [ariano  più  conuenienti  .lo  edifìcio  e  mifiu 
rato  con  vtl  braccio  partito  in  minuti  jefianta, la  linea  per  me^p  auefio  tempio  e  la  ter^a  parte  di 


vn  braccio  ♦  e  prima  le  colon 

mjonarrjfe  braccio  vno  e 

minuti  dici  otto.  Vintercolun 

nio  "e  braccia  tre  e  minuti 

quattordici  .  la  latitudine  de 

la  porta  e  braccia  quattro  e 

minuti  quattordici  e  me^p. 

Uarojfe^a  del  muro  e  brac 

do  vno  e  minuti  venti  *  la 

lunghezza  del  tempio  e  brac 

eia  dici  otto  e  minuti  venti* 

la  l^'ahe^^a  e  braccia  otto  e 

minuti  trenta  *  il  portico  in'/ 

torno  al  tempio  era  lacuna'/ 

riato}  cioè  fatto  a  quadroni , 

ma  la  parte  damntifpaciofa 

ronfi  comprende  in  che  mo'/ 

iofuffe  coperta  per  effexe  rui 

nata,  le  coione  di  quefio  tem 

fio  non  hanno  le  baf:}ne  ano 

eho  il fuo  quadretto,  et  erano 

di  teuertino  coperte  difillo 

co,&  il  tempio  hauea il fron 

tepido  dottanti  e  di  dietro* 


XXVI 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


L 'alte-^a  de  la  colorfa  col  capitello  è  braccia. x.mi  co  tre  minuti  da fuagroffe^a  da  baffo  e  braccio  vno  e  minuti* xviij* 
e  ne  la  parte  difopra  e  braccio  vno  e  minuti,  xv 'l'aiterà  del  capitello  e  mmutuxlvij-col  wdino}etil  collarino  d'alt 
tenacie l'arcbitraue e  minutuxxxvid 'altera  deìfreqio  e  braccio  vno  e  minutidvi d'altera  de  la  cornice  è  brac* 

~":io  vno  e  minuti  otto.il  netto  delfrotefpicw^cioe  dal  fiat 
no  del  cimatiofinfotto  la  cornice  e  bracciale  minutuy- 
i  inebri gtictdari fono  mifurati  minutaméte^  trasportati  in 
forma  mag)iore,fi  comeg  i  caratteri  fi  povedere,i  quai  me 
bri  fono  confomma  dihaetttùt  da  i  grandi  fportwnalmente 
trasportati* 


h  i  13  a  9 


~T  B  li    >  o 


XXV  lì 


ut  >,oumb  ea  IMI  fom  il  fumé  Amene  «U'nWWonT 
tmpo  di  vtSa ,  tran  parte  minato ,  &edi  opera  Cambia 
\uorao  ,  er  t  eteuato  dal  piano  di  ima  da  la  parte  duomi 
to  e  il  bajamento,  ma  da  la  parti  di  dritto  t  eleuato  più  di 
'a di  lotto delhf amento , 


XXVIII  DE     LE     ANTIQ.VITA 


-i — 


L  tempio  qui  adietro  e  mifurato  col  braccio  paffuto  difefanta  minuti,  e  prima  le  colonne  fono 
4grofie  braccio  vno  e  minuti  diafette ,  e  V  intercolunnio  è  braccia  due  e  minuti  trenta  quattro  fra 
I  le  cotóne  &  il  muro  e  "braccia  due  e  me^p*  lagroffe^a.  del  muro  e  braccio  vno  e  minuti  tredici* 
I  il  netto  del  tempio  dentro  e  braccia  dodici  e  me^p  ♦  ilpiedejlalofegnato*A  +  con  la  colonna ,  e 
con  lifuoi ornamitiferueper  tutto  V ordine  del  tempio, Vaitela  de  la  bafe  delpiedejìalo  e  alta  minuti  quaran 
ta  cinque  ♦  il  netto  delpiedejìalo  e  braccia  due  e  minuti  quaranta  otto  ♦  la  cornice  del  piedeflalo  è  minu* 
ti  trenta  fette  e  me%p  *  Vaitela  de  la  bafe  e  minuti  trenta  otto  e  me%p  ♦  ilfufo  de  la  colonna  e  in  altera 
braccia  dieci  ♦  lalteiga  delcapitello  e  braccio  vno  e  minuti  ventiquattro  *  V  architrave,  il  fregio ,  e  la  cornice 
è  di  alte%%a  circa  a  due  braccia  e  me%p  *  la  porta  qui  [otto  fegnata*  S  *&*  Y  ♦  e  alta  braccia  noue ,  e  la  la* 
titudine  da  bafo  e  braccia  quattro  e  minuti  quattro  *  la  latitudine  del  lume  ne  la  parte  di  fopra  e  braccia  tre  e 
minuti  cinquanta  quattro ,  che  viene  a  ejìere  diminuita ,  come  la  mette  Vitruuio  *  lafua  pilajirata  e  minuti 
cinquanta  due  e  me%p  j  ma  Varchitraue  difopra  e  minuti  cinquanta  vno  *  Vaitela  del  fregio  è  minuti  trenta* 
Valtezga  de  la  cornice  e  minuti  quaranta  due  +  Lafinejlrafegnata*  T«£r*X+  è  larga  braccio  vno  e  minuti 
quaranta  fei  e  me%o}  e  lafua  altera  è  braccia  cinque  e  minuti  tre ,  £r  è  diminuita  come  la  porta  •  lafua  pila 
ftrafa  e  minuti  trenta  vno  e  me%o ,  e  Vaitela  de  la  cornice  e  altrettanto ,  i  membri  più  particulari  fono  dife* 
gnau  informa  madore  ben  propor lionati  }  accompagnati  da  lefue  lettere ,  le  quali  chiamano  ogni  una  di  effe 
lafua  compagna  ♦  quejlafinejira  e  lauoratt  dentro  e  di  fuori  ♦  la  parte  dentro  e  mancata  ma  la  parte  di  fuori 
e  diritta  « 


LIBRO     TERZO 


XXX 


DE     LE    A   N   T  I  Q/V-I--T- A> 


=<5^  Vejio  tempio  e  fuori  di  Remi  molto  rumato,  &  e  dipietra  cotta  la  HU0orf&tey  ne  vi  fi  ve 

t  j9j$jy  de  pero  alcuno  di  quefti  ornamenti ,  che  fono  qui  in  piede  ima  per  quanto  fi  può  comprendere 
f^^^Mper  la  pianta,  e  confiderai  la  proportionata  altera;  potrà  jlare  nel  modo  dife$nato*A*&.B  + 
"fɣfj  e  folamente  de  la  pianta  ci  fono  le  mijure  ,  da  le  qual  mifurefipuo  comprendere  V  opera  in  pie* 


de.Lapianta  quifotto  e  mifurata  colf  almo  Romanoantico,  e  prima  laporta  del  tempio  e  larga  palmi  ven* 
ti  due  ,  «7  diametro  di  effo  tempio  e  palmi  novanta  fei  e  me^o  .  li  due  nicchi  da  le  bande  fono  larghi  come  la 
porta }  efimilmente  laporta  del  tempio  più  picciolo  e  de  la  medefima  largherà,  efimilmente  le  quattro  capei* 
le  ne  la  entrata  fono  de  la  medefima  largherà  i  ma  elle  fi  allargano  poi  ne  la  parte  interiore,  e  i  muri  da  le  Un 
de  concorreno  al  centro  d 'effo  tempio,  e  quefie  quattro  capette  per  quanto  fi  comprende  riceueano  illume  per 
fianco  :  e  pero  la  circonferentia  di  quello  tempio  fi  ritira  ne  la  parte  intenore  da  le  due  lande*  A*&+B* U  i 
qual  forma  non  mi  difpiace .  il  diametro  del  tempio  più  picciolo  e  palmi  feffanta  tre  ♦  le  capettette  cofi  le  conca* 
uè  ,  come  le  curuefono  in  latitudine  palmi  quindici ,  de  le  due  capette  curue  io  non  mipoffo  immaginare  come 
ette  finifs  ero  poi  neia  parte  fuperiore  ,  perche  non  ci  è  tanto  del  diritto  ,  chefipojìa  vedere  ilfuofine ,  ma  ben 
que]lo  appare  dlquatofopra  terra  :  e  benche(come  ho  detto  difopra)non  ci  fi  vedano vefixgi  come  V  edificio  fia 
uafopra  terra  5  ho  voluto  nondimeno  fecondo  il  parer  mio  Iettare  fu  il  diritto  ,  e  co  fi  la  parte  a  man  deflra  fé* 
anata.  B  .rapprefenta  vna  parte  del  tempio  grande ,  e  la  parte fegnata.  A  *  dinota  vna  parte  del  tempio  più  pie* 
dolo  ♦ 


■ 

.     . 


, 


LIBRO     TERZO 


«MI 


/ 


V  y  v  r 

□nnaii 


XXXIT 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


/Sfcy^ET  L  tempo  quifitto  dmojlrato  e  fuori  di  Roma  molto  minato  ,  fcr  è  la  ma^ior  parte  di  pietra 

Jsp£  i  JL-1  cottage  non  e  motto  grande, ne  fi  comprende  che  haueffe  luce  le  non  da  la  portale  da  lefineftre  ab 

\p%te  per  tejtajopra  le  cornici,  tumulato  fon  erano  luoghi  dafiatue  }odaì  doli,  o  cofefmilUa 

!&Èk*ÈsÉ  mijura  di  quefio  tempio  fi  perdette  per  il  viagjio  t  e  pero  io  non  la  pongo  altramente  ,  ma  VAr 

cbitettofì  poira  valere  de  la  inuentione  ;  ma  ben  tengo  in  memoria  cheH  tempio  dentro  era  vn  quadro  e  me^o, 

cofi  ne  la  pianta  come  ne  ialte^a  ♦ 


L  J    B 


TERZO 


Vejlo  tempietto  è  af 
fai  picciolo  ,  te  è  di 
pietra  cotta ,  mijurato 
colf  almo  Romano  ant 
fico  ♦  la  longitudine  del  portico  e  da 
palmi  quaranta ,  e  lafua  latitudine  e 
palmi  fediti  »  la  porta  e  targa  palmi 
dieci  *  i  nicchi  fono  tutti  di  \na  lar 
fihe%qt,  la  quale  e  da  palmi  quattor 
dienti fyacio fra  i  nicchi  e  palmi fei* 
circa  le  altere  io  giudicai ,  che  dal 
f  aumento  fotto  Varchitraue  ci  f ufi 
fé  da  palmi  quaranta ,  e  che  Varchi 
traue ,  il  fregio,  -e  la  cornice  fuffe  da 
palmi  nóuetdt  maniera  che  dando 
V«  palmo  di  diritto  a  la  cuppola  ver* 
ria  'a  effeYe  la  fua  alteiga  da  palmi 
Jettanta'in  tutto  per  attera* 

■ 


L  prefente  t? 
petto  e  fuori 
diR  orna,  par 
te  didietra  cot 
ta,  e  f urte  di  marmo,  il  qua* 
le  e  rumato  affai ,  efìgiudi* 
ca  chefujìe  yn  Jepolchro,  £r 
e  di  forma  quadrata  perfetta 
per  oani  verfo*  da  muro  a  mu 
ro  e  circa  palmi  trenta. la  arof 
fezga  del  muro  e  palmi  due  e 
me%p  ♦  la  latitudine  de  le  ca* 
pelle  e  palmi  dieci  ♦  la  porti 
è  larga  palmi  cinque*  Valte^ 
%a  de  le  colonne  con  le  baji 
e  capitelli  è  palmi  y enti  due 
e  me^o*  lagroffe^a  d'effe  è 
poco  più  di  due  palmi  *  Var* 
cburaue,  ilfredo ,  e  la  corni 
ce  e  alta  da  palmi  quattro  » 
da  la  cornice  a  lafommita  de 
la  volta  è  da  palmi  vndici  «. 
l'alte^,  de  diarchi  de  le  ca. 
pelle  è  palmi  venti* 


lì  I  B  H'OTE-RZO' 


XXXV 


L  tempio  qui  f otto  dimojìrato  e  a  Tiuoli  appreffo  il fiume}mol 'to  rumato  f^auea  il  fronteft.jdo 
attuanti  e  di  dietro }  eie  colonne  da  le  bande  fono  manco  de  la  meta  fuori  del  muro  .  la  latitm 
dine  del  tépio  da  muro  a  muro  è  bracciali. et  e  mifurato  col  braccioli  quale  e  misurato  templu. 
pietatif  *  la  lunghe^a  del  tempio  è  da  braccia  diciotto  *  laarojfe^a  del  muro  e  braccio  vno  e 
ninuti  vndicula  ofoffezga  de  le  colonne  del  portico  e  vn  braccio  e  vn  ter^o*  lajua  altera  con  le  bafi  £r  i  ca 
nielli  e  circa  braccia  dodicul 'altera  de  l'architraue}delfreaio}e  de  la  cornice  e  da  braccia  tre}  il  fronte  juicio 
•  dal  piano  de  la  cornice  a  lafommità  d"effo  braccia  tre  *  Vaitela  del  bafamento  leuato  dal  piano  e  braccia 
ie  e  me^o ,  ne  la  faccia  dauanti  non  ci  e  veftido  di  porta ,  ne  di  nicchi  per  effer  minato  5  ma  io  l'ho  cofi  dife'/ 
mata  per  ornamento}che  anchor  cofi  potna  fiore  f&  ancho  ne  iparieti}ne  da  le  bande  di  dietro  fi  vedono  alcu 
tefinejìre  5  io  nondimeno  le  ho  volute  porre  ne  la  pianta  in  quei  luoghi  >doue  elle  per  mio  parere  fonano  bene* 
'a  mifura  de  i  membri  fi  del  bafamento  }come  de  le  cornice  difopra}  io  non  le  narrerò  in  particulare}  ma  eìlejo 
wproportionate  a  leproprie}che  anchorafe  ne  vede  alcun pe^p* 


XXXVI 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


PIANTA    DEL    TEMPIO    DESCRITTO    DAVANTI» 


"Etiche  nel  principiò  di  quefto  libro  io  balbi*  detto  di  trattare  piamente  de  le  antiquitk  j  non  ya 
I diopero  rimanermi  di  trattare  di  alcune  cofe  moderne  fatte  a  tempi  nojìri,e  magnamente  bauen 
do  bauuto  quefio  noftrofecolo  tanti  béìliffimi  ingegni  ne  V  Architettura  *  Tu  adunque  al  tempo 
di  Giulio fecondo  pontefice  majfimovn  Bramante  da  C^ieldurante,  nel  ducato  di  Vrbino, 
buomo  di  tanto  ingegno  ne  V architettura ,  che  con  lo  aiuto  £r  autorità  chegli  dette  ilfopra  detto  P  ontefice  ,fi 
può  dire  ch'eifufcitafiela  buona  Architettura  ,  che  da  gliantiquifino  a  quel  tempo  era.  fiata  fepulta  :  il  qual 
B  ramante  alfuo  tempo  dette  principio  a  la  jiupendafabrua  del  tempio  di  fan  Vietro  di  R.oma}  ma  interroio 
io  da  la  morte  lofio  nonfolamente  lafabrica  imperfetta  ;  ma  anchora  il  modello  rimafe  imperfetto  in  alcunepan 
ti}  per  il  che  diuerji  ingegni  fi  affaticorono  intorno  a  tal  cofa7  e  fraglialtri  R  aphaello  da  Vrbino  pittore  ,  £r 
ancho  intelligente  ne  V  A  rchitettura,feguitando  fero  i  vejligi  di  E  ramantejece  quefio  difegno}il  quale  algin 
dicio  mio  e  vnd  beìlifpma  compofitione  ,  e  del  quale  lo  ingeniofo  Architetto  fi  potrà  feruire  in  diuerfe  cof- 
fe, ne  vi  porro  tutte  le  mifure  di  ejìo  tempio  t  percioche  effendo  ben  proportionato  5  da  vna  parte  de  le  mifure 
fi  potrà  trarre  il  tutto  *  il  detto  tempio  e  mifurato  a  palmo  Romano  antico  ,  e  Vambulatione  di  me%o  e  larga 
palmi  nouanta  due}  e  quelle  da  le  bande  fono  per  la  metà  di  quefta*  da  quefie  due  mifure  adunque  fi  potrà,  com4, 
prendere  il  tutto  * 


TERZO         XXXYìf 


xxxvm 


LIBRO     TERZO 


Bl  tepo  di  ixiulio*  1 1 .Jì  traudita  in  K  orna  tialdejjar  vetrucci  Senefe}nofolaméte pittore granfe; ma 
Smotto  mtelliùete  ne  Varchitettfra  il  quale  fé  quitado  pero  i  vejiiai  di  8  ramatejece  vn  modello  nel  mo 

io  jMjotto  dimojlrato}volendo  cbe'i  tepiobauejfe  quattro  porte  ,e  che  l'aitar  madore  fufie  nel  mezpy 
^ggÉg^l  2  a  i  quattro anaoli ci  andaaavo  quattro Jacnjhe 3  foprale qualifi poteuano fare i  capamliper  ornarne 
to  emajjìmamtte  ne  la  faccia  dinanzi  xhe  aitar \ìa  verfo  la  città  Al  prefente  ttpio  e  mifurato  a  palmo  antico  R  omanoi 
e  prima  nel  mr^o  da  Vun  pilaftro  a  l'altro  è  paimi  cento  e  quattro  *  il  diametro  de  la  cuppola  di  me^p  e  palmi  cento  e 
ottanta  otto*  il  diametro  de  te  cuppole  picciole  e  palmi  fejjanta  cinque.il  netto  de  lefacnjiie  e  palmi  centoni  quattro  pi 
laftri  di  me^o  fanno  quattro  archici  quali  tolaonfufo  la  cuppola^  i  quattro  archi  fono  aia  fatti  :  Valteiga  de  i  quali  è 
palmi  ducento  e  venti ,  efopra  quefti  archi  ci  andaud  vna  tribuna  molto  ornata  di  colonne  con  lafua  cuppola  Jopra  ,  e 
quejia  ordino  B  ramante  prima  ch'ei  monjfe  :  la  pianta  de  la  quale  e  qui  ne  lafeauente  charta  ♦ 


L   l   lì    li.  o     TERZO 


XXXIX 


IffW^f  -  ^  fyUr*  luifotto  à'wfirata  è  la  pianta  de  la  tribunale  andana  [opra  i  quattro  archi,  fi  come 
irS  te^fe'k°  *e*°  ne  lLaPaffata  c^arta  xPer  la  quale  fipuo  comprendere  che  in  tal  cajo  B  rimante  fu  (Te  più 
p|  fg^^tnimofo  che  confideratiuo  : percioche  vna  tanta  mafft,  e  di  tanto  pefo  vorria  boniffmofondamen 
'  f^P^fowfo  a  farla  ficura  ,  non  che  a  farla  f apra  a  quattro  archi  di  tanta  altera  ,  &■  a  confirmationè  del 
mio  detto ,  i  pilaftri  già  fatti  con  ifuoi  archi ,  fetida  altro  pefo  fopra ,  già  fi  nfenteno}  e  fono  crepati  in  alcuni  ho 
ghi  :  nondimeno  perche  la  inuentione  è  Iella  £r  ornata,  £r  e  per  dar  gran  luce  a  V  Architetto  ;  io  l'ho  volu>, 
ta  mettere  qui  dijegnata.e  per  non  effer  proliffo  in  narrare  tutte  lemifure^io  ne  diro  alcune  de  le  principali, 
ma  il  rimanente  fi  potrà  trouare  con  i  palmi  piccioli,  che  fono  qui  f otto  dentro  de  la  pianta ,  che  fono  palmi  dm 
quanta  *  lagrojìe^a  de  le  prime  colonne  di  fuori  e  palmi  cinque  «  la  grafferà  de  le  feconde  più  interiori  e  pai 
mi  quattro  ♦  lagrojfe^a  de  le  terze  colonne  più  interiori  e  palmi  tre  e  tre  quarti  ♦  il  netto  de  la  tribuna  dentro 
e  palmi  cento  e  ottanta  otto  ♦  il  diametro  Je  la  lanterna  di  me^o  e  palmi  trenta fei.  il  rimanente  de  le  cofe  fi  pò 
tra  comprendere}  e  mifurare  co  i  palmi  piccioli* 


XL 


D  tTTì-r  A  N  T  I  Q_  V  I  T  A* 


"■Vejìoe  il  diritto  den 


\htro  e  H fuori  de  la  pian 
i^^'Mta  pajìata,  dalqualfi 
può  riprendere  la  ara. 
maffa,  &  ilgranpefo  chefaria  quefio 
edificio  fopra  a  quattro  pilafìri  di  tan 
ti  alteTga  '  laqual  maffa  (fi  come  io 
diffi  auantì)doueria  mettere  penfiero 
ad  ogni  prudente  Architetto  a  farla 
al  piano  di  terra,  non  che  in  tanta  al* 
te^a  i  e  pero  io  giudico,  che  V  A  r* 
chitetto  dee  efferpiu  prefio  alquanto 
timido  che  troppo  animofo: perche  fé 
farà  timido  5  eglifara  lefue  cofe  ben 
fi cure  Rancho  non  fi f degnerà  di  vo 
lere  il  confqlio  d'altri,  e  cofi facendo 
rare  volte  perirà  t  ma  fé  farà  troppo 
animofo;  egli  non  vorrà  l'altrui  con* 


figlio ,  dnqfi  confiderà  folamente  nel 
fuo  ingegno,  onde  tyeffe  volte  precipi 
faranno  le  cofe  da  lui  fatte  te  pero  io 
concludo,che  la  troppo  animofita  prò 
ceda  da  lapfuntione,e  la  profuntione 
dal  poco  fapere,ma  che  la  timidità  fa 
cofa  virtuofa,  dandofifempre  a  crede 
re  difapcre  0  nulla  0  poco*h  e  mifure 
di  tutta  quefìa  opera  fi  trouerano  con 
i  palmi  piccioli  ,che  fono  qui  adietro* 


LIBRO     TERZO 


XLI 


~~~ÌM  A  pianto  quifotto  difettata  fu  muttione  di  B  ramata  ben  ch'ella  non  fi  fece  in  operaia  quale  anda 
lM'-J$Jlè,  sua  accordata  con  l'opera  vecchiaia  parte feanata.  B  .e  la  chiefa  di  fan  Pietro  in  montoriofuori  di 
■  "Vj;S  Ironia  .  la  parte  fegnaia.  A  «è  vno  claujtro  vecchio  .  quella  parte  di  me^p  adunque  cofi  ordino 
B  ramante  accomodandofi  con  Vopa  vecchia  *  la  parte fé mata  *Q  .dinota  vna  louia  con  quattro  ed 


'-'^Si-y^ 


ironia  *  la  parte  femata.  A  .è  vno  claujtro  vecchio  .  que\ia parte  di  me^p  adunque  cofi  ordino 

B  ramante  accomodandofi  con  Vopa  vecchia  ♦  la  parte fé mata  *Q  .dinoia  vna  lo&ia  con  quattro  ed 

veìlette  ne  aliandoli. la  parte.  D  .è  cortile. la  parte.E.  e  vno  tempietto^  il  quaicfecefare  il  yrefato  Bramati'/ 

no.de  Le  mijure  di  quefìa  pi 
A  rcìntetto  fi  potrà feruire 


sii  te.  Le  mijure  dei  quale  in  più  d'.ffufa  forma  ne  lefeauenti  chartefi  dimojlreranno.de  Le  mijure  di  quefia  pianti 
1||  non  dico  eoa  alcuna-,  mafolameute  io  Iho  fatta  per  Ìinuentwne}de  la  quale  V  Arch 


x> 


^ 


XLII 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


E  taf  affata  charta  ho  ietto  di  dimofirare  quel  tempietto  di  JB  ramante  più  cliffufamenfey  il  qua* 
le  non  e  molto  grande,  mafufolamente  fatto  per  commemoratione  di  fan  P  tetro  apoflolo,  perche^ 
nel  proprio  luogo  fi  dice  cheH  detto  Apoflolofu  crocififìo*  i  l  detto  tempio  e  mifurato  col  piede 
É~_^Rom<wo  antico  ,  il  qual  piede  efedra  digiti,  £r  ogni  digito  e  quattro  minuti  t  la  qual  mifura  fi 
trouera  nelpalmo,col  quale  e  mifurato  il  PantheonJl  diametro  di  quejìo  tempio  e  piedi  venticinque ,e  minm 
ti  ventidue  ♦  la  latitudine  del  portico  intorno  al  tempio  e  piedi  fette  »  lagrojìe^a  de  le  colonne  e  piede  vno,e 
minuti  venticinque  «  la  latitudine  de  la  porta  e  piedi  tre,eme%p  *  quei  quadretti  con  quei  tondi  dentro ,  che 
fono  intorno  al  portico,  dinotano  i  lacunari  fopra  le  colonne  +  la  groffe^a  del  muro  è  da  piedi  cinque  ♦  Uri 
manente  de  le  altre  mifure  fi  potrà  comprendere  per  le  prime  ♦ 


LIBRO     TERZO 


XLIII 


fure  dayande  a  picciolo* 


Vejlo  e  il  diritto  del  tempio  qui  a  canto  dimoflrato  in  pianta ,  il  quale  rapprefenta  la  patte  di 
fuori ,  &■  e  tutto  di  opera  D  oricafi  come  per  il  dtfegnofipuo  comprendere  ♦  circa  a  le  particm 
lar  mifure  io  non  mijtenderotpercwcbe  da  la  pianta  fi  potrà  comprendere  il  diritto  ,  per  e  fiere 
queJtOj  quantunque  ecjlifia  picciolo,  proportionatamente  difettatole  traportato  con  le  proprie  mi 


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XLIIII 


D  E     L  E     A  N  T  I  Q.  V  I  T  A 


O  dimoftrato  ne  la  paffata  charta  la  parte  di  fuori  del  tempo  di  fan  Pietro  in  montorio,it  quél 

Jece  Stramante  ♦  bora  quifotto  dimojlrerb  la  parte  di  dentro  }  là  quale(come  ho  detto  qui  adiet 

tro)e  fatta  con  tal  proportione  ,  che  V  Architetto  potrà  trouare  tutte  le  mifure  col  melode  la 

pianta ,  e  benché  quejlo  tempio  paia  di  troppo  altera  ,  e  che  V ecceda  a  Vaitela  di  due  latitu* 

imi  ;  nondimeno  jn  0pera  per  [e  tperture  je  \t  j{nefire  }edei  nicchi  che  vi  fono  ,  onde  la  vijìa  fi  viene  a  di"/ 

latare  5  tale  altera  non  offendevano  per  le  duplicate  cornici }  le  quali  girano  intorno ,  che  rullano  affai  de 

Vaitela  ;  7^  tempio  fi  dimoflra  affai 

piul 

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LIBRO     TERZO 


XLV 


fe  et  f  laitt 


Verro  edificio  e  fuori  di  Roma  appreso  fan  Sabbiano ,  et  e  tutto  minto fu  ni  firn  del  terreno,  e  marinamente  le  locate  in* 
ino,  ma  l'edrjcio  di  mey.per  e  fere  opaafdfimaj  tutto  integro,  et  è  opera  dt  pietra  cotti ,  ne  utfìuede  ornamento  alcuno, 
■  e  tenébroìfofer  non  Imeie  altra  luce ,  che  dxUportx,eda  i  quattro  nicchi  alcuni  piccioli  feneUrini.La  pianta  di  quejìo  e  mi', 
tolta  a  palmi  miqui  Romani ,  e  le  hnjhe\zj }  e  larghette  fono  mfurateatanne,  et  ogni  canni  e  palmi  dieci .  E  prima  U 
_  't«gwjyn(ttfl.  A.f  lunga  carne  ,xlix.e  palmi  tre,  le  altre  per  la  maggior  lunghe^  fono  lunghe  canne.hu  e  palmi  tre .  la  lar* 
ijln  z$g  at  Tt  fofge  f  (am.xysii.lagroff^ade  ipilajìn  anulari  con  mi  ifuoi  membri  e  pam  dodici,  da  le  qual  mifutefi  potrà  riprendere  H 
rimanente,  circa  l'edificio  di  me:o,  la  parte Jegnatx.&.c  dfoperta ,  et  e  in  lunghe^  canne  fette  e  palmi fi ,  et  in  larghezza  cannette  e  palmi 
quattro .  hpane.Cffcoperta^  e  uiene  a  ejfre  di  quadrato  perjitto  ,ete  canne  quattro .  i  quattro pilaHronifono  digrofe^  palmi  dieci.lagrof 
Jè*33  ieì  mm  mom  a  l'(¥i(W  rotondo  e palmi.xxiin.lap aneJègnatiLB.e  uoltata  a  botte ,  e  laparte  di  mey  e  unfodo  che  fobiene  la  detta 
botte  nei  mey  del  quale  e  una  apettura.ilfdo  di  mey  ì  ornato  di  nicchi  che  acce  pannano  tjliaìtri  che  fono  nel  muro.circa  a  le  altèz^per  ejfer  mot 
u  ipieno,  et  ambo  perche  ci  era  b  e  fiume  dentro  jio  non  le  mjjurai ,  et  ancho  per  non  ci  efere  belle^a  ài  arihtettura;Tion  rrnni corno  del  diritto. 


XLVI  DE     LE     A  N  T  I  Q.  V  I  T  A 


'@^y— <S^:  Vefio  theatro  fece  fare  A  ugufio fitto  il  nome  di  Marcello fuo  nipote,  e  pero  fé  gli  iiceilthed* 
ff^3&\  *i  fro  (?i  Marcello  ,  £r  è  i»  Roma  :  rfe/  <jw<i/e_/z  ve<fe  iwcfwra  vh<*  parfe  in  piede,  dee  de  la  par* 
f$0^fMte  del  portico  dt  fuori,  &  t  folamente  di  due  ordini ,  cioè  Dorico  &  Ionico  ,  opera  veramente 
molto  lodata,  benché  le  colonne  D  oriche  non  hanno  le  file  bafi,ne  ancho  la  fua  cinta  di  fitto, 


nupofanofopra  ilpiano  del  portico  cofifimplicementefin^a  cofa  alcuna  fitto 
D  e  la  pianta  di  quefio  theatro  non  fi  ne  hauea  troppo  notitia,ma  non  e  molto  tempo  che  i  M  affimi  patritij  R  o'/ 
mani  volendo fabricare  vna  cafa  :  ilfito  de  la  quale  veniua  ad  efferefopra  vna  parte  di  quefio  theatto,et  ejfeno 
dola  ietta  cafa  ordinata  da  tialdefiarre  Senefe  raro  Architetto, e  facendo  cauarei  fondamenti  ;fitrouatono 
molte  reliquie  di  corniciamene  diuerfi  di  quefio  theatro  x  efifeoperfi  buono  induio  de  la  pianta,  e  B  aldeffarre 
per  quella  parte feoperta  comprefi  il  tutto,  e  cofi  con  buona  diligenza  lo  mifutò,e  lopofe  in  quefiaforma,che  ne 
La  chartafiguentefi  dimofira  x  £r  io,  che  nel  tempo  medefimo  mi  trouai  a  Koma,  vidi  gran  parte  di  quei  coro 
meiamenti,  tr  hebbi  commodita  di  nufurargli ,  e  veramente  io  ci  trouai  cofi  belle  forme  ;  quanto  io  veieffi  mai 
ne  le  nane  antiche,  e  maffimamente  ne  i  capitelli  D  onci,  e  ne  Vimpofle  demarchi,  le  quali  mi  pare  che  moh 
to  fi  conformino  coni  fimi  di  Vitruuio,  e  cofi  ancho  il  fregio,  itngliphi ,  elemetope  corrifpondeua.no  afiai 
lene*Ma  la  cornice  Dorica, quantunque  ella  fa  ricchiffima  di  membri  e  ben  lauorata  ;  nondimeno  io  la  trouai 
molto  lontana  da  la  dottrina  di  Vittuuio,  ir  affai  licentiofa  di  membri,  e  di  tanta  altera  che  a  la  proportione 
de  l'architraue,e  delfregio,  i  due  ter^i  di  tale  altera] ariano  a  bafian^a*  N  e  mi  pare  perciò,  che  con  la  li* 
cenila  de  l'effempio  di  quefia,  o  di  altre  cofi  antiche  alcuno  Architetto  moderno  debbia  errare(errare  intendo 
tifare  contra  i  precetti  di  Vitruuio)ne  effere  di  tanta profuntione  chefaccia  vna  cornice,  o  altra  cofa  appunto 
di  quella  proportione,  che  eglil'ha  veduta  e  mifurata ,  e  poi  metterla  in  opera  x  percioche  non  bafia  ine  io  lo 
poffofare  ,  che  anche  l'antico  l'ha fatto,  fin^a  confierare  altramente  fi  ella  fa  proportionatd  al  rimanente  ie 
V  edificio  *  ultra  di  ciò  fi  quello  Architetto  antico  fu  licentiofo  ;  non  debbiamo  efiere  noi,  i  quali,  mentre  la  ra 
gione  non  ci  perfuade  altrimenti }hauemo  da  tenete  la  dottrina  di  V  itruuio  come guida  e  regola  infallibile  ; 
percioche  da  i  buoni  antiqui  perfino  a  la  nofira  età  ninno  fi  vede  che  de  V  architettura  habbia  fritto  meo 
glio  e  pm  dottamente  di  lui*  E  fi  in  ciaf  curi  altra  arte  nobile  vediamo  effere  vn  primo  ,  al  quale  e  attribuii 
ta  tanta  autorità,  che  a  ifuoi  detti  fi  prefia  piena  ir  indubitatafide  ;  chi  negherà,  fi  non  e  temerario  ir  ignoo 
tante,  che  Vitruuio  ne  l'architettura  nonfia  nel fupremo grado  i  e  che  ifuoifcritti(doue  altra  ragione  non  ci 
fiajdebbiano  ejferefacrofanti  et  inuiolabilk'e  crederglipiu  che  ad  alcune  opere  de  i  Romanici  quali  benché  da  i 
vi  rea  imparajfero  il  vero  ordine  de  l'edificare;  noiimenopoi  come  ie  i  Greci  iominatoriforfe  alcuni  di  loro  ne 
diuéneto  licentiofue  certamente  chipoteffe  veierele  marauiglwfe  opere  che  fecero  i  Greci,  le  quali  fono  quafi 
tutte  efiinte  ir  abbattute  ial  tempo  e  ia  le  guerre;  giudiedrebbe  le  cofi  greche  di  gran  lunga  fuperare  le  Ro* 
mane.  Si  che  tutti  quegli  Architetti  che  iannaranno  ifcritti  li  Vitruuio,  e  majfimamente  in  quelle  parti  che 
s'intenlono  chiaramente  ,  come  l'orline  D  orico  ,  di  ch'io  parlo  ;  faranno  heretici  ne  l'architettura  negando 
quell'autore, che  da  tati  anni  in  qua  e  fiato  apptobato,ir  e  anchora  da  glihuominifapientuYìothauenio fatto 
quefio  difcorfi,che  era  neceffarioa  beneficio  di  coloro,  che  per  lo  alletto  ciò  non  hanno  confiderato,  tornando  al 
ypofito  dico, che  quefia  pianta  fu  mifurata  col  piede  antico  Romano, e  prima  la  parte  di  me%o  notata*  A*  detta 
orche  ftra  e  per  diametro  piedi  cento  nouanta  quanto,  ir  e  di  me^p  citcolo*  da  Vuno  a  l'alito  angolo  de  i  coro 
ni  notati.H*ci fono  piedi  quatttocento  dicifette  *  la  parte  notata*  B  *  ietta  profienio  e  tutta  fpatxofa,  e  doue  e 
la  lettera*C*  e  ilportico  de  lafiena,nel  me%p  del  quale  era  il  pulpito  *  la  parte  fegnata*D  *era  vn  veftiboo 
lo  con  le  fiale  da  le  due  bande  che  andauano  a  i  luoghi  fegnati*  E»  detti  hofpitalia.quei  portici  da  le  bande  fio 
gnati*G*fi  vfauanoperpafiegjiare,efi  dicono  vetfune  ,le  qualcofi  non  fi  vedono  piufopta  terra  per  effer  eoo 
pene  di  altri  edifici  *  de  le  mifurepiu  particulari  fi  de  lafcena,  come  del  theatro  e  de  i gradi  non  mi  ejlenleto 
più ,  percioche  ne  V  A  mphitheairo  detto  il  C  olifio,  io  ne  trattato  più  minutamente ,  dal  quale  fi  potta  corno 
ptendete  come fiauano  quefti ,  mala  patte  di  fuori ,  che  gitaua  intorno  il  th  eatto,  la  dimofìtetone  lachatta 
feguente  *ire  mifutata  ptima  di  quefia  pianta  con  vn  Itacelo  comune  }il  quale  e  qui  fitto  *  il  btaccio  e  iiuH 
fo  in  patti  dolici  detti  onde,  ir  ogni  onda  e  cinque  minuti,  e  quefio  e  la  ter^a parte  di  vn  braccio* 


IIBRO-TERZO 


XLVII 


XLVIII 


DE     LE     A  N  T  I  Q,  V  I  T  A 


^  A  fedente  fiaura  ripprefenta  la  parte  di  fuori  del  theatro  di  Marcello,  &*  e  mifuratdcól  trae 
\cio  detto  di  fopra  *  E  prima  laaroffez^a  de  le  colonne  del  primo  ordine  e  braccio  vno  e  minuti 
quaranta  tre  ,  e  la  parte  difoprafotto  il  capitello  e  braccio  vno  e  minuti  fedici  *  Vaitela  del  cs 
'.pitello  e  perla  meta  de  la  colonna,  cioè  da  baffo,  il  qual  capitello  fi  trouera  difegnato  più  diffu* 
famente  nel  quarto  libro  a  charte.XXlUne  lordine  D  orico  fegnato.  B  ♦  La  impofta  del  primo  arco  feynatct 
B.'e  de  l'altezza  del  capitello  nel  mede  fimo  luogo  *  lapilajlrata  da  le  bande  de  la  colonna  e  minuti  diano"/ 
ut  ♦  l'apertura  d'un' arco  e  braccia  fette  manco  minuti  noue ,  e  lafua  altera  e  braccia  vndici  e  minuti  fedii' 
ci  ♦  Vaitela  de  Varchitraue  e  minuti  quaranta  noue  ♦  l'altezza  del  fregio  e  braccio  vno  e  minuti  otto  ♦  Val* 
terza  di  tutta  la  cornice  e  braccio  vno  e  minuti  quaranta  ♦  la  latitudine  de  Varco  fecondo  e  come  quel  difotto, 
mal' altezza fua  e  braccia  dieci  e  minuti  quaranta  otto.  V  atterza  del  piedefxalof opra  la  prima  cornice  per  efal 
tare  le  colonne  braccio  vno  e  minuti  quattro  «  lagroffez^a  de  la  colonna  e  braccio  vno  e  minuti  ventiquattro, 
e  lajua  altezza  e  braccia  vndici  e  minuti  ventijette,  cioefenza  la  bafe  e'I  capitello  ♦  l'altezza  de  la  bafe  e  mi 
nuti  quaranta  quattro,  l'alter^  del  capitello  ,  cioè  dal  quadretto  del  tondino  fopra  la  colonna  fin  a  la  jornmiù. 
d'elio  e  minuti  trentafei ,  ma  la  voluta  pende fotto  il  tondino, minuti  venti  e  mezo,  che  viene  a  efìere  difotto 
a  la  voluta  fin  a  lafommià  del  cimano  minuti  quaranta fei  e  mezo .  la  latitudine  de  l'abaco  d'effo  capitello  e 
vn  braccio  e  mezo ,  ma  latitudine  de  le  volute  e  braccia  due  ,  l'altitudine  de  Varchitraue  e  minuti  cinquanta 
noue  »  l'altitudine  delfreaio  e  minuti  cinquanta  otto  ♦  l'altezza  de  la  cornice  e  braccio  vno  e  minuti  quaranta 
otto ,  la  qual  cornice  e  veramente  per  la  meta  più  che  non  dcueriafe  a  la  dottrina  di  Vitruuio  vogliamo  pre 
Jlarfede*  Ma  tipreao  difcreto  lettore  che  non  mi  vogli  imputare  di  profusione,  ne  ijlimarmi  temerario  ne  fé* 
uero  reprenfore,  e  cajliaatore  de  le  cofe  antiche,  da  le  quali  tanto  fé  impara,  perche  l'intento  mio  e  di  far  cono 
fcere  le  cofe  bene  intefe  da  le  maleìntefe  ,  e  non  come  da  me  ,  ma  con  le  autorità  di  Vitruuio,  fcr  ancho 
de  le  buone  antiquita  ,  le  quali  fono  quelle ,  che  fi  conformano  più  con  la  dottrina  d'effo  autore  ♦  La  bafe  di 
quefio fecondo  ordine,  che  e  Ionico ,  &  ilfuo  piedejlalo fotto  effa ,  e  Vtmpojla  de  Varco,  &  ancho  l'architrao 
uè,  il  fremo,  eia  cornice  fi  trouera  nelprincipio  de  l'ordine  Ionico  a  charte,  XL.  e faranno fegnate.T \e  cofi 
il  capitello  Ionico  fi  trouera  a  charte.XXXlX.nd  detto  ordine  efarafegnato.M* 


.-1, 


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DE     LEANTIQ.VITA 

Vola  città  antica  ne  la  D  almatia  propinqua  al  mare  fi  troud  arti  patte  di  vn  theatro,ioue  lo  in* 
^wffffi  gewofo  Architetto  fi  accomodo  del  monte,  feruendofi  d'ejfo  monte  per  vna  parte  de  t  gradile  fé* 
■'  ce  nel  piano  i 'orchestra  ,lafrena,eglialtri  edifici  pertinenti  a  tal  bifogno-e  veramente  le  ruine,  e 
le  Jl'odie  tche  per  quei  luoghi  fi  vedono,  iimoflrano  che  quello  era  vn  edificio  e  di  opere,e  di  pie 


tre  ncchiffimo ,  ejopra  tutto  vi  fi  comprende  qran  numero  di  colonne ,  e  fole, &  accompagnate, &■  alcuni  ango* 
U  con  colonne  quadre,  e  me^e  tonde,  legate  tutte  in  vno,  e  ben  lauorate  di  opera  Connthia,  peraoche  tutto  il 
theatro  cofi  dentro  come  di  fuori  era  di  opera  C  orinthia  *  quefio  edificio  fu  mifurato  con  vn  piede  moderno  di* 
Utfo  in  parti  dodici  adimandate  onde,  la  meta  del  quale  farà  qui  fiotto  *  La  feguent  e  figura  rapprefenta  la  pian* 
tafr  ancho  il  profilo  del  [opra  detto  theatro  ,  le  mifure  del  quale  fono  quefte  -  la  latitudine  de  la  orchejìra, 
la  quale  e  di  me^p  circolo  ,  iljuo  diametro  ìt  circa  cento  e  trenta  piedi  ♦  t  gradi  che  girano  intorno  con  quelle 
due  lirade  fono  da  piedi  fettanta  *  laftrada  notata, T -viene  a  effere  al  piano  del  pulpito  de  la  frena  al  quarto  I 
_£ecimo  arado  *  la  latitudine  del  portico  intorno  al  theatro  e  da  piedi  quindici,  e  la  fronte  de  i  pilaftri  è  piedi 
fette,  e  me^o,  cioè  le  parti  verfol'hojj  Italia  :  ma  la  fronte  de  ipilajin  intorno  al  portico  con  le  colonne  e  circa, 
cinque  piedi,  e  dal  un  pilaftro  a  l'altro  e  circa  piedi  dieci,  quefto  e  quanto  a  la  pianta  del  theatro- 1  due  qua*  : 
dn  maauionfeanati-  O  -fono  l'hofrpitalia,  del  qual  luogo  s'entraua  ne  V andito. T  ■  il  qual  mette  capo  fu  laftra  j 
da  di  me^p  de  i  qradi,  come  fi  può  comprendere  nel  profilo  doue  tiUT '-eli  di  fiotto  quello  e  parte  de  l'andito*. 
Vhofpitalia  e  da  piedi  quarantacinque  «  la  latitudine  ae  la  frena  e  da  piedi  venVuno  ♦  la  largherà  del  porti* 
co  (  da  piedi  ventifette  *  lafua  longitudine  e  quanto  l'edificio  ♦  V edificio fopra  la  pianta  del  theatro  dinota  il 
profilo  d'ejfo  theatro  *  l'arcofegnato-A  -dinota  ilportico ,  i  due  archi-C-  B  -fonofotto  i  gradi  ♦  quella  corni 
Ce*D,ì>  l'mpojìa  degliarchi  ♦  A  quefto  theatro  non  bijagnaua (cale perfalire  ,peraocbe il  monte preflaua  In 
commoditd  di  andare Jul  theatro,  &  ancho  da  lafrenafi  potea  andare  fui  theatro,  pereffer  quella  congiunti  col 
theatro,  ma  quel  di  Marcello  efeparato  da  lafrena,  e  pero  igradi  ci  erano  di  bifogno  ♦ 


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PORTICO 


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DE     LE     ANTIQ.VITA 

£  Vejlo  theatro(come  ho  detto)era  molto  ricco  di  ornamenti  tutto  di  pietra  vitti,  e  di  opera  Co 

u  rintbia  molto  bene  e  riccamente  lauorato,  e  per  quanto  fi  vede  ne  le  reliquie  jj^arte  per  quel  luo't 

^$È<$Ls$0  »  ^afce"a  era  m°h°  ruca  h  colonne fopra  colonne,  e  doppie  e  fole  ,  cofi  ne  le  parti  interiori, 

?^$tf&—  come  ne  le  parti  di  fuori  con  diuerfi  ornamenti  diporte,e  difinejlre.leparti  interiori  de  l'edificio 

fono  molto  rumate  ,  e  circa  a  le  mijure  d'effe  ne  darò  poca  notma ,  ma  de  le  parti  di  fuori  ne  darò  mifu.ra  in  par 

te  Al  primo  ordine  rujìico}nel  quale  nonjono  colonne-}  eleuato  da  terra  con  tutta  la  cornice  fegnata+E.  circa  A 

piedi  fedici.V altera  de  l  primi  piedeftali  e  da  piedi  cinque*  Vaitela  de  le  colonne  con  le  bafi,&i  capitelli  e 

da  piedi  ventiiue  .  laaroffe^a  de  ipilaftn  con  le  colonne  e  da  piedi  cinque  ♦  i\qrqjje^a  d' efie  colonne  e  da 

piedi  due,  e  me^p  *  l'apertura  de  diarchi  e  circa  a  piedi  dieci,  e  lafua  altera  da  piedi  venti  ♦  l'altera  de 

l'architraue,  [redo,  e  cornice  e  circa  a  piedi  cinque*  l'altera  de  i  piedeftali  fecondi fegnati.  X*  e  da  quattro 

piedi  e  me^p  ♦  L'altera  de  le  cotóne  e  circa  a  piedi fedici  *  l'architraue,  ilfre^io,  e  la  cornice  e  piedi  quattro* 

le  mifure  de  i  membri  particulari  io  non  le  dico  ,  ma  ne  le  figure  dunoflrate  qui  dinanzi  fi  potranno  compren"/ 

dere ,  le  quali  fono  proportionate  a  le  proprie  :  de  lafcena  e  de  l'altre  parti  di  dentro  io  non  do  mifura  ah 

cuna  ,  ma  folamente  ho  dmofìrato  qui auanti  vna  parte  delportico  d'ejìafcena,  la  quale  e  fegnata+P «e cofi 

la  cornice,  ilfreaio,  e  l'architraue  fegnato.  F.eraa  la  fommita  di  ejìa»  i  capitelli  fegnati.  S  ♦  erano  ne  le  parti 

dentro  con  alcune  colonne  di  me-zp  tondo  fuori  di  alcuni  pilaftri  quadn,cofe  molto  ben  lauorate  ,  le  quai  tutte 

cofe(come  ho  detto)fono  di  tanta  ricchezza  e  dipietre,e  di  artificio;che potriano filare  con  quelle  di  Koma  al  pa 

ro  *  la  cornice  ,  il  fregio  ,  e  l'architraue  je^nato*  A*  era  a  la  fommita  del  theatro  *  la  cornice  fegnata-B  *  e 

l'impojia  delfecondo  arco,  V  architraue  ,il) reato,  e  la  cornice fiegnata.C  *e  la  cornice  fopra  i  primi  archi,  queh 

Ufieqiata-D.e  l'impojia  dealiarchi  primi .  la  cornice  fegnata*  E*  corre fiopra  il  bafamento  ruflico  intorno 

l'edificio*  il  piede  con  che  fu  mfurato  quejìo  edificio  e  la  linea  quifotto,  la  quale  e  mezo  piede. e  non  te  ammi* 

rare  lettore  Se  io  non  ti  dico  tutte  le  mijure  ajjermatiuamente,  e  minutamente  :  percioche  quejie  cofe  di  Vola 

furono  mifurate  da  vno  midior  difeonatore  ;  che  intendente  di  mijure  e  di  numeri  « 


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IIBROTERZ    O 


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DE     L  E     A  N  T  I  Q.  V  I  T  A 


Ferento  atta  molto  antica  preffo  a  Viterbo  fono  li  vejligi  d'un  tbeàtro  molto  ruinato,ù'  anc'ho 
ii  poca  opera  ,e  di  pochi  ornamenti,  per  quanto  fi  vede  xpercioche  reliquie  non  ci  fono, da  le  quali 
fi  fi  Jfmo  comprènder  ali  ornamenti,  an^ifi  vede,  che  al  portico  del  theatro  erano  pilajìri  quat 
in,  ti?  ancho  iejcaìc  erano  molto  femplici ,  benché  mal  fi  comprende  come  ftefiero  per  le  ruint 
loro  .  Lajcena  di  quejio  theotro  e  molto  differente  da  le  altre,  come  fi  vede  ne  la  fedente  pianta  t  nefopra  ter 
ra  vi  e  in  piede  tanto,  cheftpojfa  comprendere  comejt-.fc  lafcena,ne  il  pulpito  ♦  quefta  pianta  fu  mifurata  col 
piede  antico  ,  e  prima  parlando  de  la  orchejira.  A .  la  quale  e  di  me^o  circolo  ,  ìlfuo  diametro  e  piedi  cento 
quaranta  uno  e  me^o  .  tutto  il  corpo  del  theatro,  cioè  i  cunei  con  tutto  il  portico,&  ilpllajìro  angularefe  pie* 
di  trenta  cinque  *  ilpilajiro  de  L'angolo  e  piedi  cinque  per  ogni  lato  ♦  l'entrata  del  portico  verfo  lafcena  e  pie'/ 
di  uno  .  2/  conio  e  piedi  venti  due,  lagrojie^a  del  muro  arca  l'orcheflra  t  piedi  tre  e  me^*  Vhofpitalia  fé* 
gnata*  X  e  in  longitudine  piedi  quaranta  e  me-^o,  &r  in  latitudine  piedi  trenta  ♦  la  largherà  del  portico  circa 
a  theatro  e  piedi  vndicu  tfuoi  pilafin fono  graffi  per  ogni  lato  tre  piedi  et  vn  ter^o.  l'apertura  degliarchi  e  pie 
di  noue  *  11  netto  de  la  latitudine  de  l'orchejtra-  B  .e  da  piedi  venti,  e'I  luogo  del  pulpito  *C  *e  in  longitudine 
piedi  quaranta  e  me^o  ,  la  jua  latitudine  e  piedi  dodici ,  e  la  fux  porta  e  piedi  noue  *  il  luogo fegnato.  D  + 
deuria  effere  il  portico  po\ifcena  5  nondimeno  non  afono  vefiigi  alcuni  di  colonne,an^t  dinota  che  a  fujfe  vn 
muro  j  U  quale  efipra  vna  ripa  *  la  latitudine  di  quejìo  luogo  e  piedi  duinoue  e  me%p  *  A  canto  quefio  thea* 
tro  a  manjtnijtra  afono  li  vefiigi  di  due  edifìci,  ma  tanto  rumati,  che  non  /i  trouano  ifuoi  finimenti  :  nondi* 
menai' edificio,  F  .per  quel  chef  vede  accenna  eh  ei  fuffe  circondato  da  altri  appartamenti  *  la  latitudine  do* 
uè  e  la  F.e  piedi  trentauno  *  le  due  picaole  flange  fono  piedi  otto  e  me^oper  v«  latofe  dieci  e  me^operl'al 
tro  *  le  bacie,  douejono  le  quattro  colonne,  che  per  tal  cofa  10  le  tolgo,  fono  in  longitudine  piedi  ventifette,& 
vn  quarto,  ir  in  latitudine  piedi  dieci  e  mefo  •  la  largherà  de  l'edificio  notato. E  +  e  da  piedi  venti.l  nicchi 
da  le  bande  fono  piedi  diafette  .  la  longitudine  del  tutto  e  piedi feffanta,  &  è  difcojio  dal  theatro  piedi  cento 
quaranta  uno}  e  difcojio  da  l'altro  edificio  piedi  feitantafei}  e  me^o*. 


LIBRO     TERZO 


-**- 


LVI 


"©"a    IM    A  N  T  I  Q_  V  I  T  A 


\  (Pu««  qui [otto  faw*.*.»smdk«  che  fufr  Ufcena  di  un  theatn ,  et  ì  tra  Unii  e  Ternana  t  ma  del  theatro  afona 
■oìpachiueL  uh  io  noi  mifurat ,  ne  ancho  mijum  que^arte  dtjcena,  la  quale  è  #i  j««  ruma  (htm  dmo&a  aw 
m iofi  a  mallo  ne  tolft fokmmein  ijfyn>  la  muenttone ,  La$ortafe3nata.B.i  Sfolto  e:  e  amica dtojera  Vonca  , io 
«,  IÌ mifurai  ,  ma  «fi  ««««il.  «fifa*»  /a iWiA* ,  f  Uforma .  «^ùn  b>  tafotWrt  pafejwA  «p. 
UMM  M*G.* -m  FoJyw  p  KMUJMri  <li  <fr*fa ,  tf  «k&om  ckjtfi*  rj/S  hcentiofa,  perche  l  mo  imk  1/  qri  <fc 

I'mMhT ,  <  <M fa*»  s  Al*»  «<"■  «  *JH*I"  h  «*■**»» ■  <«"»  ai  w/"mf/f  ""J. «  «f"»» > f  «"f 
r  pif4i  tóow ,  e  pedi  uem'uno  e  mey .  eyuduti  che  f  ejhfyjfe  m  ttapeWj  0  acremente  un  Jtplthro ,  m«J«  «tfrtf 


eludine  :  h  quale  - , 

ejferfi  uojha  t  eh-  la  cofa  e  moltotfait  a  la  mp* 


LIBRO     TERZO 


LVII 


Vejlo  edificio  fi  dice,  ch'egli  era  il 

formo  di  Vcmpeio,  altri  lo  dicono 

ci  caja  di  Mario }  ma  dal  vulcjo  e 

^d£tto  cacabanox  il  quale  edificio  fi 

comprende  ,  che  era  folamente per  negottare ,  perche 

non  ci  e  hahitatione  alcuna ,  ma  era  di  molta  gran'/ 

de^a}  henche  al  prefente  è  qui  fi  tutto  rumato,  ma 

tiene  gran  paef e,  e  per  molte  cafe  fi  vede  di  quefio 

edificio  ne  le  parti  terrene  t  e  doue  e  quella  linea  è 

alprefentela  via,  che  va  da  campo  di  Fioreapia^ 

%a giudea  ,  e  doue  è  la  croce  fono  le  cafe  di  fanta 

C  roce  ♦  doue  cil*Cx*e  pia-^a  giudea  ♦  doue  è  lo 

M «  fono  i  macellari*  doue  e  U.C.  e  lo  cimiterio 

difanto  Saluatore  ♦  doue  e  iLC  *taiaato,e  a  fron 

te  la  cafa  di  Cefis  *fi  che  di  qui  fi  può  comprender 

re  la fua  grandezza*  le  tre  rotondità  erano  fiale  per 

falire  difopra  It  due  rotonditi  vacue  :  perche  non  ci 

fono  vefiigi  di  ficaie,  fi  può  comprendere  che  erano 

luoghi  difeoperti per  la  commodita  del  pifeiare,  per 

chetai  cofefono  necejfarie.  la  pianta  di  questo  e  mi 

furata  col  medefimo  braccio,  col  quale  fi  mifuro  il 

theatro  di  Marcello  :  laqual  mifurafi  trouera  ne  la 

figliente  charta  fra, ali  obelifchi,  ejara  me%o  braccio 

di  trenta  minuti  ♦  £  prima  lagrojfe^a  de  i  pilaftri 

e  braccia  tre  e  me-*o  *  lagrojfi^^a  de  le  colonne  è 

braccia  due  ♦  gli  intercolunnij  fono  braccia  noue  e 

me\?  fé?  tutti  i  verfi  +  tpiiaim  de  piangili  fono 

tanto  madori  de  dialtri ,  quanto  e  quello  angolo, 

che  eju  la  cantonata  :  il  quale  veramente  fu  fatto 

con  bjnijfimogiudiciOj  perche  et  toglie  ben  fu  tutto 

quell'angolo  e  conforterà,  e  con  belerà  di  ope'/ 

i  ra,  e  di  qui  potranno  imparare  molti  Architetti^  co 

l  mefijpojjonofareghangoli conle^ohrme^econ i pi 

'  lafin  iegatiAnfieme,  accioche  la  cantonata  venga  al 

traguardo  de  le  colonne  t  la  qual  cofa  da  piufode^/ 

%a  a  V  angolo  ;  che  fé  l  detto  angolofufìe  ritirato  al 

traguardo  de  i  pilafiri  di  mt-qt  t  percioche  quegli 

angoli  onero  cantonieri,  che  faranno  ritirati  in  dem 

trofia  faccia  far  a  guardata  per  linea  diagonale,  do 

uè  che  la  colonna  tonda  occupi  V angolo  ;  parer*  a  i 

riguardanti  a  tal  veduta,  che  detto  angolo  fu  imper 

fetta  *  eperb(come  ho  detto  difopra)io  lodo  molto 

auefia  cantonata  per  efiere,  majfimamente  veduta 

fer  tutti  e  lati* 


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ANTIQ.VITA 

Vanto  a  la  pianta  di  quefio  edificio  ho  detto  a  bafi.anray  bora  fa  di  mejhero  ch'io  dia  qualche 
notitia  de  la fua forma  fopra  terra,  quantunque  nonfe  ne  vedano  troppi  vefiigi  5  nondimeno  fé 
ne  e  pur  trouato  tanto  in  piede,  benché  nafcofo  5  che  fi  e  comprefo  almeno  lafcorzg  di  fuori  i  la 
qua1,  veramente  e  ingeniofa  inuentwne per  vna  opera foda,  e  majfimamente  l'ordine  primo ,  il 
quale  fi  può  dir  D  orico,  quantunque  egli  non  habbia  ne  architraue ,  ne  trigliphi ,  ne  cornice  i  ma  "ben  ci  e  le 
forma,  e  fatta  molto  ingeniofamente ,  e  con  gran  fortezza,  e  con  Ielle  legature  fi  di  pietra  viua ,  come  di  pietra 
cotta, come  fi  vede  ne  lafiqurafeguente*Qirca  legrojfez^ze  de  ipilafìrij  e  de  le  colonne^  £r  ancho  la  latttudi* 
ne  de  diarchi  s'è  detto  qui  adietro  ,  ma  de  le  altere  diro  »  L 'altezza  de  le  colonne  con  la  bafe  e'I  capitello 
è  braccia  dicifette  *  l'altera  demarchi  e  braccia  quindici  ♦  l'altezza  del  conio }  ouero  chiaue ,  che  è  fopra 
Varco  è  braccia  due  *  l'altezza  di  quelle  legature,  che  fono  in  luogo  di  architraue}  è  braccia  duefcarfey  ir  ah 
trettanto  è  la fafcia fopra  effe  *  quefio  fecondo  ordine  pare  incomportabile  per  effer  vnfodo  di  pilafiro fopra  v» 
vano,cofa  v  er amente f alfa  quanto  a  la  radone  :  nondimeno  per  efiere  Vordine  primo  cofifodo,  e  per  il  conio  fot 
fra  Varco,  e  quel  contraconio  fopra  effo  con  quella  fafciaf oda  di  fopra ,  e  per  lefyalle  de  diarchi  molto  gagliat 
de,  le  quai  tutte  cofe  rapprefentano  tal  fortezza,  come  è  in  effetto,  che  ipilaftri  che  vipofano  fopra  5  pare  che 
nongrauino  cofi  Varco  di  [otto,  comefarianofe  fuffe  vn'arcofemplice  colfuo  architraue,freaio,  e  cornice  *ft 
che  per  tal  ragioni  in  tal  foretto  io  non  biafimo  quejla  inuentione  *  la  latitudine  di  quejii  archi  di  fopra  è  brac* 
eia  quattro ,  e  l'altitudine  è  braccia  noue  ♦  lagroffezj^a  de  i  pilaflri  è  braccia  due ,  e  vn  terzo  *  laarofiezga 
de  le  colonne  è  braccio  vnofirvnfefio  ♦  lafua  altezza  è  braccia  vndiciy&vn'ottauo  con  la  bafe  e'I  capitelloi 
fcr  è  opera  Qorinthia*  l'altezza  de  Varchitraue,  fregio,  e  cornice  è  braccia  due  e  tre  quarti  :  benché  de  i  mem 
Iridi  quejla  cornice,  f regio,  Zrarchitraue  non  poflo  dare  particularmifur  e  per  non  ci  effer  e  tal  cofe  in  operai 
mafolamente  ci  e  tanto  di  muro  per  il  quale  fi  può  comprendere  l'altezza  de  la  detta  cornice ,  fregio ,  £y  archi'/ 
traue* 


i   J   fi   R  O     1  B  K  Z    O 


LIX 


LX  D  E    LE    ANTIQ.VIT  A^_ 

|^jp^Tl  R  a  V  altre  belle  antiquità,  che  fono  in  Roma,  àfono  due  colonne  di  marmo  tutte  hifloridte  d'i 
'%  botiijfime  [culture,  vnafi  dice  la  colonna  Antoniana,  V  altra  fi  adimanda  la  colonna  Troiana* 
Ima  di  quejta  Traianaper  ejferpiu  integra  ne  darò  qualche  notitia.  Qjiejia  colonna  (per  quam 
ffyÉÉÉffl  to  fi  diceria  fece  fare  T  raiano  I  mperatore,  la  quale  e  tutta  di  marmo,  e  di  più  pe^i,  ma  tanto 
lencommeffa,  che  ella  pare  tutta  di  vn  pe^o  :  e  per  darne  minutamente  le  particular  mifure  5  incominciero 
dal  piede  delfuo  baf amento  ,  e  prima  il  arado  chepofain  terra  e  alto  palmi  tre  .  il  %occo  de  la\ua  bafe  e  alto 
filmo  vno  e  minuti  otto  *  la  bafe  lauorata  e  alta  altrettanto  *  il  netto  del  bacamento  e  alto  palmi  dodici  e  mi'/ 
nutifei  ♦  lafua  cornice  lauorata  e  alta  palmo  vno  e  minuti  dieci  e  me-^o  ♦  la  parte  doue  e  ilfeftone  e  alta  pah 
mi  due  e  minuti  dieci  *  tutta  la  bafe  de  la  colonna  e  alta  palmi fei  e  minuti  yenfotto  partita  cofi  ♦  ilplmtho} 
doue  e  /'  a  quila  che  ve  ne  fono  quattro,  vna  per  angolo,  e  alto  palmi  tre  e  dieci  minuti  ♦  il  torofopra  efio  e  al 
to  palmi  tre  e  minuti  otto  .  il  quadretto  e  alto  dieci  minuti  *  Vaitela  de  la  colonna,  cioè  il  tronco  netto,e  pai 
mi  cento  diaotto  e  minuti  none  *  il  tondino  con  ifuoi  quadretti  fiottoni  vuouolo  e  minuti  dteci  ♦  Vaitela  del 
vuouolo  e  palmi  due  e  minuti  due  ♦  Vaitela  del  phnthofopra  il  vuouolo  e  palmi  due  e  minuti  vndici  *fopr* 
qucjìa  colonna  vi  e  vn  piedefìalo  informa  rotola,  per  il  quale  fi  sbuca  de  la  lumaca,  e  fi  pò  andare  intorno  effo., 
commodamentciperciochelpianoe  due  palmi  eme^p  ♦  e  V altezza  di  quefìo  piede jlalo  e  palmi  vndici  in  tut* 
to  ♦  ma  lafua  bafe  e  palmi  due ,  e  la  cornice  difopra  e  palmo  vno  +  la  chierica  di  effo  e  alta  palmi  tre  e  me"/ 
%p  .  la,aroffe^a  diquejiopiedejialo  e  palmi  dodici  e  dieci  minuti  ♦  lagroffe-^a  de  la  colonna  ne  la  parte  di  j 
foprat  palmi  quattordici  *  lafua  arofiezja  da  baf.o  e  palmi  fedici  *  la  rotondità fegnata*  A  *  dinota  lafuagrof 
je^a  difopra,e  quella  fegnata*  B  .dinota  quella  di  fotta  ♦  la  latitudine  de  la  lumaca  e  palmi  tre  ,  e'I  mafchio 
e  palmi  quattro*  la  latitudine  del  bafamento  e  palmi  ventiquattro,  e  minuti  fei  :  nel  qualfpatio  àfono  fculpite 
due  vittorie ,  che  tengono  vn  epitaphio ,  fiotto  de  le  quali  fono  molti  tropheifculpiti,  ne  lo  epitaphiofono  Vini 
jrafcritte  lettere. 

S.         P*         Q_*         K* 

IMP*  CASARI  DIVI  NERViE.  F*  N  E  R  V  M 
TRAIANO  AVG+  GERMANIO*  DACICO 
PONT.MAX.  TRIR»  P  O  T*  X  V  i  i.  e  O  S+  VI*  PP* 
AD  DECLARANDVM  Q_VANTJE  ALTITV 
DINIS    MON.S    ET    LOCV5    SIT     EGESTVS* 

Q_uejla  colona(come  ho  dettofe  tutta  hijioriata  di  bonijfimefculture,  &  e  a  vite;  e  caneìldta  nel  modo  Do* 
rico,  e  ne  le  canellaturefi  vengono  a  collocare  le  figure  di  maniera,che  i  rilieui  de  le  figure  non  iolaono  lafov/ 
ma  a  la  colonna,  fra  le  qual figure  ci  fono  alcune  fineftre,che  danno  luce  a  la  lumaca,nepero  offendono  le  hijlo'/ 
rie  quantunque  eìlefiano  pofie  per  ordine,  e  fono  di  numero  quaranta  quattro }  come  dimojlrerb  tutta  la  colonna 
integra  ne  lafeguente  charta  :  ma  queftifóno  ifuoi  membri  più  diffufamente  difegnati,&  ancho  deferitti  *  tutti 
quejti  membri  fono  mijurati  col  palmo  antico  Romano ,  fatto  di  dodici  digiti,  &  ogni  digito  è  quattro  minuti, 
eh  e  fono  in  tutto  minuti  quarantaotto* 


L   l  B   R  O      TERZO 


SENATVS 


UXf 


LXII DE     LI.ANTIQ.VITA» 


O  trattato  qui  adietro  de  la  colonna  Traiana,  e  de  le  mifure  de  ifuoi  membri  partìcutari  afìai 
iijfujamente  :  bora  qui  auanti  dimojìrerb  tutta  la  colonna  proporzionata  a  la  propria,  ne  mijlen* 

'  C!  It^v  ^  aeri)  più  in  replicare  le  mifure  ,  ma  la  fejuente  colonna  ferriata*  T  *rapprefenta  la  colonna  "Tra. 

^^iSt^^iana.  Onde  denuaffenoali  obelifchi,  e  comefujjero  condotti  a  Roma ,  brache  feruiuano  -,  io 
non  mi  ajjaticaro  a  narrarlo  tpercioche  Plinio  ne  fa  mentione  ampiamente  ,  ma  io  ne  darà  bene  le  mifure  ,  e 
dimofirero  laforma  dt  alcuni,  ch'io  ho  veduti^  mijurati  in  Roma  :  e  prima  Z1 obelifcofe^nato+O  .e  fuori  di 
porta  C  a pena  nel  circo  fa  e  tutto  fculpito  di  bi-^arrie  Eaittie  .  lafua^roffe^a  nel  piede  e  palmi  dieci  e  me* 
^o  .  la  fua  altera  e  palmi  ottanta,  e  quejìofu  mifurato  col  palmo  antico  R  ornano,  maglialtri  trefeajuentifm 
rono  mi  furati  con  vn  braccio  moderno  di  minuti fé f anta, la  meta  del  quale  e  quella  iineafraali  obelischi  diuift 
in  parti  trenta.  Vobehfco  (canato .  P  ,e  in  Vaticano,  cioè  afan  Pietro  fa  e  di  pietra  e^ittia,  in  cima  del  qua* 
le  fi  dice  efere  la  cenere  di  Gaio  C  efare  .  la  fua groffez^a  da  baffo  e  quattro  braccia  e  minuti  quaranta  due  ♦ 
la  fua  altera  e  braccia  quaranta  due  e  me^o  *  la  patte  difopra  e  ^r  offa  tre  braccia  e  minuti  quattro,  e  ne  Idi 
farte  da  baffo  fono  le  infrafcriUe  lettere*. 

DIVO     CASARI.     DIVI     IVLII-    F*     AVGVSTO*       TI* 
CASARI    DIVI    AVGVSTI*    F»    AVGVSTO     SACRVM* 

'L''obelifcofeanato.Q_.e  afan  Rocconelme-^o  delaflraia  rotto  in  tr e  pe^ji,  et  vn1 altro  compagno  a  quello 
fi  dice  effere  li  preffofepulto  in  terra  a  canto  ala  A  uaufla  *  la  fua  arofe^a  da  bafjo  e  braccia  due  e  minuti 
ventiquattro  ♦  la  fua  altezza  e  braccia  ventifei  e  minuti  venti  quattro  *  lafuacroffe^a  difopra  e  braccio  vno 
e  minuti  trenta  cinque  +  ilfuo  bafamento  era  tutto  di  vnpe^p.h 'obelifco  fcanato.R  .è  nel  circo  di  Antoni* 
noCaracallafa  e  rotto  come  dimofira  la  fua  formarla  fua  grafferà  da  baffo  e  braccia  due  e  minuti  venti 
cinque  *  la  fua  altera  e  braccia  venfotto  e  minutifedici ,  &  e  graffo  ne  la  cima  braccio  vno,  e  minuti  trenta 
tre,  e  tutti  ifuoi  pie deflali  fono  proportionati  a  1  propri),  e  benché  in  R  orna  ne  fono  forfè  de  dialitiche  io  non 
qliho  veduti;  nondimeno  io  ho  voluto  darne  notitia  di  alcuni  conofciuti,  e  veduti  da  me* 


3 


Vaflìttitn IWM  dal  Huty 
JitoitLoifiehfeitfait  Vtfajit 
nolntpcratort  reìnttyiehttnà, 
fame  Uv.ri$uitfoW  ii  fa 

fidi  iapi.-tfa  M  ìhO  iifalt  in  ji.ul; 

Ili  fUlH. fi  (tttt  l'tiifw  ì  il  jfctfi 

tot  eiiir,;.Cii\fih(  lg tifa jttmùjlìt 

ìnlefipa  liquidi  ntifcto  (beutì 
irmi .  queflii  pinta  e  mifuau;  10I 
falma  oriko  ,tp\if  a  fattoio  irla 
ptut  iifuiri.ifihftifono  infimi 
jalmi  direi  r  mmtiìjo.  b^iejft7^a 
ie  le colonne  ì  palmi  ^amo,  ila  pi 
liyuu  iale  bande  t  pilm  trtrmi 
nmiut  .iìumftt  Punpìtólrc  ( 

l'uilft)  rjiilmi  «ffl.'i  nijt  (V  giratici  f7i 
f ralf J»im  if  (liyiuojaìmt  wrnii  dwr: . 
Itffojhfó  ie  'tfiliHn  per  fate  t 
jMlmr  JcdKj.  ja fs/imdjnr  dtlfiwa 
ftTtiniftìm  mn  dut.il  fonico 
ftu  inlettoit  ì  largo  palmi  itffllj ,  f 
ihfli  du.Jcno  «  fott.  dr  JVm  nn/ti 
ti  ufi  il  trr.no  ^tim  tonfcnitit 
\3  rmUi\mi>o ititi  igqutjft  di 
fmifiputia  temf  mirre  il  tiw, 
P<7  f^fKMrfwjwiMmnr  air  fra 

JWbJ*  èrtiM  !ip7ima.iMÌjw;Hii 
rfl/rm  mi  puntili  I«rj6pga,|ff 

iht  ìphjìiijmmniyafitptrjij. 


/      rt.ffìpjrfKiìitffrwrijflimffKÌff/jf 
/         urna  imniarf  <ij«»  «J«nf  frii«i«( 

^n«».X.nrfm^JfJf  jMaìi>wJJir«lff( 
quadri,  r  f/f  da  anchìprt  in  lutti  i 
lutato.  LipUautrrtgt  di  fumm  i 
fetonti,  mi  ipottmft  aitarsi™  tmt  i 

1   gufltìijjàjismr/ljrajil  lì  pilori if]  r 


LIBRO      T  £   R  2  O 


LXV 


% 


i  «IfKno  di  pii^H  urie  pjni  inrmfl* 

Minile  firn  il  fuori  congiunte  l'oli 
\  mie  l'iodato  di  alcune  aomit ,  e 
■  corte  ft  (ome  imojlia  la  puma  .  t  ' 


\rttfttome  da 
[dt,cbe^ues 


m  di  fon  è  »  (tocw,  etti  g!»  m  tilt frate,ibr tuttala  affocatili 
ì  abolii  matltporttfijr.asc.V.mm  jtt  tannoft  (mprtnie  f,  filma  ah 
(aio  &  laiiittr  la  commoka  di  a*  ihfimfyi  ti  «km  mtydi  t* 
tiltm  il  1"W}*<>  Hdfl '' J"it-  f"J «ifiìwtfpaiat  nelprojtìo  it 
avoiifiM  '  it  fui11  cmU  ''"'■  '"'  '«jfax"""»"-  iijy»  g"** 

■  *'.-■  .i  .;.,  f ..«« f -.iiuf imi itf!     midtijjiliiiii'ii'ifJJfli/bf  rcienJ» 


ano      e 

£S^.      ***        fòt  ì  nlìflìì 


tsrt  per  ì  mtjrfmi^riii  fin- 

l  ^a  tmffiitt  almo:  fta  o^utHi 

<jr.(.[j  in  indir  l««(jH  frano  Tfa 

I   1f per Utommiditi di  andar 

ai  hòyttfm  hrmrt  dime 

fìnto  nrUUw.G.rnehj 

qm.U.nri  aui'i yiiiófoia 

■  raàtttl  itdmtfofo 

prr  [filai  le  UCtOt  et  né» 

pnUume.Uf'hn'imfdi 
■  ■■,  ■.„il'rfm-(iiitque< 
Si  f  ne  U  fiiftlM,  Q*W 
fini:  prr  fed<"  fenitum  un 
ium  dito  «ccioiliel' irrite  non 

Tiimr$nf»tT*tf«'iÌ»« 
mi  irto)  brmfmi  incalva 

lti  comi  imtpali  fyurttU 


( 


LXVI 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


I O  dimofirato  qui  adietro  la  pianta  del  Colifeo  di  Roma  in  quattro  modi,  fi  come  l'edificio  e 
di  quattro  ordini  :  horafa  di  bifoano  dimofirare  il  Juo  profilo,  per  il  quale  fi  potrà  comprendere 
naran  parte  de  le  cofe  interiori, e  pero  la  fé  attente  figura  rapprefenta  tutto  V edificio  Jopra  terra, co 
'  me  fé  ealifufiefeanto  per  me^p,  nel  quale  fi  cóprendono  prima  tutti  i  aradi,  douefedeuano  ifpet 
taton,  fi  vedono  le  ambulatiomf ecrete  comefiauano  ,  fi  comprende  come,  £r  in  quanti  modi  faliuano  le  fica* 
ley  che  fono  veramente  molto  accommodate  &  aljalire  fjr  al  defcendere  ,  di  modo  che  in  pocofipatio  di  tempo 
V  A  mphitbcatro  s'empieua  di  qran  numero  di  perfone}et  ancho  con  marnar  prefic^afi  votauafen^a  impedirfi 
Vuno  l'altro,  S  i  comprende  anchora  la  patte  difuori,come  dimimuua  laarojfe^a  del  muro,  ritirandofi  ne  le. 
parti  interiori,  il  qual  ritirare  da  maggior fortezza  a  V  edificio  :  e  chefia  il  vero, fi  vedono  fin  al  cCi  d'homi  ah 
cune  parti  de  la  faccia  di  fuori  anchora  integre  dal  piede  a  la  cima,  e  nondimeno  le  parti  interiori  fono  rumate, e 
quefio  ha  caufato(come  ho  dettogli  rituarfi  verfo  il  centro  con  V  opera  più  fiottile,  e  di  menpefofa  qual  dafepi* 
alia  forma  piramidale  *Ma  quefio  non  e  rjs'cruaio  ne  le  comuni fabnch e  di  Venetia  ,  an^ififa  il  contrario  t 
percioche  i  muri  de  le  parti  difitonfono  ai  perpendicolo  ,  ma  diminuifcono  ne  le  parti  interiori ,  e  quefio  fan* 
no  per guadagnare  ma^ior  fipatij  mie  parti  fuperion  <•  Ma  quel  che  da  grande  aiuto  a  quefie  fabnch  e  e 
che  non  cijono  archi,  ne  volte  dijorte  alcuna,  che  fingano  i  muri,  an^i  la  gran  copia  de  i  trattamenti,  che  ne  i 
muri  fi  mettono,  vedono  ad  vmre  i  muri  con  detti  legnami ,  e  cofi  quejii  edifici  fi  mantengono  tanto  ,  quanto 
durano  l  leqnami ,  l  quali  fi  rimettono  di  tempo  in  tempo  :  nondimeno  quefie  tal  fabriche  non  hanno  perpe'/ 
tuita  come  le  antiche  fatte  con  lordine ,  che  fi  vede  ne  la  faccia  del  Colifeo  idei  quale  io  torno  a  parlare*. 
E  perche  (come  io  dijfi)  le  parti  interiori  fono  tanto  minate  ;  che  non  fi  vede  cofa  alcuna  di  quella  parte  in* 
tenore  ,  laqualc  e  diuifa  da  la  linea  ,  che  ha  lefaette  ne  i  capi,  e  perche  non  fi  vede  veftigio  alcuno  ,fe  quelli 
parte fuperiore  dal  finimento  dei  aradi  fin 'ala  parte  di  fuori  era  tutta  coperta  con  iportici  duplicati  }overamen 
te  fé  ci  era  vn  portico folo,  e  V  altra  parte  fuffe  difcoperta  ;  io  Vho  dimofirato  in  due  modi,  vno  è  come  fi  vede 
nel  proprio  profilo  vnito  con  tutta  V opera,  e  V altro  modo  e  quello  che  e  difegnato  appartatamente f opra  i  aradi, 
la  qual  fi  accommodacon  quella  pofia  in  opera J 'centrando  i  due  gigli,  che  fono  ne  t  piedefiah  *  Ma  per  quanto 
fi  vedono  alcuni  vefiigi  di  crociere,  che  anchora  fono  vnite  con  la  parte  interiore  del  muro  ,fi  come  dinota  la 
pianta  quarta  ;  io  per me  giudico  che  vi  fuffe  vn  portico  folo,  e  che  V  altra  parte  fuffe  difeoperta  per  locami  la 
plebe  x  &  ejfendo  cofi  vi  potea  capire  afiai  maggior  numero  di  perfine;  che  fé  i  portici  fuffero  fiati  duplicati*. 
Morper  tornare  al  principio  de  i  gradi,  per  non  laffare  cofa  alcuna  ch'io  non  tocchi,  per  quanto  io  fapero,  dico 
che  per  le  mine,  e  riempimenti  di  materia,  che  lapia^a  cioè  ilfipatio  di  me^  e  tanto  ripieno  che  non  fi  com'/ 
prende  come  fuffero  i  primi  gradi  eleuati  dal  piano  t  ma  per  la  notitia  hauuta  da  chi  ne  ha  veduto  il  fine, il  pm 
mo  arado  era  tanto  eleuato  dal  piano ,  che  le  fiere  &r  altri  animali  indomiti  non  poteffero  nuocere  a  ifpettatori, 
£r  vi  era  vn  podio  detto  parapetto,  con  vnaflrada  di  commoda  largherà  per  andarui  intorno,  come  fi  dimo/> 
jira  doue  e  iLCM  due  archi  il  minore  &  il  maggiore  ,  che  hanno  quella  apertura  difopra  ,  erano  alcuni  fpirat 
coli  per  dardi  luce  ♦  quei  luoghi  elettati fopra  i  gradi,  che  fono  coperti,  fegnati*  A  *fono  aperture,  che  da  le  fica* 
le  di  fuori  conduceuano  i  filettatori  fui  theatro* 


Qjueftc  pezzetto  yat 
qutnto  qui  a  l'incont 


LIBROTERZO 


LXVJl 


UXVIII  DE     LE     A  N  T  I  Q_  V  I  T  A 

A  parte  di fuori  delColifeo  di  Roma  e  compofta  di  quattroordini.lt  primo  ordine  f opra  ter* 

\ra  e  Dorico  :  e  benché  nel  fregio  non  vi  fino  i  trigliphi ,  ne  le  metope ,  ne  ancbo  le  gutte  ne 

BVj  tÉBgJ$lepiflilio,ne[otto  la  corona  ifulmini}  ne  le  gutte  ;  nondimeno  fé  gli  può  dire  opera  Dorica+Ilfc 

\35&Z££S~-condo  ordine  e  Ionico,  benché  le  colonne  non  fono  finale,  cioè  caneìlateimafemprefipuo  dire 

ionico  in  effetto  *  Il  ter^o  ordine  e  Corinthio  ,  ma  di  opera  fodafen^a  intaglio ,  eccetto  i  capitelli ,  i  quali 

per  lafua  altitudine nonfono  molto  delicatamente fatti  •  L'ordine  quarto  e  Compofito, altri  lo  dicono  Latino 

per  effer fiato  trouato  da  Romani.alcuni  lo  dicono  Italico, ma  veramente  fé  gli  può  direCompofito,fe  non  per 

altro  i  almeno  per  i  modiglioni  che}ono  nel  fregio  xperciuche  muri  altro  ordine  ha  fatto  nel  fregio  i  modiglioni*. 

Nlolti  adunandano  la  caufa,  perche  i  R  omam fecero  quefxo  edificio  di  quattro  ordini,  e  non  lo  fecero  di  vnfo* 

lo  ordine  come  gliattri ,  cioè  quello  di  Verona  ,  il  quale  e  di  opera  rujiica  ,  e  quello  di  Vola  il  medefimo*. 

Si  può  rispondere,  chegliantiebi  R  omam7come  dominatori  de  Vvniuerfo,  e  maffxmamente  di  quei  popoli,  da 

i  quali  li  tre  ordini  haùeùdno  hauuto  origine  5  voljero  mettere  quefle  tregenerationi  inficme,  efopra  quelle  met* 

temi  lordine  Compoftto  trouato  da  loro  t  volendo  dinotare  che  come  toiomphatori  di  queipopoli  voljero  an* 

chora  triomphare  de  le  opere  loro,  difìonendole,  e  mefcolandole  a  loro  "beneplacito  *  ma  laffando  quefio  ragion 

namento  v  coniamo  a  le  mifure  di  quejia  parte  di  fuori *  Qjiefìo  edificio  era  eleuato  dal  piano  duegrddt*  il 

grado  fecondo  era  largo  palmi  cinque,  ir  il  primo  palmi  due*  lafua  altera  manco  di  vn  palmo  *  la  bafe  de  la 
colonna  non  e  due  palmi,  £r  ancho  non  e  come  la  Dorica  *  la  colonna  egrofìa  quattro  palmi, e  due  minuti*  la 

fua  alte-^a  e  palmi  trentaotto  e  minuti  cinque  con  la  bafe  eH  capitello  *  Vaitela  del  capitello  e  circa  palmi 
due  *  lapilajìrata  da  le  bande  d'cjìa  colonna,  e  palmi  tre  e  minuti  tre  *  la  latitudine  de  Varco  è  palmi  venti, 
e  lafua  altera  e  palmi  trenta  tre  *  dafotto  Varco  fin  f otto  l'architraue  e  palmi  cinque, e fei  minuti  *  Vaitela 
de  Varchitraue  e  palmi  due  e  minuti  otto*Valte^a  delfregw  e  palmi  tre  e  minuti  due,et  altrettato  e  la  cornice* 
ìlpiedejtalo  dei  fecondo  ordine  Ionico  è  di  altera  palmi  otto,  e  minuti  vndici  *  Vaitela  de  la  colonna  con 
la  bafe  e' [capitello  e  palmi  trenta  cinque  *  lafua  groffe^  e  palmi  quattro  *  lepilajirate  ,  e  Varco  fono  come 
quei  difotto  ♦  ma  Vaitela  de  Varco  e  palmi  trentax  dafotto  Varco  fin  fotto  Varchitraue  è  palmi  cinque,  e  mi* 
nuttfei,  *  Valte-zgx  de  Varchitraue  t  palmi  tre  *  Vaitela  del  fregio  e  palmi  due,  e  minuti  noue  .  Vaitela 
de  la  cornice  e  palmi  tre  e  minuti  noue*  ilpiedeflalo  del  ter^o  ordine  detto  Compofito  e  palmi  dodici  *  il  qua* 
dretto  [opra  ejìo  e  palmi  quattro  *  Vaitela  de  la  colonna  con  la  fua  bafe  e'/  capitello  e  palmi  trentaotto,  e  fei 
minuti*  Vaitela  de  Varchitraue,  del  fregio,  e  de  la  cornice  e  circa  palmi  dieci ,  compartita  in  tre  parti ,  vna 
parte  e  la  cornice,  vna  parte  per  il  fregio,  douefono  i  modiglioni,  e  V  altra  parte  e  Varchitraue*  Map  er  qual 
caufa  quegli  A  rchitetti  poneffero  i  modiglioni  nel  fregio,  cofa  per  auentura  non  più  fatta  aitanti  ;  io  ne  ho  detto 
il  mio  parere  nel  mio  quarto  libro,  al  capito  o*viij>nel  principio  de  Vordtne  C  ompofito  *  L  e  colonne  di  que* 
fio  quarto  ordine  fono  piane  di  baffo  rilieuo,  e  tutte  V  altre  fono  tonde,  cioè  i  due  ter^i  fuori  deipilafìri  *  quei 
modigiionifopra  le  finejirefofieneuano  alcune  antenne  y  che  per  alcuni  forami,  che  erano  ne  le  cornici  ji  calma* 
no,  a  le  quali  fi  tirauano  le  tende  per  coprire  tutto  Vamphitheatro  e  per  il  S  ole,  e  per  vna fubita  pioggia*  Ver 
qual  cagione  le  colonne  fiano  tutte  di  vnagrofìe-^a,  e  che  non  diminuivano  Vunafopra  V altra ,  come  pare  che 
voglia  il  douere ,  £r  ancho  Vitruuio  vole  che'l fecondo  ordine  diminuifea  dal  primo  la  quartaparte  5  io  dico  il 
mio  parere  nel  quarto  libro,  nel  trattato  de  le  colonne  a  charte*  L  X  V I  ♦  E  perche  i  membri  particularife  in* 
tendano  meglio,  io  gli  ho  difegnati  qui  auanti  al  diritto  del  Colifeoproportionati  a  li  propri}  con  ifuoi  caratici 
ri,  che  li  chiamano* 


LIBILO     TERZO 


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DE     LE     ANTIQ.VITA 


ì fi  elio  cittd  antica  in  terra  di  Roma  ha  vna  porta  veramente  antica  >&(  ài  opera  "Dorica , 
quantunque  non  vijiano  trigliphi,  ne  metope,  ne  ancho  legutte  ne  Vepijìilio  x  ma  per  U  colon* 
Ìne>  bafiye  capitelli)  e  per  la  vetufù  io  lagiudicai  antica ,  lenche  le  due  torri  da  le  bande  fi  pof* 
"fono  dir  moderne  quanto  agli  ornamenti  difopra  :  nondimeno  le  torri  fopra  terrafen^a  quelle  ci* 
mepotriano  effere  antiche,  mafia  come  effer  voglia,  la  porta  e  antica  :  la  pianta  de  la  quale  e  quifotto  dimo* 
firata^  ilfuo  diritto  farà  qui  a  canto*  Fu  mifurata  quejla  pianta  col  piede  antico-,  da  luna  a  l 'altra  torre  fo 
no  piedi fettanta,  e  la  porta  di  me\o  e  piedi  venti  in  latitudine  ,  ciafeuna porta  da  le  bande  e  largha  piedi  die* 
ci  *i  pilajirifra  Vuna,  e  V  altra  porta  fono  in  fronte  piedi  dieci  ♦  le  altere  io  non  le  mifurai,  ma  tolfi  la  inuen 
tionefolamente  in  disegno,  perche  mi  piacque  ♦  le  tom(come  ho  dettó)per  la  bontà  de  %  muri,  e  per  le  due  lu* 
machey  che  vi  fono  molto  benfatte,e  vecchijfime  ;  io  vo  credendo  che  frano  antiche  :  le  qual  torri  fono  per  dia* 
metro  piedi  trenta,  evie  vna  lumaca  dentro  larga  da  fette  piedi .  a  canto  quejìe  torri  ,ne  la  parte  interiore  de 
la  citta  fono  due  flange,  vna  per  banda,  pnjfono  effere  da  piedi  venti  cinque  per  longitudine  y  &  in  latitudine 
da  piedi  dodici  :  le  quali  fono  congiunte  con  l'altro  edificio,  &  hanno  le  mura  di  aliai  buona  groffe^a. ,  va»  de 
le  quali  il  vulgo  la  chiama  la  prigione  di  O  riandò* 


1IARO    xnzo 


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f;<-tfr ,  àt  d,i  !<■  Mi  àifum  mmm  fnp»  ftp* 

1  ititi  $rtJit  perieli  palle  rflJSVmfrtlflSqé! 

rfipaftìi,  Imofa  ìnriìi'ytJt  dlflitt  ■  Qwf«^t 
1  M  fy/wto.  A . rfimoflia  -  Me  ffiwnfl  ff  i/'"  (wtfcrt* 

»' f  pro/iiNpaift .  UfgwaJffxitì-%-  rtfptfaiu 
.  m  (rana  ìè  {ale  fate  ne  ì  jraff  A  limAir,  «■  A/r 

Hre  <i  t  fonti  Cuoi ,  &  mìa  fi  ade  me  tpilì 
.  frano  Incantati,  e  quei  retti  «fluiti,  rtt  li  lì* 

pa;o,'o  ffli^u  mwm  ni  a\»na .  <**  m^  '  */"' 
«Tano  fl'qiiiwro  jvn  fffltf.  ftp"  '  >!"''  ""'  *  i'""'"' 

"    gmiteat  furili  éU  Ar  W"  H°  ^ 


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Obi  &  litri  fiale,  Me  iioprrt  Mlflfft  L*pf'"' 
I»  d  r"*>  ffffrfa  fw  in'iiirjij  mi  plrie./foè 
■  •  ■"  fi  Wj:#  prfmi  whx&oàt 
k  peti  Ji  falfU  grtìirqtjt  ie  1  pìlabièplt- 
il  ano ,  &  hi  terqi .  (,  (a'onm ,  U  qjufr  eplf 
itttitrt&imfrrq.  hpitfrst:  rhrti^t 
Wmt  pjfil  ÌM,e<ne\>.h  larvai  ir  fi 
afra (  p/il (ii.f'ij ,  f  «m  :  m ,  i  eò ,m  urf/irfpan 

pwi  '    :  '.■'"  ■'-'.v.m,  r7j  ni  ■■'■''i.-.Jl.i,  -  ì 

■'.-"■  '/"ti-.  -'nppWI  »M 
f  b^j  ,  pttf  j  f-jfc- .  f/,Mrrfo»  p!„  interiore  'e  hrtf 
prl  m  e  mt\«  ,  *rr  3  {.m  -,mxa\f  fa  tntttit 
fjlftw  (Inqut  fVt'rt  Tptluli  uotlitt  foprs  i  pfalrì, 
S  tm  tfffft  ne  U  pfj-tfj  ,  r  quello  Ji  mr<*  ,  «ratf 
J  AH  ,  e  fm  in^  ifMffi^ìl  timtttt  (&U 
f  mwfpKft  rmpmdere  in  (hi  ha  oWirf o,©* 


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DE     LE     A  N  T  I  a  V  I  T  A. 


Vanto  a  lapianta  de  V  Amphitheatro  qui  adietro  io  ne  ho  dato  le  principali  misure ,  franche 
ho  trattato  parte  del  diritto  *  uora  darò  notitia  de  la  parte  di  fuori ,  la  qual  opera  non  fi  può 
dire  altro,  cheruflica,  ir  hauendo  detto  de  le^rojfe^e,elarahe^e,  più  non  replicato  ,  ma  de 
le  altere  per  quanto  10  potrò  ne  darò  notitia  ,  E  prima  Vaitela  de  Varco  primo  e  piedi  venti 
tre.t  altera  de  le  colonne  e  piedi  venti  fette  da  forma  de  Varchitraue,ilfreaio,e  la  cornice  è  piedifei*  il  pa* 
rapettofopra  effo  e  piedi  due  e  me^p. Vaitela  delfecondo  arco  e  pedi  venti  quattro }e  lafud  larahe^a  è  piedi 
dodici  .l'altezza  de  la  coIona  è  piedivéti fette  e  me^odyalte^a  de  le  cornici,  del fr e  aio,  e  de  laforma  de  Varchi 
traue  e  piedi  cinque  e  me-zp*  il  parapetto  del  ter^p  ordine  e  piedi  quattro  e  me%p*la  larahe^a  de  Varco  e  piedi 
none  ir  vn  ter^p  ♦  lafui  altera  e  piedi  dicifette  e  me^p .  Vaitela  de  ipilafironifuperion,  li  quahfono  più 
larghi,  e  piedi  venti  e  me^o  :  a  1  quali  per  quanto  fi  comprende  erano  apponiate flatue  di  buona  grande^a* 
la  ter^a  et  vltima  cornice  e  alta  piedi  cinque ,  ma  io  non  tratterò  le  mifure particulari  de  le  comici ,  percioche 
con  diliaentia  io  le  ho  tramortite  cofi  picciole  da  le  proprie, prof  ortionat  e  a  quelle,  e  faranno  le  prime  ne  la  fé* 
piente  carta,  e  dopo  quelle  farà  il  profilo  de  la  parte  di  fuori  de  Vamphitheatro  x  appreffo  del  quale  feauita  la 
fronte  di  vn  p  e^p  de  la  parte  di  fuori  d' effo  A  mphitheatro,  il  quale  è  tutto  lauorato  rufiicamente,  ir  e  di  pie* 
tra  V  eronefe  molto  dura  :  ma  le  cornici  fono  lauorate  vn  poco  più  delicatamente,  le  quali  hanno  forma  diuerfa 
da  quelle  di  scorna,  e paion  de  la  maniera  di  quelle  de  V Amphitheatro  di  Vola*  Delapia^a  di  quejio  km* 
fbitheatro,  il  quale  fi  dice  Arena, tolto  quel  nome  da  la  Rena,  che  cififpargeua  dentro  per  i  diuerfiaiuochi  che 
fifaceuano  ;  io  non  ho  veduto  rtfondo  x  ma  per  quanto  mi  fu  referito  da  alcuni  vecchi  V  eronefi,  finiti  queiaiuo 
chi  terreftri  che  vi  fifaceuano  ,  ptefenti  infettatori  veniuano  acque  per  alcuni  acquedotti,  e  riempieuano  in  pò 
•  cofìatio  tutto  quel  luoao  di  acqua  come  vn  laao,  e  con  leoni  non  troppo  grandi  faceuano  hattdalie,  eaiuocbi  nat 
uah  t  e  cofi  finiti  i  Giuochi,  e  partiti  1  leoni,  aperte  alcune  porticelle,le  acque  in  breue  fpatio  fi  difperdeuano,& 
il  luoao  rimaneua  afciutto  come  prima  ,  e  quefia  e  magjior  cofafi  può  credere ,  fé  noi  voghamo  confiderare  la 
crande^a  de  1  Romani .  Ma  poi  che  de  la  grandezza  loro  parliamo  ,fono  in  V eronafopra  V  Adice  fiume 
molto  celebrato,due  ponti  antiqui,  douefra  vn  ponte  e  V altro  ci  era  vn  belìiffvno,  e fuperbo Spettacolo  xfopra  il 
quale  poteuajiare  ara  numero  digfoneper  vedere  iduochi  nauali,che  nel  fiume  fifaceuano, e  quejio  tal  filetta'/ 
colo  era  lunao  la  ripa  del  fiume  appoggiato  a  vn  monte,  et  al  quanto  più  fu  nel  mote  era  vn  theatro,lafcena  del 
quale  fi  conaiunaeua  colfyettacolo  più  fiotto  :  e  perche(come  ho  detto)il  theatro  era  nel  monte  fatto  con  molto 
artificio  ijopra  efio  monte  era  vn  edificio  arande ,  il  quale fuperaua  tutti  dialtri  t  ma  le  ruine  di  quefli  edifici 
fono  tante,  e  cofi  abbattute  dal  tempo  5  che  faria  arande  fpefa  ,  e  confumamento  di  tempo  a  volerle  ritrouare  t 
ma  hauendone  io  veduto  alcuni  membri  in  più  parti  del  monta  mi  dafiuporefolo  a  penfarui.Et  e  ben  raawne 
fé  i  R  omani  fecero  tal  cofe  a  V  erona  :  percioche  eoli  e  il  più  belfito  d'  I  talia  per  mio  parere ,  e  di  pianure  ,  e 
di  colli,  e  di  monti ,  ir  ancho  di  acque  ,  e f opra  tutto  ^lihuomim  di  quefia  citta  fono  molto  aenerofi}  e  com 
uerfeuoli* 


LXXVI    DE     LE     A  N  TI  -Q,  V  ITA  

O uHecornici, Mómflft'M* fon» relìquie il «ntiquìtt.QutSlit fui foHofegngta.A.cioe  ma  porte  di  colonna,  forcbitroue, il  fregio,  t  \t  (onice  m\\Uft' 

mento  \om  m  tutta  d'un  pe^o,  e  k  jua  Klttzyt  e  da  piedlxi.antiiui  té  proportionaU,  fit  trottate  fuori  di  Romajopra  il  lame  Amene  iato  temone A 

pome  mnenta.o.hcorrUefegnsa.B.futrouatine  i  fondamenti  di  fan  Pian,  e  Bramante  lafecefotterare  nel  medefim  luogo,  tuttit  merini  erano  a  un pei?. 

y,tt  era  M  altera  da  fei piedi  antidi,e  aue<ta  e  proportmata  a  hpropria.k  bafefegnaia.C.e  a  J»i  Marco  molto  ben  lanuta,^  e  di  open  Connina  non 

|  monomanie,  può  tfseteìn  altera  (ira  un  piede  e  me\o,  ma  $**«  e  poportionM  a  kpoprh.il  bajammto  \eSnato.D.ju  trouato  \npia\zi  Capramca,e 

tu  dibatto,  ma  era  molto  fon  fauorato.  Talte\\a  de  h  baje  ma  il  zoao  e  da  palmi  due,  e  mi  ifuoi  membri  propongati .  ìabajejegnata.E. 

noi  era  moho  grande,  U  quale  Ju  trovata  fra  certe  ruine,  e'per  l'abrasalo  ch'ella  htjopra  il  toro  lupa  ior  e  io  la  pudico  Compw* ,  evento  <*' 

tutti  i  memlii  io  non  ne  dia  notUia,fono  nondimeno  da  grandi;  apicaolìirafportaiipropoftionatmente. 


LIBRO     TERSO 


LXXVll 


T1ANTA 
PHITHE 
PO  LÀ 


A  Fola  città  in  Dalmati»  è  qutHi  Amphitheatro  nelmey  de  U 
città,  et  e  anchora  molto  integro  :  il  quale  edificio  non  hi  altro 
che  V dagrinu  di  fuori  con  pei  quattro  contrafoni  di  trepil»-. 
fri  l'uno,  li  quéi  per  quanto  io  credo  furono  fatti  per  fortezzcL 
fé  ejfer  queHaala  di  muro  cojì  abbandonata  .  ma  quanto  a  là 
ueduta  eglino  fono jrati  a  l'occhio ,  fi  che  de  l'edificio  non  fu 
fano  cofa  alcuna  J'e  non  i  murifegnati.  A,  ma  per  l'induiodi 
alcuni  forami ,  chejono  nel  muro  di  dentro  fi  pio  credere  ch'ei 
facefìro  i gradi  di  legname  quando  facciano  lej'ue  feHe  e 
giuochi  ;  nondimeno  per  ornamento  ielafgura  ho  uoluto  dife-. 
gnare  lavarle  di  dentro ,  comefepotmfore  per  mio  parere. 
QueUo  Amphitheatrofumifuratocon  un  piede  moderno,  il 
quale  farà  qui/otto  la  pianta .  la  latitudine  deglurcht  e  piedi 
ìioue  et  «Mie  due  t  mi  \  quattro  archi  principali  fono  in  latita 
dine  piedi  quindici  et  onde  quattro  .  la  fronte  dei  pilaf  ri  e 
piedi  quattro,  et  onew  due.  la  colonna 
due  .  le  filavate  da  le  bande  fono 
fin  per  fianco  fono  piedi  cinque  et  o 
contiafortìagiiiltrigilafoi  e  piedi 


I 


LKKVIU  »  1     Li     A  N  T  I  Q.  -V  I  T   A 


!  Vanto  a  la  pianta  de  V  A  mphitheatro  di  Pota  ho  trattato  a  fujficientia  qui  adietro,  bora  e  ne* 
\cejfario  trattare  del  diritto,  e  cominciando  ne  le  parti  da  bafìo,  quanto  al  hafamento  egli  non  ha 
j  termine  di  mifure  t  che  per  caufa  del  monte  non  ha  equalita ,  an^i  nel  monte  fi  viene  a  perdere 
\non  folamente  ilpiedeftalo  ;  ma  fi  perde  tutto  iordine  primo  de  diarchi  con  tutta  lajua  cornice 
Juperiore  t  onde  il  monte  e  Vaitela  del  piano  del  fecondo  ordine,  e  pero  de  Vaitela  del  hafamento  non  darò 
mifura  alcuna, ma  cominciando  dal  hafamento  in  fu  5  l'altera  del  pie  de  flato f otto  la  colonna  e  piedi  due  e  me* 
%p  *  Vaitela  de  la  colonna  col  capitello  è  piedi fedui  in  circa  *  Vaitela  de  Carco  e  piedi  dicifette  e  me%p  ♦ 
Vaitela  de  Varchitraue  e  piede  vno,  fcr  onde  noue  ♦  Vaitela  delfregio  e  oncie  noue  *  Vaitela  de  la  corni* 
ce  e  piede  vno,  £r  onde  dieci  ♦  l'attenta  del  parapettojopra  la  cornice  e  di  tanta  altera,  quanto  la  cornice* 
Vaitela  de  la  colonna  e  piedi  v enf uno ,&  onae noue  5  computando  il  capitello  *  Vaitela  de  Varco  e  piedi 
diciotto,  &  oncia  yna*  Varchiuoltoe  alto  piede  vno,&  oncie  noue  *  Vaitela  de  Varchitraue ,  deificato ,  e 
de  la  cornice  e  comeValtra  difotto  .  il  hafamentofeanato*X->e  piedi  quattro,^  onde  quatro  ♦  da  i  bajamen* 
tifinfotto  la  cornice  e  piedi  duinoue .  Vaitela  de  la  cornice  è  piede  vno  è  me^p  :  e  quejìo  è  quanto  al  dirit* 
to  de  V  Amphitheatro  ,  ilquale  e  ne  la  carta  feguente fegnato ♦  P '♦  eperche{come  ho  detto  nel  trattato  de  la  pian 
ta)  quefto  Amphitheatro  ha  da  quattro  lati  alcuni  pilajtri,i  qualifurono fatti  per  fartela,  e  per  contraforti  del 
muro  cofi  abbandonato fen^a  coja  alcuna  dentro  5  ho  voluto  dimojìrare  come  ejfi  ftauano  t  e  pero  la  figura  fé* 
anata  *Q_*dinota  il  fianco  d'ejfi  contraforti ,  e  la  parte feanata+H.rapprefenta  vn  pilajlro  ,  e  la  parte  fegna* 
ta*l*  dinota  il  profilo  del  muro  de  Va  mphitheatro,  e  fra  il  pilafiro+hl  *  e'I  muro.  Lev»  tranfito  di  piedi  tre 
£r  vn  ter^p,  talmente  che  vi  paffanofen^a  impedimento  due  huomini  a  paro,  e  quejìi  contraforti  hanno  a  eia* 
feuno  ordine  ilfuo  fuolo  ,  doue  fiauano  perfone  ,  ma  non  vifonofcale ,  ne  veficio  alcuno  difcale,  ma  certo  fi 
adoperauano  nobilmente,  come  nefanno fede  alcuni  trafori  di  pietre  dauanti  ai  alcune  fineftre  *  E  perche  It 
cornici  di  quefto  edificio  fiano  medio  inteje  5  io  le  ho  fatte  informa  vnpoco  madore  qui  a  canto  al  contraforte, 
ttcàofipojfmo  mifurare,  £r  ancho  conofeere  i  membri,  perche  cofijìanno  le  proprie  a  punto*  la  maniera  di  que* 
jii  corniciamene  e  molto  differente  da  quelle  di  ÌLoma,  comejìpuo  vedere,  &  io  per  me  nonfaria  tal  cornice 
ne  le  mie  opere  t  ma  di  quelle  del  theatro  di  Vola  fi  bene  me  neferuiria  t  perche  ellefono  di  miglior  maniera, 
e  meglio  intefe,  e  tengo  per  certo  che  quel  fufìe  vn'altro  Architetto  differente  da  quefto,eper  auentura  quejfo 
fu  T  edefeo  t  per  cloche  le  cornici  hanno  alquanto  de  la  maniera  tedefea  ♦ 


■ 


: 


Nr/ 


LIBRO     TER20 


LXXIX 


i      & 


LXXX  P  E     L  E    A  N  T  I  Q  V  I  T  A* 

Monte  Ciuallo  in  Roma  ione  al  preferite  fono  quei  r««r!/i  ii  Pra/Jùrfr  r  di  Phidia  -,fono  i  «f  %»  i'unft({eAofala\g ,  uni 


&$ 


•  .."3^  •  <*'"'  •  i«i>«rtf .  B.r  &r#W«  dodici  p'er  mito .  7*  {Wff.C.è  fcwria  Ar/iu/ii  in  lo/yitodi/ir,  f  brucia  Motto  in  latitudine  .il 
(cKi:e.r.i braccu.xxx\i.per  quadro .  le  loj^ìe  intorno  jono  larghe braccia  quattro .  U  patte  opfojita  al.C.B.f  di  eguale  mifura .  la  latitudine  de 
ìe  qumo]'(M  è  braccia  quattro  perciifiuna .  i  hojbi.E.forio  due  cortih,ciafcun  de  i  quali  e  in  longitudine  braccia-  «iiii.  et  in  latitudine  braccia 
Un,  tme^.lelo^ie.¥.Jowìar^helracc:a.xiu.ìtJcalema^gicriperjalije  al  piano  del  pala^ojonoinlatitudinebraccia.xuk  fané  prejfo^litni 
goìi.K.c  inhiiiuàir.ebriccia.xii.e  mey^tin  longitudine  broccia.x\ue me\o.<iuelle parti.h.fono conttafortiperfo^ienere  lejcale.  lapatte.G.  e 
joi  (owk/be  daua  luce  a  ì  luoghi  di  dentro,  le  due  aperture,  l.fono  l'entrate  de  lefcale,e  l'edificio  comweiaua  douefi  appoggiano  lejcale,et  il  fron 
tefticiocojìjùperbo  era nelme\q de l'edificio di  tantalatitudme, quanto  tiene lafarte di  me^fen\ai cortili,  efen^alelo^ie . le  duefyure.K.et 
iioie /he fono  tifino  appartatamente,  una  dinota  un'angolo  de  l'edificio  più  difufamente  difegnato,  e  l'altra  dinota  un'angolo  del  comk  di  mey. 


LIBRO     TERZO 


LXXXI 


J.  e  tre  figure  sfotto  fono  mebrì  del  palalo }  che  e  a  a  catodi  parte  difetto  inforni  t  picei  ila  rapprejenta  ilpfì'o  de  la  parte  dma^ 
del  palalo  }cioe  lejcale}per  le  fiali  fi  filini  al  piano  d(  l'edificio:  f>  effer  c^ìlo  nel  mótefa  erano  mo  to  magnifiche  e  comode* 


I  BMawaB 


Itpartefopraìl  monte  Jouf  fono  le  colonne  feanate.v  .uh  $■% 
ne  ad  (fiere  il  banco  de  V  edificio  di  me\o,noe  hhcg'cj 


IO 


-'de^erck,- 
à>e  ne  V annoio  non  fi  comporti  una  colonni  tmd&btaienJo 
Jbprc Varcfitraue conglialm  membri  piangoli  dei  nudi 
non  pojano  fui  vico  de  la  colomx.aue^a  colonnx  quadra  ne 
la  parte  da  baf<9  '  gropa  braccia  tre,  e  ne  la  parte  di  fopra 
è  frodato tu\i  due  e  due  terzi.  Vaitela  ila  con  h  fafe 
f'f  capetto  e  hi(ch.xm.&  è  «meVata  da  alta  a  folio. 
Vtìterzt  de Taràlme  è  braccia  due  t  me%o,tt  altrettcai 
to  r  l*fr*i(l9,n(l  quale  e  {colpito  un  bel  fregio  dibonìfmo 
rlfnó.V 'altezza  di  tutta  la  cornice  che  corre  per  fimo  e 
hteclt  ire  (r  un'ottano-  e  tutti  e  membri  fono  proporla- 
ti  al  proprio  comìàoneji'.feg'o  deljtta'e  è  lungo  cento  brac 
da.fl  corindone  col  frorxcfp'uio  r  tutto  d'unpe^odi  mar-- 

\mo  quinto  tengono  tre  modiglioni,  il frontefpiiiQ  «Izgua 

,  netmett  hfe&garte  d'e$t  aluzsg. 


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,t.-.v. ■•■•,-  ;,tì 


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LXXXII 


DE      LE      A    N    T   i  (^  V   I    T 


Gran  cofe,&  in  iiuerfe forme faceuano  i  Romani  :  da  le quali  ^  le  mine loronófipuo 
riprendere  a  che  cofa  ellefieruijfero,e  maffunamtte  ìjjlo  pfente  edificio  }il  quale  fi  adima 
-  da  le  fette  Tvne  di  S  euero.de  l'edificio  ;e  ne  vede  anchora  vrì 'angolo  inpiede  ,ete  di 
tre  ordini  tutto  di  o%t  Connthiaimafi  coprende  eh' eifuffe fatto  difpoglie  di  altri  edifi 
cijyf  cloche  ci  fono  de  le  coione  caneUate,e  de  lefchietteyetancho  i  capiteìli>et  altre  oge, 
che  no  fono  tutte  di  vna  maniera-  L  e  aite^^e  di  qflo  edificio  io  no  le  mifurai,ma  la  pia 
tafi  bene,e  legroffe-^e  de  le  cofet  e$  quato  io  coprendo  gli ordini  diminuì] 'cono  la  quar 
ta  parte  Vunfopra  l'altro  come  dice  V  itruuio  ne  i  theatrula  figura  qui  fiotto  rapprefenta 
la  piata  de  l'edificio}et  ancho  rapprefenta  il  cielo  de  i  lacunanfopra  le  coiòne  }e  fu  mifu 
rata  col  piede,  col  quale  e  mifurato  il  theatro  di  Pola:  e  primi  lagroffe^adel  muro  e 
piedi  tre  e  mezp  .fra  l'un  muro  e  l'altro  e  piedi  quattro  e  me%p*fra  il  muro,  e  le  colon 
ne  e  piedi  cinque  e  tre  quarti,  e  cofi  e  lo  mteruallo  da  colonna  a  colonna  *  la  grojfe^a 
di  vna  colonna  e  piedi  due',&vn  quarto*  In  queflo  edificio  noncifivedehahtatione 
alcuna,  ne  anche  vejligio  di  ficaie  perfalire  ad  alto  t  ma  ben  fi  comprende  che  continua* 
uà  in  maggior  grande^  ,  doue  in  altro  luogo  ci  poteudno  effiere  ficaie  6r  habitationu 
everamente  queflo  edificio  integro  deuea  hauere  prefientia  grande  per  il  gran  numero 
-        i     de  le  colonne,  che  vi  erano  ,  e  peri  ncchiffimi  ornamenti* 


LIBRO      TERZO 


LXXXIII 


[Uomini  per  Ugrainlezxa  eie  l'animo  fmprc  cercarono  di  far  cojèje  pali  dim)$rajiero  quanto  eglino Jttjrera potenti  e  genere  hi  tutte  le  ottoni  in  mi- 
re et  in  terra-onde  per  il  commodo  di  Roma  fecero  quefìo  m.vauigliojo  porto  di  Ofiu,  fi"  quée  neramente  e  pei  la  commoaiìa,e per  la  grandina  degli 
;  eiijtc'bejopr.'.  nato  per  iajorte^tfua,  j'e  gir  può  aire  Durabile,  &  e  di  forma  exigona,  cioè  àìjeijaccie,&  ognifacria  è  perlongituaine.ixvi.ea^.e, 
1  et  ogni  tanna  epdimi.x.  da  queh prindpdl mijureji  pan a  comprendere  lagrcuide^afiia .  ogmjaccii  haueui  *HJi>atipjo  cortile  con  le  loggit  inumo,  e 
quiaro  appartimeli  di  magagni  circondati  da  le  loggie  con  una  ambulaìione  nel  mfsp,e  [ungo  la  ripa  J#  le  ncji-.e  erano  per  01  dine  troia  hi  ai  colon 
re,  a  i  qualiji  legauano  le  mui,  er  ala  bocca  del  porlo  erano  afta  torrioni  per  guardarlo  diglinimui  bifognanao,  e  pache  in  iqjìpiaiok  Jorma  mal 
fipojwo  compi elidere  gli  appartamenti)  io  gli  ho  difègnati  in  maggior  jorma  qui  'Otto  appvtotawme. 


Lxxxini 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


R  a  le  mine  di  R  orna  fi  trottano  molte  cofe}  per  le  quali  non  fi  può  comprendere  che  cofa  fujfct 
ro  *  e  nondimeno  ci  fi  vedono  alcune  mine  abbattute  dal  tempo  }da  le  quali  fi  comprende  lagran 
de^a  de  dianimi  Romani  *  onde  lafeauente  antiquitk  e  molto  bene  inteja}  per  quello  che  am 
ebora  fi.  vede  t  la  qualfi  chiama  la  Bafiiica  del  foro  tranfitorio,  e  la fui  grande^ fi  può  imrna* 
ornare  da  Vaitela  di  quelle  colonne ,  anchora  che  non  fi  vegga  il  finimento fuo  :  perche  la  cornice fuperior  e  non 
vi  e ,  ne  anchofi  troua  lì  intorno  cornice  alcuna,  chefipojja  comprendere  che fufje [opra  tale  edificio*  Qjiefta 
ruinaju  mifurata  con  vn  braccio  moderno  diuifo  in  minuti f e ff anta,  la  metà  del  quale  'efragliobelifchi  *  quejle 
colonne  erano  eleuate  dal  piano  fette  gradi  di  commoda  altera  *  lagroffe^ga  de  la  colonna fegnata*  C+e  tre 
"braccia  ne  la  parte  da  baffo,  e  ne  la  parte  fuperior  e  fiotto  il  capitello  e  braccia  due,  e  minuti  quaranta  »  Vaitela 
d'ejja  colonna  Jen-^a  la  bafe  e'I  capitello  e  braccia  venti  quattro }e  minuti  cinquanta  cinque  *  Vaitela  de  lafua 
bafe  e  braccio  vno  e  me%o*Valtitudine  del  capitello  e  braccia  tre,e  minuti  venti  fei*V  altera  de  Varchitraue  e 
"braccia  due,e  minuti*xxiij  la  cornice  fra  la  colonna  e  la  contracolona,la  qual  cornice  e  notata*!)  *t  in  altera 
"braccio  vno  e  minuti*xlviìj*la  cornice  difopra(come  ho  detto^non  vi  e  da  cptracolonna  e  piana,et  t  de  la  me* 
defìmaproportione  de  la  tonda,  e  diminutfee  difopra  medefimamente.il  capitello  e  come  vno  di  quei  del  Van* 
iheon  *  la  bafe  fegnata  *Q  *e  pofia  li  a  canto  in  ma^ior  forma,  e  proportionata  di  mifure  a  la  propria,  e  fimiU 
mente  la  cornice  notata*!)* fi  vede  anchora  in  ma^ior  forma*  Ho  narrato  le  mifure  de  la  colonna  magjiore, 
"inora  io  tratterò  de  la  minore  fegnata*  B  ♦  la  qual  colonna  ha  fiotto  vn  beìliffimo  bafamento ,  Vaitela,  del  quale 
e  dafei  braccia,  lagrofie^a  de  la  colonna  e  braccia  vno  et  vn  ter3p,&  e  minuita  a  la  proportione  de  V altra*, 
lafua  altera  con  la  bafe  e1/  capitello  e  braccia  tredici  e  due  ter^i  *  l'attenga  de  la  bafe  e  per  la  meta  de  la 
colonna,  ir  e  di  quei  medefimi  membri  de  la  grande  proportionata  a  quella  *  Valte%gg.  del  capitello  e  braccio 
vno,  e  meigo  x  il  qual  capitello  e  molto  ben  lauorato,  e  la  jua forma  più  dijjufa,  et  in  maggior  aranciera  fi  tro 
uera  nelprincipio  de  lordine  Compofito  nel  mio  libro  quarto  *  quefia  colonna  e  di  mifto  molto  duro}  £r  e 
jhriata  come  dinota  la  figura  li  preffo  ,  &  ha  lafua  contracolonna  di  lafìo  rilieuo  de  la  medefima  forma  *  Vare 
chitraue,  il  fregio,  e  la  cornice f opra  quefia  colonna  e  circa  quattro  braccia  :  la  qual  cornice  ha  i  modiglioni fen 
s@  i  denticoli,  fcr  e  fintile  a  quella  del  Pantheon,  e  per  quanto  io  comprefi  quefle  colonne  minori fcruiuano  per 
ornamento  di  vna porta  de  la  B  afilica  ♦ 


M 


LXXXVI 


DELE     ANTIQ.VITA 


Q  ueflo  ponte  fili  fi  diceua  de  i  S  emtorì  ♦  altri  lo  eccitano  ponte  Valatino}ma  alprefenteft  dice  ponte fante 
Maria }  Rancho  ponte  Sijlot 


Quejlo  ponte  fi  chkmauapons  Miluim  t  ma  vuUamentefeali  fóce  ponte  molle* 


tIB   R,0     TERZq 


LKXX\ll 


Orio  in  Rome  molti  ponti  fatti  da  i  Romani  antichi ,  £r  ancho fuori  dieffa ,  &r  in  più  parti 
d'Italia,  ne  fono  in  diuerfi  lunabi  :  de  i  quali  io  non  tratterò }  mafolamente  mofirero  la  iwentio 


pie  di  quattro }  da  i  quali  fi  potrà,  comprendere  il  modo,  che  teneuano  efiantichi  a  fare  ifuoi  ponti*. 
Jìll  ponte quifottofi  dice  ponte  $*nf angelo, percioche e  fopra'lT  euere  appreso cafielSanfan 
fido  :  il  quale  fu  ilfepokro  d' A  dnano,  et  a  i  tempi  moderni  e  fiato  ndutto  in  forte^d^fi  chiamaua  antica* 
menti  ponte  Elio  toltoli  nome  da  Elio  Adriano*    .  - 


il  ponte  qui  fitto  difilato  ya  fi  diceua  ponte  Tarsio,  alt  i  lo  diceuano  ponte  Fabricio  .  a  noflri  tempi  fé 
di  dice  ponte  di  quattro  capn 


txxxvin 


tv  e  t  b 


A  N  TI  Q.V  ì  t  A 


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LIBRO     T  E   R.  7.  O 


L  XXXIX 


^'yw1-^ 


xc 


DE     LE     A  N  T  I  Q.  V  I'T  A 


Erche  ne  la  pania  fatata 
per  la  minutezza  de  le  co 


P§|?|te  fé  non  fi  poffono  cofi  hen 
*t&$\co 


\conofcerei membri  partii 
cularti  ho  voluto  in  quejle  duefaccie  di"/ 
mostrarne  a  parte  per  fatte  alcuni  memi 
hi  più  dijfufamente ,  fi  come  lingeniofo 
Architetto  per  via  de  i  caratteri  gli  fapra 
conofcere  Scontrando  di  con  la  pianta, 
integra* 


Jèèl-. 


t%^^y^^,^Y 


LIBRO-TERZO 


XC1 


Vdntunque  le  figure  quifottofxano  coft  difordinate}  e  dipiupe^i;  il  prudente  Architetto  ctuer 
tira  che  fono  membri  de  le  T berme  paffate ,  hautndo  riguardo  a  Le  lettere ,  che  vi  fono  pojie 
dentro  :  che fcontrandole  ritrouera  qual  parte fono,  fcr  àuerixfca  bene  che  la  parte  qui  fotta*.  H* 
_  &+  X*  yafeparata  da  quella  parte fegnata*  F*  e  che  le  figure  qui  fatto  s'intendono  tre  parti  de 
membri feparati,  quantunque  fìano  appreffo  Vun  l'altro  per  accommodarli  ne  lajiampe  :  e  quejìo  e  a  fine  che  i 
membri  fi  poffino  meglio  conoscere,  fcr  intendere  :  ne  vi  hopofìo  le  mifure  particulari ,  imperoche  V  Architetti 
tofi  valere  più  de  Vinuentionc  che  de  le  mifure* 


XCII 


DEL  E     A  NTIQ.VITA 


'  E  Tberme  di  Tuo  fono  minori  de  le  altre ,  t  fero  dal  tuttofino  dette  le  Tbeme  minori  t  nondimeno  per  mio  parer  e  tfle  font 
bene  ordinate .  La  punta  di  peto  Tbeme  e  miftratt  col  filmo  antico,  e  primajl  diametro  de  li  forma  rotonda  fegitaU.  A.è 
^  circa,  cl.palmi .  la  parte.  B.  e  in  longitudine  dapxlmi  ottanta,e  la  latitudine  palmi  cinquanta  uno.U  parte.C.e  palmi  ottanta  in 
i  longitudine,  etin  latitudine  palmi  Jx.  laforma.D.e  intorno  a  palmi  cento  ptr  diametro ,  et  il  ueUtbolo.  E.r  circa  palmi  cinqutn 
Z&^^ta.lapartc.F.e  lunga  da.cxx.palmuhfua  largherà  t  dipalmi.lxx.kparte.G.di  otto  [accie  e  cirapalmicenio.lapartejotói» 
H.f  da  palmi  cento  cinquanta  per  diametro  .hparte.l.è  cento  piedi ,  et  e  di  due  quadriin  circi,  le  due  pvti.K.fono  pèni  trenta  p  er  ogni  lato.  U 
parte.L.ì  tnlunghe^a  dapalmi.cxxv.laftialarghe^i  "e  pimi  trenta,  la  rotoniita.M.e  per  diametro  circa  palmi  cento  uenti  .lafarte.H.t  hn* 
$a  fàU,  cxhm.  e  largatimi  cinquanta  fette .  laparte.  Q.ì  il  medejimo .  fa  conferita  de  le  acauefarà  qui  a  canto. 


LIBRO     TERZO 


xeni 


A  conferita  de  le  acque  de  le  T berme  di  Tito  e  mirahile,  e  di  grande  artificio  t  percioche  gli 

archi  di  quefie  conferuefono  pojli  con  tal  ordine  ;  cheftando  vnaperfona  nel  mezo  di  vnogli  ve 

1  de  tutti  per  traguardo.  Qjiefio  e  quel  luogo  che' 7  vulgo  lo  dice  le  fette  [ale  i  perche  in  effetto  i 

^Èt^Ratijfono  di  numero  Settenario  ,ecofi  le  porte  per  traguardo  fono  fette  per  ogni  vefo  *  lagrojfez* 

za  de  i  muri  e  piedi  quattro  e  me^o  i  la  latitudine  degharchi  e  piedifei ,  da  l'uno  a  V altro  arco  e  piedi  venti 

fette  ♦  la  latitudine  da  vn  muro  a  l'altro  e  circa  piedi  quindici,  e  fono  voltati  a  botte  di  vna  conueniente  àlt&Z^ 

xa*i  muricele  volte  fono  fmaltate  d'i  vna  dunjfima  materia* 


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XCTIII 


DE    X  E     A  N  T  I  Q.  V  I  T   A 


^-y  Jrca  fette  miglia  apprejìo  il  Cairo  fi  troua  vna  piramide,  de  la  quale  io  ne  dimojlrero  lafort 

W*f  )  ma3et  ancho  ne  darò  le  mifureper  quanto  io  bebbi  da  u*  Marco  Grimano gentil' huomo  di  que't 

EHI  fi* cmi  *  V  cnetia,vatriaca  di  Aquileia  xilquale  intona  propria  la  mijuro  ,  e  vifalifopra  , 

ir  ancho  vi  andò  dentro.  Qjiejìa  piramidefu  mifurata  a  varchile  con  logiufio  paffe^iarefr 

v«  varco  vkhe  a  effere  alquanto  più  di  tre  palmi  antiquula  bafep,  ogni  lato  e  da  varchi.cclxx.et  è  di  quadrato 

ffettot  quefia  è  tutta  di  pietra  mia  ,e  molto  durale  li  pe^Q  fono  affai  lunghi, e  fono  pojìi  di  modo  in  opera,  che 

\i  f,  vuote  lalirefìno  a  lafomm;ta,ma  con  dij 'commodo grande-.pet -che  l'altera  di  ogni  pe^p  e  da  tre  palmi,* 

mey>,  e  non  hanno  tanto  di  piano  ;  che  vi  fi  pojfa  commodamente  pofare  il  piede  .  il  numero  de  ipe^i  da  la  b<t 

fé  fino  a  la  fommiàfono  da  ducento  e  diecianno  tutti  d'una  altera  ,  talmente  che  l'altera  di  tutta  la  majfa 

e  quinto  la  fua  ba-e  .  Q_uejut  piramide  fi  tiene  chefufe  vnfepolcro  ,  percioche  dentro  vi  e  vna  fianca ,  nel 

me-{o  de  la  quale  e  vna  granp  xetra  :  onde  fi  profume  che  tijopra  vi  fujfe  qualche  fepolcro  di  valore,  in  quefia, 

fianca  fi  va  congran  diff.culta  perche  ne  Ventrata  fi  troua  a  manfmxfira  vnafcala  di  pietra,  la  quale  fi  volge 

dentro  de  la  piramide, ma  rimane  nel  me^p  vnprecipitiograde,il  quale  mette  fìauento  a  chi  lo  cofidera,  per  le 

airlfcalefivaah  detta  fianca. Circa  a  la  meta  di  quefia  piramide  e  vn'altra  entrata  ima  ferrata  di  fcrte,  che 

non  vi  fi  può  andare  ne  la  [ommita  di  quefia  vi  e  vnlel  piano  di  circa  otto  varchi  per  ogni  quadro, doue  fi  co* 

nntcc  quefto  edere  il  piano\che  fu fatto  nel  tempo  che  fu  finita  la  piiamide,e  che  non  era  acuta  :  la  quale  e  an* 

chora  tutto  integra,  eccetto  che  qualche  pietra  e  vfcita  alquanto  delfuo  luogo  » 

Vaco  difcofio  dj  la  piramide  e  vna  te(ia  di  pie* 

traviua  con  parte  del  bufto,tutta  d'unpe^o,  e 

folamer.te  la  faccia  fua  e  da.%.  varchi  :  la  qual 

fyura  e  di  brutto  ajpetto,e  dijficcevole  invifid, 

&  in  quefia  àfono  alcune  grotte  co  lettere  igit* 

tie}g  le  quali  fi  cóprende  che  fusero  fepolture 


LIBRO     TER2   0 


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C13C 


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E  Therme  D  iocletiane(comefi  e  detto)  fi  adoperavano  a  diuerfi  piaceri  ftàlici-,  efopra  tutto 

M^Per  %"' :  dove  «SW  di  bifogno  hauergran  caput  d'acque ,  le  quali  fi  conduceuano  di  lontano  per 

IbS  jj§^ jJ%  acquedotti,  e  poi  le  coferuciuana  in  alcune fue  conjerue  malto  grandi,  e  di  boniflima  capacitai  a 

^&z&éL.confema  de  le  T berme  Diocletianejlaua  nel  moda  qui  fotta  dimojirato,doue  erano  pilaftronì, 

fopra  de  i  quali  era  voltato  a  crociere, con  ifuoi  muri  intorno  lune  incroflati  di  bonijfima  materia,?  cofi  le  yofo 

te,  &r  ancho  ilpauimento  di  materia  di  tal  perpetuità  ;  che  anchora  e  in  cjfere  al  dt  d'homi  ♦  lagrojfe^a  dt  i 

pilafinper  ogni  lato  e  piedi  quattro,  fra  Vun  pUafiro  e  l'altro  è  piedi  dodici ,  e  s'intendono  piedi  antiqui  Ro  • 

marni  benché  le  Therme  fono  mijurate  a  palmi  j  quejìa  conferita  nondimeno  è  mifùrata  a  piedi  ♦  U  linea  qid 

fatto  e  meqp  piede  antico* 


E  fc    *,  B    A  N  T  I  Q.-V   I  T  A. 


'■  Vantunque  i  Greci  fujfero  i  frinii  mietitori  de  la  "buona  Architettura  come  rfé  tejìimonio  il  nofiro  f  recettore 
|  V  U  ruuio}et  ancho  dwerfi  autorijnondimeno  per  le  aran  guerre  }e  per  ejjer fiati  dominati  queipopofr  dapiupoten 
tati  e  nationifiono  cofi fogliati  quei  luoghijche  ne  la  \irecia  poche  cojefi  veggono fopra  terra,ma}per  quanto  mi 
__jè  refcnto  da  alcuni  }ajonoancboraiveJtuji  di  va' edificio  ,il  quale  per  quanto  fi  riprende  era  di  Cento  colonne^ 
Vaitejga  di  le  quali  ara  Unta,  che  anchora  a  nojiri  tempi  per  efierne  alcuna  in  piede,  vn  gagliardo  braccio  di  vn  huomo  no  ha 
fotuto  cacciare  tanto  yna  piatola  pietra }che  que'dafia giunta  a  lajommita  di  vna  colona  flagro  fi  e-^a  de  la  quale  due  huomini 
non  la  pofiono  cingere  co  i  bracci  loroxe perche  ai  vn'angolofi  vede  vnfodo  cinto  da  quattro  colonne }ma  pocojopra  terra}e  mot 
tu  ruinatofi  co  fiderà  chefufjerojcaleg  le  quali  fi  falifiejopra  qfio  edifiao,il  quale  fi  riprende  chejufje  vn  portico  Jopra  del  qua, 
le  fifacejjero  alcune  cerimonie  ^accio  meglio  fiderò  vedute  da  tutto  il  popolo  Ja  pianta  del  quale  edificio  e  quijo$o  hmofirata* 


. 


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J 


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LIBRO     T  E.  R  *  O 


XCV 


I  troua  in  Gierufalemme  in  vn  monte  dijafjo  affaifodo,incauato  per  artificio  di  mano  e  conferì 
rijvno  edificio  di  buona  grandezza,  nel  modo}che  qui  fitto  e  difcfinatox&  acàocbeperlagran* 
'i/e^tf  de  La  fianca  di  mezo  ella  non  haueffe  a  minare  -^li furono  laffati  quei  due  pilaftroni  ma$> 
t_^ì£~<(jion  nel  we^o,  e  quei  due  metani  da  le  bande.fr  i  due  minori  dinanq ,  i  quali  pilajìn  tendono 
vna  volta(come  ho  detto^fatta  perfora  di fcarpello  cofi goffamente*  ti  e  la  prima  entrata  àfono  quattro  ca* 
peliette.  ne  la  parte  di  me%p  cijono  diciotto  capcllctte  ♦  ne  V  altra  parte  più  interiore  àfono  due  capellette  }  & 
~yna  porti  cbiuja  :  La  qual  dinota  che  fi  andaua  più  inan-q,  e  quefle  capellette  erano  luocjkiydouefijepeUiuano  i 
Rt  U  Gieruaiemme,  per  quanto  mi  diffe  il  Vamarca  di  A  quileia,  il  quale  di  quejìa  cofia  mi  dette  notitiay 
£r  U  dijeano  dijua  mano  x  de  le  mifiire  non  teneua  memoria,  ma  la  minima  capeìletta  non  dee  effere  di  minor 
Ur^he^a,  che  la  lunghe^  di  vn  huomO)  e  di  qui  fi  può  comprendere  la^rande^a  di  tutto  V  edificio  .  le  ed* 
feuette  caliate  nel  monte  fono  nel  modo  dimoftrato  quijotto  ne  iafiaura*A*&'~  B  .e  quefto  lucyo  non  ha  luce 
alcuna,  ne  fi  comprendi  che  per  alcun  tempo  vifujse}per  ejjer  quejtofotto  v«  monte  di  buona  ^rande^* 


XCVJ 


L  1=     ANIIQ.VITA 


prarttnion/iti'Tiitw 

(km  fr  *trjJr  ftii 
i  /(piana  rpid'al?  <  tf*»* 

f/d  pf IH   Mf*  ("£WTÌipiTT  '' 

«JrTifij.fonaiJiroJ''' 
frtiifri:  A.-r-.C."** 

ima  M  fiumi  .min? 
tfpgiìéihati  fìiigP 

«rfj  feamflitó  #<*'■ 

3ìmma,ameUdexoi\ 
(jjim.  ''  few  (*"?  '  ' 
Va/f  Mi  htir-niirj  di 
awartmettiifa  »0" 
Tarami  dlvhdih  eir 

Anhitrltt.'Etauoi  fa' 
*mt*iri,r*iiftnf<>ri  4e 
U  ra|>  a-itìfhe ,  ul  pia* 
trT3  àìbavfrml per  1fÌ7t 
Ma  ■  Tf  psrUnio  la  ni 

Htìo  it  lì"  Mutatiti 
fmgitwltlmWt  ' 


JB  JL  O     TERZO 


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XCVII 


fla  «fi  immiti  f  ìndi 
I,  ■■   -71  •  0  rrn    im    wct  wnjTpMjrtwBw/ 


xcviri 


D  E     L  ^A^N  1  f  Q_  *V:J  T  X 


£r  ejjere  (come  ho  detto  qui  adietro)  lapidnta  de  le  Theme  Diocletiane  ridotta  in  cofifkcio 
..la  forma ,  mal  fi  pojìono  comprendere  le  cofe  a  membro  per  membro  :  epero  io  ho  voluto  di* 
Jmoftrarne  almeno  vna  parte  informa  vnpoco  magiare,  la  quale  e  avi  folto,  e  viene  ad  epere  la 
"jparte  di  me^o  come  dinota  la  Uttcra.fi  .e  coft  quella  linea }cbe  e  nel  mi$/t  cento  falmi)  onde 
U  diligente  Architetto  potrà  col  compaffo  trottar  audji  tutte  le  misure  * 


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LIBRO     TERZO 


Etiche  di  qflo  edificio(come  ho  dettofnonfe  ne  ve^afopra  terra  altro  che  alcune  Colone-,  e  che 
ancho  io  non  habbia  hauuto  mtfura  alcuna  particular  e ,  ne  veduto  con  allocchi  miei  tal  cofa  j 
nondimeno  ho  io  voluto  mettere  in  difegno  quejlo  edificio,  fé  non  come  eglijìaua  5  almeno  come 
$53  io  lo  intendo  :  isr  anchora  che  tal  cofa  nonfuffe  mai  fiata  in  quejlo  modo,  chi  la  faceffe  in  vna 
(apagna,  et  alquato  eleuata  dal  piano  di  terrario  crederla  che  tal  cofa  facejje  vnfupetbo  vedere,  e  maffxmamen'/ 
te  con  quei  quattro  oh  elijchi fu  gli  angoli,  la  grafferà  de  le  prime  coione  io  la  imagino  palmi  cinque  almeno,  e 
Ufua  altera :'da  panni  anquata  tre  con  le  baji,eticapitelli*i altera  de Varchitraueydelf regio, e  de  la  cornice 
può  efjere  da  diecipalmi  :  epche  le  bafi  de  le  coione Jeconde  nonfujjero  occupate  da  la  cornice, che  i  riguardane 
ti  da  bajìo  le  potejfero  vedere  ;  fùria  necejìario  vna  eleuatione  digradi  di  quella  altera ,  che  la  profrcttiua  lo 
comportajìe  ,  e  quefo fecondo  ordine ,  iofaria  diparere  ,  ch'ei  diminuife  dal  primo  la  quarta  parte,  fi  come  in 
fiu  luoghi  ho  trattato  nel  mio  libro  quarto  +  JE  quegli  che  non  accettammo  quefia  cofaper  vera  :  perche  io  non 
Vho  veduta ,  onde  per  vera  affermare  non  la  pofo;  la  pi  alino  per  vna  chimera,  e  per  vn  fogno  x  ma  bene  e  il 
vero  che  in  Grecia  fi  trouaua  vnportico  di  cento  colonne  &  alcuni  vogliono  dire }  che  le  colonne  del  portico 
del  Yantheonfuffeto  di  quelle  • 


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DE     LE     A  N  T  I  Q.  V  I  T  A 


N  Roma  fono  molti  archi  triomphali  antiqui ,  fra  i  quali  quefìo  prefente  edificio  e  folto  per 
vn^  arco  da  la  ma  uior  parte  del  vulgo  x  nondimeno  per  quanto  fi  ha  notitia  egli  era  vn  portico, 
!  come  vn  ridutto  di  mercanti,  eforfefufatto  da  vna  nationefola,  come  ancho  al  di  d'homi  ne  le 
!  città  grandi  i  mercanti  hanno  certi  luoghi  appartati,  quantunque  ei  nonfiano  diuifnQjuefto  por 
fico  era  nel  foro  boario, e  da  gliantiqui  era  chiamato  il  tempio  di  I  ano  :  il  quale  fu  mifurato  a  palmi  antiqui, 
&  ha  quattro  aperture  come  dimojlra  la  pianta  qui  [otto,  e  fra  iunpilaflro  e  l'altro  fono  palmi  ventidue.intor* 
no  quefio  portico  àfono  quarantaotto  nicchi,  nondimeno  ce  ne  fono  folamente  fedici  per  locare  ftatue, tutti  gli 
altri  fono  finti ,  cioè  poco  cauati  nel  muro  x  i  quai  nicchi  erano  ornati  di  coloneUe  di  iajfo  rilieuofer  quanto  ji 
comprende,  &  erano  di  ordine  Ionico,  ma  e  tuttó-ffogliato  di  tali  ornamenti* 


PIANTA  DEL  SEGVENTE 
EDIFICIO 


MBRO     TERZO 


CUI 


CHI 


DE     h  £    A  NTIrQ^V  I  T  A* 


^^Iri^i/«  ptT&di  corniciamenti  qui  [otto  dmojlrati  fono  gli  ornamenti  del  portico  qui  adietro* 
l^jipLi  La  haje.E<eÌafafaa.  D  furono  mifurate}come  ho  detto  qui  adietro}et  in  quejlaforma  dagran 


^di  a  piccioie  proportionalmente  trafyortateuna  le  altre  furono  dijeanate  col  traguardo  per  Valte\ 
^zgloro,  e 


(i  e  poca  dijferentia  da 

Vuna  e  l 'altra  di  altejg 

1  %ayetancho  dimébri*  i 

freni  erano  puluinatl  co 

me  ne  lafyura*  A*  fi 

può  comprendere,  la  qui 

JottofeQnata,C*c  qlìa 

fajcettache  corre jotto 

i primi  nicchi* 


-A 


Is'arcofeguente fi  e  nmctnu- 1  arco  di  Tito  s  lapianta  del  quale  è  quifotto,  &  e  mifurato  colpiede  antico*  la 
titudine  de  L'arco  e  piedi  qtcìqttà^e  minuti  dwjette.  laarojje-^a  de  le  colonne  f  piede  vno ,  e  minuti  ventijti 

t  me^p  *  Nota  che'l  fede  e  minuti  fejjanta  quattro  t  la  meta  del  quale  e  qui  Jotto* 

HjtnH   i  i  ||  ,-.-,-;   | ,  i  ]  ,  ,  |  |   |  |  i  i  ;   ii  |  m  i-l 

I 
llliiilill 


LIBRO     TERZO 


CV 


ì  0  ietto  qui  achetro  de  le  latitudini^  de  le  ampere  >  hora  trattato  de  le  altere ,  e  frimai  Val 
\ce^a  de  la  luce  de  Varco  'e  dupla  a  la  larche^ja  *  la  baje  del  piedeflaio  e  minuti  quattro  meno 
1  di  due  pedi  ♦  la.  cornice  d' ejfo  piedeflaio  e  alta  minuti  trcntaanque  .  Vaitela  de  la  bafe  de  la 
•coIona  col  %pcco}che  \i  e  fittole  circa  vn  piedr:  e  tutti  quefti  membri }  et  ancho  il  capitello  de  la 
cotona  ben pportionati  di  mijurejbno  nel  principio  de  l'ordine  C  ópof.to  nel  mio  quarto  libro*  il  netto  deipie* 
deftalo  e  piedi  quattro  e  tne^o  ♦  l'altezza  de  la  colonna jcn^a  la  baje  e  7  capitello  e  piedi+xvije  minuti. xiij* 
Vaitela  del  capitello  e  piede  vno,  e  minuti  ventisette  ,  Vaitela  de  Varchitraue  è  piede  vno,  e  minuti  dia* 
noue  *  Vaitela  delfreaio  e  piede  vno,  e  minuti  dicijette  .  Vaitela  de  la  cornice  e  piedi  due  e  minuti  [et  ♦  il 
"bajamento  de  l'epitaffio  e  quanto  il  fretto  *  l'attera  i  ejfo  epitoffo  è  piedi  noue.eminuti  dodici-  lafua  iatitu 
dine  e  piedi  venti  tre  :  i  quai  membri jaranno più  iiftujamente  dtjeanati,  e  descritti  ne  le  carte feguenti* 


SENATVS 
POPVLVS  Q_V£  ROMANVS* 
DIVO   TITO   DIVI   VESPAI 
SIANI»    F-    VESPASIANO 
AVGVSTO* 


Sotto  ptfl'arca  ci  fono*xv*quddri  molto  ornati^  tiej  mt^  e  v»  magi»  quatto  con  va  GtoNe/btyftfe 


CVI  D  E     L  E     ANTIQ^VTTA 


i  A  riaprati  tedio,  e  confusone  al  fcrittore,  &  ancho  al  lettore,  fé  io  voleJJ)  narrare  a  membro  per 
^Ó<^\H^  membro  tutte  le  farti  de  i  corniaamenti ,  fi  come  ealino  fono  fiati  mifurati  minutamente ,  i  quai 
^jUMmembrifono  mijurati  a  piedi,&  a  minuti,  &  a  rotti  di  minuti  *  Ma  ben  mi  fono  affaticato  con 
sffUP  ogni  diligenza  di  trasportare  talmente  tutti  i  membri  dagrandi  in  quefiaforma  ;  che'l  prudente 
lettore  con  il  compaffo  in  mano  potrà  trouargli  lefue  proportioni  x  bene  e  il  vero  che gliornaméti  de  la  maggior 
parte  de  diarchi  di  ììLomafi  allontanano  molto  da  ifcritti  di  Vitruuio.  e  quefio  penfo  io  procedere  che  detti  ar 
chi  fono  fatti  difipoglie  d'altri  edifici,  &  ancho  forfè  cheghArchitettifuronolicentiofi,  non  hauendo  molto  ri'/ 
fletto  a  le  offeruantie,  per  effer  cofe  per  vfo  di  triomphi,e  forfè  fatti  conprefie%$a.Laparte  qui  a  canto fegnat 
ta*  A  *  eccome  ho  detto)la  bafe  de  Vepitaphio  ♦  la  parte J canata  *B.e  l'ultima  cornice,  ilfregio,e  l'architra* 
uè  x  la  qual  cornice  per  mio  parere  e  Ikentioja  per  più  cagioni, prima  è  di  troppo  altera  a  laproportion  del'ar 
chitraue  *  oltra  di  quefio  ci  e  troppo  numero  di  membri ,  e  maffimamente  i  modiglioni  ;  &  i  denticoli  che  in 
\na  ifiejfa  cornice  fono  reprobati  da  Vitruuio  x  nondimeno  e  molto  ben  lauorata,  e  maffvnamente  la  feima  di 
fopra  *  Et  hauendo  io  a  fare  vnafimile  corntee  offeruaria  quefi 'ordine ,  iofaria  lafcima  minore,  e  la  corona 
maggiore,  1  modiglioni  come  jianno ,  non  afaria  il  denticolo  intagliato,  ma  il  cimatwfi  bene  *  V architraue  di 
quefia  ajìai  mi  piace  ♦  i  due  membri fegnati+C  *rapprefentano  lafaccia,  &  ilprofilo  de  la  menfola fopra  Varco* 
i  membri fegnati.  E *vno  dinota  Vimpofia  de  Varco, e  l'altro  e  per  lafafcia,che  corre  da  Vuna  a  V altra  colonna* 
l'mpojìa  de  Varco  fegnata*  E.e  veramente  ricca  di  membri,an%i  e  tanto  ricca,chefi  confondeno  Vun  per  Val 
tro  x  e  fé  i  msmbrifujsero  cofi  compartiti  che  vn  membro fujfej colpito  de  intagli,  e  Valtro  netto  ;  io  più  la  lo* 
darei  x'à'in  quefio  fu  molto  giuditiofo  V  Architetto  che  rifiaurb  il  Pantheon,  perche  ne  ifuoi  ornamenti  non 
ci  fi  vede  tal  confufione  ♦  le  opere  fiotto  quefi.' arco  fono  molto  ben  lauorate  e  ben  compartite  ,  le  quali  non  fi 
confondono ,  &r  è  bel  compartimento,  e  ricco  di  opere*  Vana  forfè  a  quegli, eh  e  fono  elrij  de  le  cofe  antiche  di 
R  orna;  eh' io  fia  troppo  ardito  nel  volerle  Giudicare  effendo  fatte  da  gli  antiqui  Romani  tanto  intendenti  x 
ma  in  quefio  cafo  piglino  le  mie  parole  in  buona  parte,  percioche  tutto  il  mio  fludio  è  d'infegnare  a  quegli,  che 
nonfanno,e  che  fi  degneranno  di  afcoltare  quel  ch'io  dico  x  imperoche  altro  e  imitare  le  cofe  antiche  ficome  elle 
jianno  apunto,  £r  altro  efaperfare  elettione  del  bello  con  le  autorità  di  Vitruuio,  e  rifiutare  il  brutto,  e  mah 
intefo  »  E  certo  che  la  più  bella  parte  de  VA  rchitetto  e  ch'egli  non  s'inganni  digiudicio  come  molti fanno  }che 
ojìinati  ne  la  loro  oppinione fanno  le  cofe  come  le  hanno  vedute  in  R  orna,  e  dicono gliantiqui  V  hanno jatte ,  e 
con  quefio  fi  copreno,fen%a  rendere  altra  ragione  de  le  cofe  x  £r  alcuni  dicono  che  Vitruuio  no  fu  che  vn'hua 
mo,  e  che  ancho  lorofono  huomini  atti  a  trouare  nuoue  inuentioni,  non  hauendo  riguardo  che  V  itruuio  cenfef 
fa  hauere  imparato  da  molti  huomini  intendenti^  alfuo  tempo)  e  per  lo  adietro  ledendo,  e  veiendp  le  ope* 
re  d'altrui* 


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LIBRO      TERZO 


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|  UfmwziodiatfpretmeteaatìlntS        gg^%^J^^^  ^OStK^ 

]  portabile,  ne jmilcojeji  debbono  mai 'fare.  > 

ARTE   INTERIORE    CHE 
DSTIENE    JL  CtELO  v 


L_M Hit,   JW  >    «M  .  -jLEU-J  gM  -  JB^-,-B!a-.-BW-..  BHL  .«»■  -  m SU  j_   Li :' 


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DE     LE     A  N  TI  Q„   VITA 


1  Otto  Campidoglio  e  vn'arco  triompbale,  e  per  la  infcrittioneftpuo  comprendere  che fuffe fatto 
il  tempo  di  L  ucio  Settimio  seuero ,  e  fitto  il  fio  nome  ♦  E  per  quanto  fi  vede  e  fatto  di  fpoglie 
d'altri  edifici,  &  e  molto  ornato  di  bonijfimej 'colture,  e  riccamente  lauorato  cofi  ne  i fianchi,  co 
me  dauanti,  e  di  dietro  *  Quefiofu  mifurato  col  palmo  Romano  di  dodici  dita,  &  ogni  dito  e 
quattro  minuti  ,  che  viene  ad  effere  minuti. xlviij*  la  latitudine  de  l'arco  di  me^o  e  pimi  ventidue }  e  minuti 
quindici  e  me^p  *  la  latitudine  demarchi  da  le  bande  e  palmi  noue,  e  minuti  trenta  *  la  groffeyga  de  Varco 
per  fianco  e  palmi  ventitre  ,e  minuti  venticinque  .  leporticelie  dentro  da  Varco  fono  in  latitudine  palmi  fette,  t 
minuti  trenta  *  laaroffe-^a  de  i  pilajìri  con  le  colonne  e  palmi  otto,  e  fette  minuti  *  lagrofie^a  de  le  colonne 
e  palmi  due,  e  trenta  minuti,  la^roffe^a  de  le  colonne  piane  e  venfotto  minuti  *  Quefio  arco  al  preferite  e 
fepoltofinfopra  ipiedejlali ,  ma  fu  canato  vnct  parte  per  mifurarlo  t  ne  pero  fi  potè  mifurare  la  bafe  del  piede* 
jlalo,  per  efiere fepolta fra  molte  mine  difficili  da  mouerle  ♦ 


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PIANTA   DE  L'ARCO  DI  SETTIMIO 


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LIBRO     TERZO 


CXf 


Vi  adietro  ho  narrato  tutte  le  mifure  di  queji'arco  quanto  a  la  pianta,  cioè  le  larghete ,  e  le 
Atojje^e  t  bora  tratterò  de  le  attere  ♦  Vaitela  de  l'arco  dì  me^o  è  palmi  quaranta  cinque  e 
minuti  tre  ♦  Vaitela  de  aliarcbi  da  le  bande  e  palmi  ventìcinque .  l'altera  de  i  piedeftali  e 
arca  palmi  dieci  ♦  la^rojje^a  de  le  colonne(come  ho  detto)è  palmi  due ,  e  minuti  trentauno , 
dot  da  baffo  :  ma  difopra  e  palmi  due ,  e  Jedui  minuti,  e  lafua  altera  e  palmi  ventitre,  e  minuti  venticw* 
que  «  Vaitela  de  Varchitraue  è  palmo  vno,  e  minuti  trenta  +  ['alte-^a  delfreaio  e  palmo  vno,  e  tre  minuti* 
Vaitela  de  la  cornice  e  palmi  due,  e  minuti  quattordici  ♦  Vaitela  del  zpcco ,  doue  e  la  croce,  è  minuti  veti 
tinoue  ♦  la  bajeì  che  vi  ìfopra,  e  me^o  palmo  ♦  la  cornice  vltima  è  palmo  vno,  e  minuti  due  ♦  i  membri  parti'/ 
cularijaranno  ne  lafeauente  carta  più  chiaramente  narrati,  &  ancho  in  maviorforma,e  più  proportionati* 


IMP.  CAÌS*  LVCIO    SF.PTIMIO*   M*  FIL*  SEVERO.  PIO*  PERTINACI  AVG» 
PATRI   PATRIA   PARTHICO   ARABICO;  ET   PARTHICO    ADIARENICO 
POMTIF*  MAX*   TRIBVNIO   POTEST*  XI*   IMP.   XI*   COS*   III*   PRO 
COS*  ET   IMP*   CAS»   M*  AVRELIO*    L.   FIL*  ANTONINO*   AVG* 
PIO   FELICI   TRIBVNIC*   POTEST*   VI*   COS.   PROCOS*   P.P. 

OPTIMIS,  FORTISSIMISQ_VE   PRINCIPIBVS 
OB    REMPVBLICAM   RESTITVTAM  IMPERIVMQ_.   POPVLI    ROMANI   PRO* 
PAGATVM  INSIGNIBVS   VIRTVTIBVS    EORVM   DOMI    FORlSQ_*    S*  P*  Q_*  R. 

JfWII  F%1 


C VII DE     L  E     A  N  tTq,.V  I  T  A  j 

i  ^t^JS  O  fnztfdto  Me  Za  carta p affata  tutte  le  altere,  e  larghete  de  Vitreo  triomphate  di  Lucio  Setti', 
w  IfjNsl'j  Tj,  mio  3  bora  tratterò  de  i  membri  particulari*Come  ho  detto  qui  adietro  non  ci  e  mifura  de  la  ba* 


membri particulari -Come  ho  detto  qui  adietro  non  ci  e  mifi 

— ^f  g|e  del  piedejìalo,  ma  fi  può  comprendere  eh' ella  fa  quanto  la  cornice  d'ejjopiedcfìalo  :  Vaitela. 

^5mÌ8ìS& '•-'  del  quale  è  da  palmi  dieci  *  lafua  cornice  difopra  e  palmo  vno,  e  co fi  può  effere  lafua  bafe ,  li, 

forma  de  i  quai  membri  e  nel  me^o  qui  auanti  ne  la  parte  più  baffafegnati  *  G  ♦  la  bafe  de  la  colonna  e  li  pref* 

fofegnata .  F .  la  quai  bafe  ha  vn  ^occo fiotto ,  oltra  ilfuo  plintho  x  e  quefìo  può  ejfer  auenuto,  chef  or je  non  pò 

tendo  le  colonne  fupplire  a  quella  altera  che  era  bifogno  ;  lo  A  rchitetto  per  aitarle,  ali  pofe  quel  qocco  fiotto*, 

io  non  vi  hopojto  il  capitello,  perche  vnfimilefi  trouera  nel  principio  de  l'ordine  Qompofito  nel  mio  quarto 

libro  3  percioche  quefìo  arco  e  di  opera  C  ompofta  *  l'altera  de  Varehitnue  e  palmo  vno}  e  minuti  trenta* 

Vaitela  del  fregio  e  palmo  vno,  e  minuti  tre  x  il  quai  fregio  e  di  poca  altera,  effendo,  come  eglie  ,pìeno  di 

feolturex  percioche  fecondo  V autorità  di  Vitruuio  deuria  effere  la  quarta  parte  più  alto  de  V  architrave  ,&  è  mi 

nore  *  Vaitela  de  la  cornice  è  palmi  due,  e  minuti  quattordici ,  la  quale  e  veramente  troppo  alta  a  lapropor 

tione  deglialtri  membri,  e  rapprefenta  anchor  mauioreper  hauer  più  prolettura  de  lafua  altera,  e  quefìo  ne 

fa  credere  che'l  detto  arcofnifatto  di  diuerfe  fipoglie  perla  difcrepantia  de  i  membri  «  laforma  di  quefìo  archi* 

traue,e  cornice  è  qui  auanù  fegnata*  B  .Vaitela  de  la  bafefopra  effa  cornice  e  me%p palmo*  Vaitela  de  Vul 

tima  cornice  e  vn  palmo,  e  due  minuti,  &  ha  co  fi  gran  fp  orto,  &  io  in  tal  luogo  non  lo  biafmo,  an^i  io  lo  lo* 

io,  e  dico  ejìer fatta  con  giudicw  grade  x  percioche  la  gran  proietturafa  parer  la  cornice  affai  mauiore,  per  effer 

guardata  di  fotta  mju .}  e  per  efferuipoca  quantità  di  materia  viene  a  dar  minor grauetga  a  V  edificio,  e  di  qui 

fipuo  fare  lo  Architetto  giuiitiofo,  che  fé  tal  volta  aliaccaderafare  vna  cornice  in  qualche  altera  ,  e  che  non 

vogliagrauare  Vedificio,o  ch'ei  non  habbiaforfe  tanta  aroffe^a  di  pietra,  qua to  ali f aria  bifoano 3  fi  potrà  aitare 

con  dargli  gran  fporto,e  quefia  cornice  e  qui  a  canto  fegnata*  A  ♦  Lacornice,  che  fofiien  l'arco  ma$iore,e  fé* 

I  gnata.C .  la  proiettura  de  la  quale  io  per  me  non  la  lodo  in  tal  luogo,  an^i  in  final  fumetto  io  gli  daria  manco 

i  fporto  delfico  quadrato,  accio  che'l  fporto  non  mi  rubbaffe  la  veduta  de  l'arco  *  L 'opera fé  anata*  D  *viene  ai 

y  effere  quella  fafeia  ,  che  corre  da  colonna  a  colonna fopra  i  due  archi  piccioli ,  e  quefia  e  compaana  de  la  corni* 

ce*  C  ♦  L  a  cornice fegnata*  E  -  e  quella,  chefofìienegli  archi  piccioli  x  la  quai  cornice  ha  de  la  f cima  ,  cioè  del 

mo-^p,  e  quefia  io  non  farei  cofì  in  opera  x  perche  tutte  quelle  cornici,  la  corona  de  le  quali  non  ha  lafua  con* 

ueniente  prolettura  5  hanno  fempre  difgratia grande,  e  la  più  bella  parte  di  vna  cornice  fi  e  che  la  corona  fia  di 

1  "buona  altera,  £r  ancho  di  buona  proiettura  x  onde  per  general  regola  le  corone,  che  faranno  di  martore  alte^ 

%a  che  lafua  fama,  cioè  la  gola  diritta,  &  ancho  haueranno  tanto  di  fporto  almeno ,  quanto  e  lafua  altera  y 

faranno  fempre  lodate  dagl'intendenti  x  e  quefìo  ho  voluto  mettere  in  confideratione  per  auertir  quegli ,  che  ii 

tal  cofe  non  hanno  coanitione* 


CXIIII  DE     LE    ANTIQ.VI  T  A» 

ÌEI  reame  di  Napoli}cioefra  TLoma  e  ~N  apolidi  fono  di  molte  antiquitaipercìoche  i  Roma', 
ini  antiqui  fi  dilettarono  molto  di  quei  luoghi  *  Ma  per  efier  quefVarco  cofa  aj?ai  nota,  £r  ancho 
ìintegro  &  in  veduta  grande  ;  micparfo  di  metterlo  nel  numero  deglialtri  archi  fatti  daiKo> 
mani*  Quejio  prefente  arco  e  a  ti  eneuento  di  qua  da  N  apoli,  e  fu  mifurato  con  vn  braccio  mo 
derno,  la  ter^a  parte  delqualefard  notato  quifotto*L  a  figura  qui  baffo  t  lapianta  delfopra  nominato  arco,iU 
quale  per  cui  f uff  e  fatto;  la  infcrittione  lo  dinotala  qualfara  quifotto*ha  latitudine  de  Varco  e  braccia  otto* 
lagrojfe^a  de  le  colonne  e  braccio  vno  *  la  pilafirata  de  Varco  e  altrettanto» fra  Vuna  e  V altra  colonna  e  brac 
eia  tre  *  Vaitela  de  Vapertura  de  Varco  e  quafi  duplicata  a  lafua  larghe^  *  Vaitela  de  la  bafe  delpiede? 
jialo  col  %occo  è  braccio  vno,  &r  oncie  dieci  e  minuti fiei  *  il  netto  del  piedefialo  e  braccia  due  ,  onde  dieci  e 
minutifei  *  Vaitela  de  lafua  cornice  e  oncie  noue  »  Valte%$i  de  la  bafe  de  la  colonna  e  oncie  fette*  Vaitela 
de  la  colonna,  cioefen^a  la  bafe  eH  capitello  e  braccia  noue,  &  oncie  quattro ,e  lafuagrojie^a  da  baffo  e  vn 
traccio ,  &  e  minuita  difopra  la fefta  parte  *  Vaitela  del  capitello  e  braccio  vno ,  èr  oncie  cinque  e  me^a* 
Vaitela  de  Varchitraue  e  oncie  quindici  *  Vaitela  del  fregio  è  oncie  dicifette  *  Vaitela  de  la  cornice  è  vn 
"braccio }  e  tre  oncie  e  me%a  ♦  il  Tgccofopra  effa  cornice  è  oncu  dianone  ,&  vn  quarto  *  la  bafefopra  effo  e  ont 
eie  vndici  ♦  Vaitela  de  Vepitajfo  e  braccia  quattro,  &  oncie  due  *  Vaitela  de  Vultima  cornice  e  vn  brac» 
do ,  e  tre  minuti  *  Vaitela  de  Vimpojia  de  Varco  e  me%o  braccio*  / 


\\  buccio ,  con  che  fu  mifurato  quefVarco,  e  partito  in  dodici  oncie  }&  ogni  oncia  è  cinque  minuti }  che  fono 
oncie  dodici,  e  minuti feffanta}  e  quejio  e  la  ter^a  parte  del  braccio* 


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-J- 


DE     L  E     A  NT  IQ.VLTA 

Li  ornamenti  de  Varco  di  B  eneuento ,  il  quale  ho  dimostrato  ne  la  catta,  qui  adietro }  faranno 
jhi  auanti  dimofìrati  proportionatamente  come  fono  t  proprij  ♦  la  baje  del  piedejlalo ,  &  ancho 
tafua  cornice  è  qui  alianti fi 'anata .  F '♦  e  quefii  due  membri  fono  veramente  di  buona  maniera^ 
e  beili  membri  di  corniciamenti  *  la  bafe  d'ejfo  piedejlalo  con  ilfuo  %pccofotto  e  alta  braccio 
vnotonae  dieci,  efei  minuti .  la  cornice  d'ejjopiedeftalo  e  in  altera  oncienoue  ♦  la  bafe  de  la  colonna  t  om 
ciejettein  altezza,  &e  opera  Corinthiapura,  e  molto  benprpportionata  a  la  colonna,  £r  e  qui  auantifegna* 
ta.E.il  capitello  non  l'ho  pojlo  t  percioche(come  io  diffi  qui  adietro^vnfimilefi  trouera  nel  principio  de  Vor 
dine  Coìnpoftto  nel  mio  quarto  libro  ,  perche  quefl'arco  è  di  opera  C ompofitad'architraue,  ilfregio,  e  la  cor 
n:ct  \  che  vanno  [opra  la  colonna  fono  qui  auanti  legnati.  C  *ì  quai  membri  fono  molto  ben  proportionati  al  ri* 
manente  de  l'edificio  j  e  benché  la  cornice  fa  alquanto  più  alta  de  lordine  dato  da  Vitruuio  3  nondimeno  ella 
e  ben  proportionata  di  membri,  ne  vi  e  quel  vitio,  che  e  in  molte  altre  cornici,  le  quali  hanno  i  modiglioni  &• 
i  denticolt,  cofofomealtrevoltehodetto^moltovitiofa*  Maqucfio  Architetto  fu  molto  prudente ,  chean* 
chora  che  in  detta  cornice  vi  metteffe  la  forma  del  dcnticolo,  non  volle  pero  intagliare  i  detti  denticoliperfugjir 
tal  vitio  ♦  quejìa  medefima  confderatione  hebbe  V  Architetto,  che  nftauro  il  Pantheon  ,  ne  la  cornice  frim* 
fopra  le  capelle  intorno  al  tempio  ne  la  parte  interiore  :  e  pero  fa  auertito  V  A  rchitetto  a  fu$ire  tal  vitio,  ne  fi 
voctlia  fondare Jopra  le  co/e  de  1  licentiofi  Architetti,  &  ifcufarfi,  dicendo, gliantichi  Vhanno fatto ,  io  ancora- 
lo pofiofare.  E  benché  alcuni  dicono  che  hauendo  tanti  e  diuerfi  Architetti ,  &  inpiuparti  del  mondo ,  non 
che  d' Italia  fatto  le  cornici  con  i  modiglioni,  e  con  1  denticoli  intagliati,  tal  vfofi  e  conuerfo  in  confuetudine 
€  Le$e  5  nondimeno  non  Vofferuarei  ne  le  mie  cofe,  ne  ancho  confi  aliarci  altri  che  Vofferuaffe  *  Il  %pcco  de  U 
"baje  de  l'epitaffio  fopra  la  cornice  fegnato .  B  .£  alto  onde  dianone  e  me^a  ♦  l'altera  de  la  bafe  e  oncxe  vni 
dici  .  l'altera  de  l'epitaffio  e  quittro  braccia  &  onde  due  *  l'altera  de  lafua  cornice  e  braccio  vno  &  ont 
(tetre*  la  bafe  dijottotorna  bene  con  fi  poca  proiettila  per  la  veduta  da  baffo  ♦  mala  cornice,  de  la  quale  io 
farlo,  e  di  troppo  altera  a  laproportion  de  l'epitaffio  :  e  s'eìlafujk  di  minore  altera ,  e  che  la  corona  fufft 
magiare  e  dipxufporto  ;  io  crederiache  tornaffe  meglio ,  trio  la  lodar  ei  ancho  più ,  che  non  cifuffero  tanti 
intagli,  ma  che  i  membrifufiero  cofi  compartiti,  vnofchietto,  e  l'altro  intagliato .  Ma  fono  molti  Architetti^ 
e  maffimamente  al  di  d'homi,  che  per  piacere  al  vulgo  ,  e  per  adornare  lefue  male  intefe  architetturei  et  met't 
tono  molti  intagli  di  maniera,  che  tal  volta  con  quefli  intagli  confondono  l'architettura,  e  le  tolgono  la  bellezf 
%a  de  la  forma  te  fé  mai  per  alcun  tempo  le  cofefode  e  femplicifurano  in  iflima  appreffo  i  giuditiofi  5  elle,  fono 
nel f ecolo prefente  ♦  L a figura fegnata. D ♦  rapprefenta  l'impojìa  deVarco,  6r  e  bene  intefaperfimilmembrox 
la  qual  cornice  fi  conuerte  poi  in  vnafafcia,  la  qual  corre  intorno  l'arco,  fi  come  fi  vede  ne  la  dtmoflrationfuat 
&  è  me^o  braccio  in  altera  :  £r  anchora  che  quefia  impojla  de  Varco  non  dimoflri  intagli  j  ella  e  pero  intii 
flliata,  e  degl'intagli  mi  dimenticai  nel  difegnare  ♦ 


L   I   B_R    O      TER  «J© 

1  "'i  i  >  J 


CXVII 


2ET 


bevili 


P  B     LB    A  NT  IQ.VITA» 


M 


Pfrejfjó  Vamphitheatro  di  Roma  detto  dal  vulgo  il  Cotifeo  t  vn  beUiffmo  tuo  mólto  ricca 
dì  ornamenti,  e  dijìatue,  e  d'hijlorie  diuerfe,  e  fu  dedicato  a  Conjlantino  ,  evulsamente  fi 
chiama  l'arco  di  Trafu  Qtteftù  bell'arco  anchora  che  al  prefente  fiafepolto  ingrati  parte  per  le 
mine,  £r  accrefeimento  di  terreno  5  nientedimanco  egli  e  digrade  altera ,&  ifuoi  tranfiti  tra* 
zaffano  l'altera  di  due  quadri,  e  majfimamente  quei  darle  bandcQjiefl'arcofcome  ho  dettole  bellijfimo  a 
l'occhio,  e  molto  ricco  di  ornamenti  e  d'intagli  :  "bene  è  il  vero  che  li  corniciame nti  wnfono  di  molto  bella  ma 
niera.  quantunque  fiano  ricchi  d'intagli,  de  i  quali  tratterò  poi  ne  la  Jeguente  carta*¥u  mifurato  col  palmo  am 
tuo  R  ornano,  cioè  a  palmo  £r  a  minuti  :  la  pianta  del  quale  e  qui  fotto  dtmofirata  *  la  latitudine  de  Varco 
m  tyióre  e  palmi  ventidue, e  minuti  ♦  xxuij.  la  latitudine  di  vn'arco  minore  e  palmi  vndici, e  minuti  vndici  e 
me^o  .  lagroffe^a  de  i  pilajiri  e  palmi  notte,  e  minuti  quattro  .  la  gì 'offesa  demarco  per  fianco  e  palmi  ven* 
tldue,  e  me-%0  :  che  viene  a  effere  preffo  di  vn  quadrato  perfetto  la  parte  interiore  de  Varco  ♦  lagrojfe^a  de  i 
fiedejlali  e  palmi  tre,  e  minuti  ventinoue  «  lagrojìe^a  de  le  colonne  e  palmi  due,  e  minuti  ventifei  :  le  qual 
colonne  fono  candiate  da  alto  a  baffo,  e  fono  di  tutto il fuo  tondo  conlefue  contra  colonne* 


-• 


PIANTA    DE   L'ARCO   DI  CONSTANTINO 


LIBRO     TERZO 


CXIX 


Irci  U  latitudini ,  eie  groffe^e  di  queff  arco  ho  detto  ilhifogno  ,hora  tratterò  delefueaU 
te%%}  e  prima  :  la  bafe  del  piedejtalo  col  -zgcco  è  di  altera  palmo  vno ,  e  minuti  trenta  *  t 'alte^ 
^a  del  netto  del  piedejìalo  e  palmùvij. e  minuti  cinque  d'altera  delafua  cornice  è  minutuxlij* 
l'altera  del  ^pccofotto  la  hafe  de  la  colonna  e  mwutuxxxij*  Vaitela  de  la  baje  e  minuti.lx» 
Vaitela  de  la  colonna  fen^a  la  bafe  eH  capitello  e  palmuxx\i*e  minuti. xxv*V altera  del  capitello  è  palmi 
due,e  minutnxxxv*&  è  C  opofito  d'altera  de  l'architraue  e  palmo  vno}e  minuti  vndici,ma  il  fregio  e  affai 
tnancofé  e  intagliato. Vaitela  de  la  cornice  e  palmo  vno,  e  minuti  ventuno  *  l'alte-^  del  zpccofotto  Pah 
tro  ordine  difopra  e  palmi  tre,e  minuti  noue.dd  detto  %pcco  a  lafommitk  de  la  cornice  Superiore  e  piedi  dodi 
ci  i  ma  l'altera  d'ejja  cornice  e  minuti  .xxxiij.i  piedejìalifopra  effa  cornice  nonfurono  m\furati,fopra  i  quali 
erano  jiatue,  &  anchojopra  la  cornice  fegnata*  J3  .erano  jlatue  apponiate  a  i  quattro  pilafiri,  le  quali  rappre't 
Jentauano  i  prigioni  de  i  quali  fi  tnomphaua  ♦  le  lettere }  che  fono qui  fitto,  fono  fopra  Varco  nel  luogo  Jegnato 
A  ♦  oltra  molte  altre,  che  ne  fono  m  diuerfi  luoghi  de  Varco* 

IMP*  CJES*  FL*  CONSTANTINO  MAX*  P*  F*  AVGVSTCU  S.  P*  Q_*  *♦ 
Q.VOD  INSTINCTV  DIVJNITàTIS  MENTIS  MAGNITUDINE  CVM  EXER* 
CITV  SVO  TAM  TE  TYRANNO  ,  Q_VAM  DE  OMNI  EIVS  FACTIONE 
VNO  TEMPORE  IVSTIS  KEMPVBLICAM  VLTVS  EST  ARMIS  ARCVM 
TRIVMPHIS   INSIGNEM   DIGAV1T  ♦ 


Q.  a 


CXX  P  E     t  g    A  N  T  I  Q_  V  I  T  A 


E  leproportioni,emifure  de  Varco  di  Conjlantino  ho  trattato  qui  adietro  x  bora  io  tratterò  de  i 
:orniciamenti  particulari ,e  de  lefue  mifure  ♦  la  bafefeanata.  F  ■  e  delpiedejialo  del  detto  arco  i 
Valte-^a  de  la  quale  e  palmo  vno.,  e  minuti  trenta  *  l'altera  del  -$oco  [otto  ejfa  bctje  e  minuti 
vent'otta,  il  rimanente  e  per  li  fuoi  membri  partito  proportionalmente  come  la  propria. Vaitela 
de  la  cornice  del  piedejìalo}  che  e  fotto  la  bafefeanata^*  è  minuti  quarantadue  cofi  proportionata  .  il  %pcco 
Jbtto  la  baje  de  la  colonna,  il  quale  mipenfo  che  accidentalmente  vifufe  polio  per  esaltare  le  colonne,  e  in  al* 
teyga  minuti  trentadue  .  tutta  l'altera  de  labafe  e  minuti  cinquantatre.  de  Vaitela  de  la  colonna  fi  e  detto 
qui  adietro  ,  e  fimilmente  del  capitello  x  la  forma  dd  quale  non  e  qui ,  per  efjerne  difvmili  nel  quarto  libro 
ne  l'ordine  Compofto  *  de  Vaitela  de  Varcbitraue  ,  del  fregio  ,  e  de  la  cornice  fi  e  detto  qui  adietro  x  eia 
cornice  e  molto  modefla,  ne  vie  quella  licentia,  che  e  in  alcun"  altra  in  quejlo  arco,  come  è  Vimpofla  de  Varco 
di  me-^ofeanaia.C  da  quale  impofta  viene  a  ejfere  ma&iore,  e  di  più  membri  de  lafuperiore,  eprincipal  corni 
ce  tip"  e  tutta  confufa  di  membri,  e  maffxmamente  di  membri  incomportabili,  cioè  denticoli,  e  modiglioni  Vun 
jopra  Vaino,  che  quantunque  non  cifujfero  i  denticoli  5  non  fi  conuienepero  tal  cornice  a  leuarfu  vn'arco  x  & 
in  quefojupiu  auedutoV Architetto  del  theatro  di  Marcello,le  impofte  de  diarchi  del  qual  theatrofono  lepiit 
"bette  e  medio  intefe  che  mai  io  habbia  viflo,  e  da  le  quali  fi  può  imparare  come  fi  debbonfare  fimil  cofe,  L 'ime 
pojla  demarchi  minori  fegnata.D  -e  di  altera  palmo  vno,  e  minuti  ventitre, e  me^px  la  quale  impojla  jlat 
ria  molto  meglio,  fé  quei  due  piani, che  fono  fra1 1  tondino  difopra,eVuouolo  di  fotto  jfujjero  cÓUerfi  in  vnpiat 
nofolo,  ilqurìeferuiriaperpìintbo,  0  per  corona  hauendo  lafua  debitaproiettura  *  la  bafe  fotto  il  fecondo  ordì 
tiefegnata.A  *e  di  altera  mmutifedici  .  Vaitela  de  Vultima  cornice  e  minuti  quaranta  tre  x  la  quale  altt^t 
%afaria  poca  a  tanta  diflantia,fe  lafua  prolettura  gagliarda  non  Vaitaffe  x  per  cloche  efendo  attardata  di  fotto 
in  fu  ;  rapprefenta  affai  martore,  e  pero  in  tal  cafo  io  lodo  molto  quefta  cornice  x  e  veramente  tutte  quelle  con 
nici,  la  corona  de  le  quali  ha  maggior proiettura  delfuo  quadro  5  rifpondonofempre  medio,  ef\  poffon  fare  di 
minor  grojfe^a  di  pietre,  egli  edifici  patifeon  manco  pefo  *  nondimeno  non  fi  deon  fare  di  troppo  licenttofa 
froiettura.Ma  di  ciò  le^afi  Vitmuio  ne  le  corone  lonice}  e  ne  le  D  orice}  che  egli  ne  ijiruifce  chiaramente* 


DE     LE     ANTIQ.VITA  

Vorì  di  Ancona  fopra  ti  porto  e  vn  haccio  di  vnamole,  che  fi  difiende  luonpeigpnetmarei 
la  quale  non fu fatta fenfaaranfpefa  per  conferuare  i  nauilij  del  mare  di  L  euant  e  ♦  nei  fine  di  ejfa 
^^^Afopra  V acqua fx  troua  m'arco  tnomphale  tutto  di  marmo,  &t  di  opera  Corinthia  pura ,  ne  vi 
éméllfono  intagli  eccetto  che  i  capitelli, molto  bene  intefix  e  veramente  quefio  edificio  e  di  tanta  venm 
fu, e  comfpondentia,  e  fono  tanto  bene  accordati  i  méhrx  con  tutto  il  corpo;  che  a  chi  non  intende  l'arte  code 
almeno  de  lafua  belle^a,  e  quei  che  l'intendono ,  nonfolamente  vedendo  tanta  concordanza  rimangono  fiat 
tiffatti  ;  ma  rendono  aratia  al  buono  Architetto ,  che  diede  occafione  al  fecolo  nofi.ro  dipotere  imparare  j  &• 
acqwjiare  afidi  da  quefio  bello,  e  bene  intefo  edificio  t  nealiornamenti  del  quale  e  cofi  bene  offeruato  l'ordine. 
Corinthio,  quanto  in  altro  arco  chefia,  £r  è  per  la  buona  vnionfua  anchora  tutto  intearo,fenon  ch'egli  tfipo 
coiaio  di  motii  ornamenthQ_uejìo  beli' arco,  per  quanto fiicoprende, il  fece  far  e  Nerwd  Traianoxlaflatuadel 
quale(per  quanto  fi  dice)era  in  cima  de  l'arco  fopra  vn  cauallo  inaefio  minacciante  verfo  queipopoli ,  ch'eoli 
hauea  debellati,  accio  nonfi  ribeUaffero,  e  qjìafiatua  era  di  bronco  di  opera  belliJfima.Eranofr*  le  colonne fio* 
pra  la  cornice fegnata.E*  alcune ftatue  di  bronco  per  quanto  dinotano  le  lettere  fcritte  in  quei  luoahi  ♦  vifono 
anchora  certi  vefiigi  di  forami ,  i  quali  dinotano  che  vifufferofefioni  pur  di  bronco,  o  altre  coJefimili,le  quali 
furono  tutte  fipogliate  da  quei  Gotti,  e  Vandali,  &  altre  nationt  a  noi  mimiche*  Qjiefiofu  mifurato  col  pie* 
de  antico,  la  pianta  del  quale  e  qui  /otto  ♦  la  latitudine  del  vano  de  l'arco  e  piedi  dieci,  lafua  arojfe^a  ne  la 
parte  interiore  è  piedi  noue,  e  minuti  due  ♦  laaroffe^a  de  le  colonne  e  piedi  due ,  e  minuti  vndici  *fra  l'una 
colonna  e  l'altra  è  piedi  fette,  e  minuti  cinque  *  le  colonne  fono  fuori  del  viuo  piede  vno,e  minuti  vndici*  Val* 
teiga  del  vano  de  l'arco  e  piedi  venticinque  &  vn  ter^p  :  e  quella  altera  che  e  più  di  due  quadri  non  ojfen 
de  pero  chi  mira  tuttala  maffainfume  *  l'altera  deipiedefialicontuttelefuecornicie  piedi  cinque*  la  fu* 
largherà  e  piedi  tre  ,  e  minuti  quindici  e  meqp  *  l'altera  de  la  lafe  col  ^occo  fiotto  e  piede  vno  ,  e  minuti 
trentajei .  l'altera  de  la  colonna  fin  fiotto  il  capitello  e  piedi  dutnoue,  e  minuti  ventidue,  e  me^o  *  lafua  crofi 
Je^ajotto  il  capitello  e  piede  vno,  e  minuti  cmquantajei  *  l'altera  del  capitello  e  piedi  due}  e  minuti  venti 
quattro,  col  fuo  abaco  ,e  l'abaco  e  minuti  dieci  x  U  detto  capitello  fi  trouera  difeanato  nel  principio  de  l'ordine 
Corinthio  nel  quarto  libro  ♦  l'altera  de  l'architraue  t  piede  vno,  e  minuti  dodici*  l'alte^  delfreaio  e  pie* 
de  vno, e  minuti  diciotto  *  l'altera  de  la  cornice  e  piede  vno,e  minuti  ventidue  *  l'altera  del  %pcco fopra  la 
cornice  è  piede  vno,  e  minuti  fei  e  me%o  *  l'altera  de  la  lafe  fopra  il  detto  qpcco  e  minuti  trenta  in  altezza* 
l'alte^  de  l'epitaffio  fin  fatto  la  cornice  e  piedifei,e  minuti  ventidueAa  cornice  difopra  nonfu  mifurata* 


PIANTA  DE  L'ARCO  DI  ANCONA* 


t  I  B   R   O      TERZO 


C  XXIII 


PLa  vcT^  Q-Uefte  Ietterete  fono  qui  da  le  latiteranno  fra  le  co  DIV^ 

CO-nivglavG.        lonne.vM^rte  dal  dejlro,  e  l 'altra  dal  latofmiflro.  **$£**** 

SORORIAVG. 


1MP.  CASARI  DIVI  NERV.-E.  F.    NERVjE 
:  TRAIANO   dTlMO   AVG.  GERMANIO. 
|  DACICO  PONT.   MAX.  TRI.  POT.  XVIIir.  IMP.  IXI. 
1  COS.  VI.  P.P.  PROVIDENT  SSIMO  PRINCIPI. 

5.P.  Q_,  R.    Q_VOD  ACCESSVM.  Jfr 

j  ITALIA  HOC  ETIAM  ADDITO  EX  PECVMA  SVA. 
'PORTV  TVTIOREM  NAVIGANTIBVS  REDDlDERIT. 


DE     LE     A  N  T    I  Q.  V  I  T   A    _____ 

Vanto  a  le  mifure  de  Varco  di  A  mona,  penfo  hauer  detto  a  lajìan^a  ;  ma  perche  i  membri  de  i 

corniciamenti  fiano  medio  intefi  ;  togli  dimojìrero  qui  auanti,e  cominciero  da  legarti  da  baffo, 

|  ficcme  qlle  fono  leprimepofie  in  operafopra  terra*  L 'altera  delpiedejialofegnato*G<e  pie* 

§ift  cinque  con  tutte  lefue  cornici  ♦  Vaitela  del  %occo  de  la  bafe  del  piedejìalo  e  minuti  diciotto*. 

la  bajefopra  ejìo  %occo  è  minuti  dicinoue,  &  vn  ter^o  »  l'altera  de  la  cornice  del  piedejìalo  è  minuti  venti, 

&vnter%p,  &  altrettanto  e  quel  %pcco fotto lalaj e  fegnata.F '.  il  quale }  per mio  auifo,  e  fatto  per  esaltare  le 

colonne  :  ne  pero  torna  male,  an^iper  eftere  adornato  d'una  operetta  intorno,  la  quale  diuide  quello  dal  plin'/ 

tho  de  la  bafe  }  che  è  Corinthia  pura  5  è  molto  bella  al  giuditio  mio ,  l'alte^  de  la  quale  è  minuti  quaran* 

ta  tre  col  collarino,  ouero  cinta  de. la  colonna  ,  la  prolettura  i'effa  bafe  e  minuti  fedici,  e  me^p  *  la  qXoffeTza 

del  piedejìalo  e  piedi  tre,  e  minuti  vndici  e  me^o  .  lagroffe^a  de  la  colonna  e  piedi  due  ,  e  minuti  vndki* 

i  canali  de  la  colonna,  chefonfuori  del  viuo,fono  tredicina  larghezza  d'un  canale  e  minutifette,  e  me^p ,  *'£ 

quadretto,  che  gli  diuide,  e  due  minuti^  me\o  *  Vaitela  del  capitello  e  quanto  egrofa  la  colonna  ne  la  pare 

te  da  baffo,  cioefen^a  V abaco  :  il  qual  capitello  ha  vna  beìliffima forma,  per  il  quale poffiamo  credere  che'ltet 

fio  di  Vitruuiofia  corrotto^  e  cheVitruuio  intendere  l'altera  del  capitello  fen^a  V  abaco  xpercioche  la  maq 

gior  parte  de  i  capitelli  ch'io  ho  veduti ,  e  mifurati  ;  iogli  trouo  di  tale  altera,  an^i  qualche  cofapiu  altifen* 

%a  l'abaco,  che  non  t  graffa  lacolonna,  e  maffimamente  quei  capitelli,  che  fono  nel  Pantheon,  vno  de  i  quali 

nelprincipio  di  quejlo  libro  fxpuo  vedere  -  l'altera  de  l'architrauefopra  la  colonna  e  piede  vno,  e  minuti  do 

dici  ♦  l'altera  delfregio  è  piede  vno,  e  minuti  diciatto  *  L'altera  de  la  cornice  e  piede  vno ,  e  minuti  vem 

tidue,  &ilfregioefegnato.A*ll  -^occo fopra  effa  cornice  e  piede  vno,  e  minutifei  eme%o  +  la  bafe  fopra 

effo  è  minuti  trenta,  e 'lfpacio,daue fono fritte  le  Ietterete  alto  piedi  fei ,  e  minuti  ventidue ,  nel  quale  è  vnA 

croce  ♦  Vimpoflade  Varco  e  notata*  D .  e  lafua  alte-^a  è  piede  vno,  e  minuti  quindici  *  la  cornice  di  fopra 

non  fu  misurata  *  Vaitela  de  la  menfola,o  conio  che  dire  lo  vogliamo,  la  quale  e  fopra  Varco ,  e  piedi  tre  e 

minuti  trenta  :  e  vien fuori  del  vivo  piede  vno,  e  minuti  quattordici  ne  la  parte fuperiore,  e  ne  la  parte  di  fot* 

to  vien  fuori  piede  vno  ,  la  quale  e  qui  a  canto fegnata,B*  1  quattro  quadretti  oblonghi  con  quelle  cornici  fot 

fra,iquahfonofra  le  colonne,  fi  può  credere  che  fopra  vìjufsero  me-^e  figure,  laforma  de  i  quali  e  qui  a  can* 

tofegnata*  E*  evie  il  profilo  come  fono  lauorati  t  perciochefono  tutti  pieni  di  opere  fin  preffo  il  centro  *  VaU 

te%za  de  la  cornice ,  che  vi  e  fopra,  è  alta  minuti  trenta  duello  non  ho  narrato  minutamente  a  membro  ver 

membro  tutte  le  alte%%e,  ne  ancho  le  proietture,  ma  ben  confomma  diligentia  le  ho  trafbortate  da  le  proprie  in 

quefia forma,  e  furono  mifurate  col  piede  R  ornano  antico* 


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LIBROTERZO 


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DE     LE     A  N  T  I  Q.VI  T  A 


Ola  citta  in  D  almatia  appreffo  il  mare  e  dotata  di  molte  antiquità  ?  £r  dira  il  ihedtro}e  Vam* 
phitheatro,  de  i  quali  fi  e  trattato  qui  adietro;  àfono  anchora  de  dialtri  edifici,  de  i  quali  io  no 
tratterò  per  bora-.  Macie  yrìarco  triomphale  di  opera  Corintbia  molto  ricco  di  ornamétifi  di 
figure,  come  ancho  di  fogliami, et  altre  bicameralmente  che  da  i  piedefali  in  fu  no  vi  e  opera, 
nefpatxo  che  non  fia  intagliato  cofi  ne  lefaccie,come  ne  i fianchi }efimilmete  ne  legroffe^e  interiori,^  ancho 
fotto  Varco,  nel  quale  àfono  tante,  e  duierfe  opere  d'intaglio,  che  occupariano  gran  ffatio  a  volerle  dmoftrao 
rexondefolamente  dimoflrero  quelle  parti, eh  e  a  l'architetto  fi  contengono  circa  la  inuentione  ,&  le  mifure.La 
pianta  de  V  arco feguente  è  qui  fotto,  e  fu  mifurata  con  vn  piede  moderno,  la  meta  del  quale  farà  qui  fotto  *  la 
latitudine  del  vano  de  Varco  e  piedi  dodki,e  me^o,  e  Vaitela fua  e  circa  piedi  vent'uno  *  la  grojfe^a  de  i 
plaftri  per fianco  ne  la  parte  interiore  e  piedi  quattro*  lagrofe-^a  di  vna  colonna  e  piede  vno  &  oncie  noue, 
e  me^a  .fra  Vuna  colonna  e  V  altra  e  piede  vno, fronde  tre,eme%a  ♦  lapilaflrata  de  Varco  e  piede  vno  ,  &* 
onde  due*  Vaitela  del  %occo fotto  la  bafe  delpiedeflalo  e  piede  vno  *  la  bafe  e  alta  onde  quattro  ♦  il  netto 
delpiedejìalo  e  piedi  tre,  e  lafua  cornice  e  onde  quattro  ♦  il  ^occo  fotto  la  bafe  de  la  colonna  e  onde  quattro, 
Vaitela  de  la  bafe  de  la  colonna  e  onde  dieci  &  vn  quarto  ♦  Valte^^a  de  la  colonna  e  piedi  fedici,  &  oncia 
vna,  e  tre  quarti  *  Vaitela  del  capitello  e  piedi  due ,  £r  oncia  vna  ♦  Vaitela  de  Varcbitraue  e  piede  vno, 
&  oncia  vna  .  Vaitela  del  fregio  e  piede  vno,  &  onde  due  ♦  Vaitela  de  la  cornice  e  piede  vno  ,  &r  onde 
dieci  *  Vaitela  del  ^occofopra  la  cornice  e  piede  vno ,&  onde  due  *  Vaitela  de  la  bafe  del  piedejlalo  col 
%cccofopra  effa  è  piede  vno,  &  onde  due  ♦  ma  Vaitela  de  la  bafe,  e  la  bafe  fola  e  onde  dieci  «  Vaitela  del 
detto  piedeflalo,cioe  il  nettofe  piedi  due,et  oncia  vna.  lafua  cornice  e  onciefeuquel  cauettofopra  ej]a,il  qua* 
UVitruuio  lo  dice  corona  Ufis ,  per  quanto  io  credo, e.  onde  cinque  *  e  quejlo  e.  quanto  a  le  mifure  delfeguen? 
te  arco* 


L  a  linea  quifotto  e  mexp  piede  *  il  piede  e  partito  in  parti  dodici  dette  onde  , 
e  quejlo  è  onciefei,  che  e  me^p  piede* 


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PIANTA   DE  L'ARCO  DI   POLA 


LIBRO     TERZO 


CXXV1X 


,  e  mifure  Ad  preferite  arco  fono  notate  qui  adietro  x  ne  la  feauente  carta  faranno  i  particulari  membri  più  dijfufa'/ 
mente  notati }  e  dimostrati  in  figura  .Quejle  lettere  mammole feguenti fono fcritte  nelfreawfeanato*  Y  ♦ 

SALVIA*    POSTVMA*    SERGI-    DE    SVA    PECVNIA. 

"Lefotto  notate  maiufcole  vanno  nei  tre  piedeflalifecnati.X*   H,  £r  A. 

L.  SERGIVS.  C.  F.  L.SERGIVS.  L.  F.  LEPiL>VS.  SE.D.  C  .     SERGIVS  .    C .    F- 

AED.  II.  VIR,  TRI.  ML.LEG.  XXIX.  API'.VIR  QV1NQ. 


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CXXVIII 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


O  trattato  ne  la  carta  paffdta  de  le  tnifure  vniuerfali  de  Varco  di  Vola,  &  dncho  dimofirato  la 

\forma  d'effo  arco,  &  ancho  narrato  in  parte  de  i  belliffmi,  e  ricebi  ornamenti fuoi  x  bora  tratte'/ 

Uro  de  le  particular  mijure  dei  membri  delfopradetto  arco,  e  prima  cominciero  ne  l'ima  parte ,  fi 

'-"come  quella  fu  la  prima  pò fta  in  opera  fipra  terra*  L'altera  del  ^oc  co  fitto  la  baje  delpiedefiao 

lo  e  piede  vno  x  benché  fitto  di  quefio  ve  n'e  vn 'altro  di  affai  maggiore  altera ,  ma  e  fipolto  *  Vaitela  del 

cimano  [opra  effo  col  fio  tondino  e  onde  quattro  *  il  netto  del  piedefialo  e  di  altera  piedi  tre  ,  e'ifuo  cimatio 

di  fipra  e  oncie  quattro  *  il  t^cco fitto  la  baje  de  la  colonna  e  onde  quattro  *  Vaitela  de  la  baje  d'efia  colon* 

ria  e  onde  dieci,  fcr  e  molto  ben  lauorata  d'intagli  x  e  benché  laformafia  fia  Dorica  gl'intagli  delicati  la  di'. 

notano  C  orinthia  *  le  colonne  fino  canellate  da  alto  a  baffo, e  vengon  fuori  del  viuo,  quanto  dimoflra  la  fiqura 

quiauanti  *  Vaitela  del  capitello  con  V  abaco  fio  e  piedi  due,  &  oncia  vna,il  qual  capitello  e  di  madore  ah 

te^xa  de  lagrojfe^a  de  la  colonna,  nondimeno  egli  e  ?noltogratiofo,  e  cornfponde  bene  a  Voccbio ,  £r  e  rio 

chijfimamente  lauorato,  come  qui  alianti  fi  dimoflra  ne  lafua  figura  x  efempre  che'l  capitello  Corinthio  farà 

di  tal  proportione  a  lafua  colonna;  io  lo  giudicar))  più  arato  a  V  occhio,  che  s'eglifufie  con  tutto  V  abaco  di  tant 

ta  altera }  quanto  ègroffa  lafua  colonna  x  e  bencheSfitruuio  lo  defenua  cofi  ;  nondimeno  (come  in  più  luoghi 

ho  dettogli  tefiopotria  effere  corrotto, hauendo  riguardo  a  quefia  naturalità,  chefe'l  capitel  Corinthio(come  di 

ce  Vitruuiofe  tolto  da  la  tefia  di  vna  vergine;  certa  cofi  è  che'l  volto  di  vna  vergine  ben  proportionato  e  di 

madore  altera,  ch'egli  non  e  in  largherà  ,  e  dee  effere  tanto  più  alto  ,  quanto  era  quel  canefiro  di  frutti 

con  quella  tegola fipra,  chefignifica  l'abaco  *fi  che  per  tal  ragione,  &  ancho  per  tanti  antiqui,  che  tutto' l  di  fi 

vedono  in  diuerfi  luoghi  5  io  lodarb  fimpr e  tal  proportione  ♦  l'altera  de  l'architrauee  piede  vno  &  oncia 

vna  *  l'alte^  delfregio  e  piede  vno,&  oncie  dued'alte^a  de  la  cornice  e  piede  vno  &r  onde  dieci  x  la  qual 

cornice  e  molto  luentioja,  quatunque  ellafia  ricca  di  lauori,  perdoche  tal  ricchezza  la  confonde  x  ma  quello  che 

e  più  vitwfifi  t  l'uouoio fipra  la  fama,  cofi  che  veramente  difpiace  a  l'occhio,  e  quello,  che  più  dee  effere  de'/ 

cno  di  biafimo,  e  queà'uouolo  intagliato  ne  la  parte  fipenorefen^a  membro  alcuno  fipra ,  che  lo  copra  act 

ciò  non fia  rigato  e  confumato  da  le  acque  *  Ma  fempre  furono  de  gliarchitetti  licentiofi ,  come  aneborane 

fono  a  nojìn  tempi  i  i  quali  per  piacere  al  vulgo  mettono  di  molti  intagli  ne  le  opere  loro ,  non  hauendo  rumar* 

do  a  la  qualità  de  l'ordine,  e  metterano  cofi  di  molti  intagli  ne  le  opere  Doriche,  le  quali  ricercano  grauita,  e 

fodeTga  i  come f ariano  ne  le  opere  Corinthie,  le  quali  vogliono  diuerfi  ornamenti  per  la  tener  e^^a  fua  *  Ma 

gl'intendenti  e giuditiofi  Architettifiruarannofempre  il  decoro, e f efaranno  le  opere  Doriche  imttarano  1  buo 

ni  antichi,  1  quali  fi  conformano  più  con  la  dottrina  di  \Titruuio  xefe  ancho  faranno  opere  Corinthie  5  le  ve'/ 

Jliranno  di  quegli  ornamenti,  che  a  tal  ordine  fi  richiede,  e  quefio  ho  io  voluto  dire  per  auertir  quegli ,  che  non 

fanno,  perche  quegli  che  fanno,  non  hanno  bifigno  del  mio  parere  *  li  or  per  tornare  al  propofito,  fipra  quefia 

cornice  vi  e  vn  bafamento,  che  fa  tre  piedefiali,  il  quale  per  non  effere  occupato  da  la  cornice  x  Uff  orto  de  la 

quale  per  la  veduta  da  baffo  occuparla  la  bafefua  ;  ha  fitto  vn  ^pcco  di  altezza  di  piede  vno  *  fipra  di  quefio 

e  lafua  bafi  ,  l'alte-^,  de  la  quale  e  onde  dieci*  il  netto  del  bafamento  ir  piedi  due,  &  vn' oncia  in  altera*  la 

fua  cornice  di  fipra  e  di  altera  me-zg  piede  xla  qual  cornice  ègratiofa,  e  fi  dijeerneno  bene  ifuoi  membri ,  per 

efser  fra  li  due  membri  intagliati  vn  membro  netto*  S  opra  quefia  cornice  vi  e  quel  membro  ,  il  quale  fi  dice 

coror.alifis  per  quanto  intendo  io  Vitruuio  x  l'alte^^a  de  la  quale  e  onde  cinque  *  fipra  di  quefia  fono  alcune 

pietre ,  le  quali  non  hanno  finimento  alcuno,  ma  fi  può  credere  vi  fuffero  fipra  altre  cofi  *  Vaitela  di  quefie 

/pietre  e  oncie  dieci  *Va!te%'%a  de  l'impofta  de  l'arco  e  onde  dieci ,  la  quale  e  pur  fatta  licentiofamente  x  e  ben 

\che  i  tre  membri  l'un  fipra  l'altro  fan  diuerfi  ;fono  nondimeno  conformi  afìai  diproiettura,  doue  che  in  opera 

e  non  fanno  buono  effetto  *  h  membri  figlienti  fi  conof e  eranno  per  ifuoi  caratteri ,  quai  membri  fiano  de  Vare* 

Jpaffato* 


LIBRO     TERZO 


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DE     L  E     A  N  T  I  Q_  V  I  T  A. 


f^PSSIN  V  erona  citta  molto  antica  vi  fono  molti  archi,frai  quali  ve  ne  e  vno  a  la  porta  di  Caftel 
-j  vecchio  :  2/  gjatf/e  veramente  ha  huona forma  e  proportione.QjuefVarco,  per  quanto  fi  comprtn 
l-jljffej  era  cofi  ornato  donatiti  come  ài  dietro  ,  fr  ancho  feri  fianchi  hauea  due  entrate, come  fi  può 
(Mconofcereper  1  vefligi,  che  anchorafi  vedono  :  benché  qui  fiotto  ho  dimofirato  la  pianta  di  vn 
latpjolamente.  Qjuejlofu  mijurato  col  medefimo  piede,  col  quale  e  mifurato  Varco  di  Volapaffato,  Papato* 
ra  del  quale  arco  e  in  latitudine  pedi  dieci,e  me^p  *  lagwfieTga  de  le  colonne  e  piedi  due,  fr  onde  due  ,fira 
Vuna  colonna  e  V altra  e  piedi  quattro, fronde  tre  *  la  ptlafirata  de  Varco  e  piedi  due,  fr  onde  due  *  la  grofi, 
JeTza  de  Varco  per  fianco  ne  la  parte  di  dentro  e  piedi  quattro,  e  me^pJa  latitudine  del  tabernacolo  fra  le  colo* 
ne  e  piedi  due,fr  onde  dieci  :  e  quefìo  e  quanto  a  le  latitudini, &  a  legrofie^e.Ma  dicedo  de  le  altere;  la 
lafie  delpieìcfialo  de  la  colonna  colfuo  %>cco  e  alta  piede  vno,et  onde  tre.il  netto  del  piedefìalo  e  pieduiiij* 
fr  onde  tre,  e  me-zci,  lafua  cornice  e  onde  diea,e  me^a  »  Vaitela  de  la  bafe  de  la  colonna  e  piede  vno*  Val 
te^a  de  la  colonna fen^a  la  bafe  eYl  capitello  e  piedi  dicif ette,  fronde  tre*  Vaitela  del  capitello  e  piedi  due* 
fr  onde  quattro,  e  me^  ♦  Vaitela  de  Varchitraue  e  piede  vno  e  meTfi  ♦  Vaitela  delfregio  e  piede  vno,fr 
onde  fette,  e  me-qx  ♦  l'altera  de  la  cornice  e  piede  vno,  fr  onde  dieci  :  e  benché  nel  dtfegno  qui  a  canto  vifia 
il  franteti  icio  ;  non  fi  vede  pero  ne  Varco  ,  perche  non  vi  e  cofa  alcuna  dela  prima  cornice  in  fu  :  nondimeno 
anchora  che'l  muro  firn  confumato  daglianni  ;fi  vedono  alcuni  vefiigi,  peri  quali  fi  può  comprendere  che  vi 
fuffe  il  frontejlicio  ♦  la  cornice fupenore  non  vie  ,  e  pero  non  dico  mifura  alcuna  tolta  da  Vantiquita  ,ma 
ben  Vho  io  difetta  con  quella  mifura,  e  di  quellaforma,  ch'io  lafarei,  hauendo  per  regola  generale  che  le  co* 
fefuperion  diminuifcono  a  le  inferiori  la  quarta  parte  ♦  Q_uefta  cornice  adunque  fari  la  quarta  parte  minore  di 
quella  difotto,  efia  cofi  diuifa  :  tutta  V altei^a  fin  partita  in  quattro  parti,  e  me^a  ♦  la  me^a  parte  farà  per  il 
tondino,  enfino  quadretto  *  vn1 altra  parte  fi  darà  alfregio*vna  parte  farà  per  il  membro  fiotto  la  corona,  il  qua* 
le  può  efiftre  vn  àenticolo,  ouero  vn  uouolo.fr  vna  parte  farà  per  la  corona  colfuo  quadretto  ♦  la  quarta  parte 
fera  per  lafcima  dettatola  dritta  *  lafmproietturafia  quanto  Valte^a,e  cofifarafatta  la  cornice  fiuperiore  con 
la  reqolafopra  detta  ♦  Yra  le  colonne  ci  fono  alcuni  tabernacoli,  doue  erano  jìatue  x  la  latitudine  de  i  quali  e 
pedi  due,  fr  onde  dieci  *  Vaitela  fina  e  piedi  fette,  e  fono  profondi  nel  muro  piede  vno,  Concie  died  ♦  Val* 
te^a  delfino  bafamento  e  piedi  quattro  con  la  bafe,  e  la  cima  ♦  le  colonnelle  fono  graffe  per  ogni  lato  mezppie* 
ile  ♦  Varchitraue  e  onde  cinque,  e  trie%a  in  altera  +  il  fregio  e  alto  onciefei  *  Vaitela  de  la  cornice  fen^a  la 
(cima  e  onde  quattro  ♦  Vaitela  del  netto  delfrontefi^icio  e  onde  otto  *  Sopra  queflo  tabernacolo  e  vna  talel 
la  con  vna  cornice  fopra ,  la  tabella  e  in  latitudine  piedi  due,  fr  in  altezza  piede  vno*  Vaitela  di  quefia  cor 
nice  e  onde  vndici  : fopra  la  quale  ci  era  vna  me^a  figura  ,  per  quanto  fi  comprende  *  Vaitela  del  vano  de 
Varco,  bench' egli  fila  fipolto  qualche  parte  da  hfio;  e  nondimeno  più  che  duplicata  tperche  la  fitta  latitudine 
e  piedi  dieci,  fr  vn  quarto ,  e  lafua  altera  e  da  piedi  venticinque,  e  me%p  *  de  la  latitudine  de  la  pilafitrata 
de  Varco  fi  e  detto,  ma  il  capitello  e  delamedefima  altera ,  fr  viene  ad  effere  quadrato  per  ogni  via* 
L'opera  di  quefio  arco  e  C  ompofita,  fr  era  molto  ornata  dijlatue  di  bronco,  e  di  marmo ,  per  quanto  fi.  corri 
pende  ne  i  luoghi  vacui  ♦ 


QVESTA  EN  LA  PIANTA  DEL  SEGVENTE  ARCO* 


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L  I   B   R  O     TERZO 


CXXXI 


'  A  /órm<J  il  Varco  di  Crìel  Uecchio  in  V«wi*  ir  ro^  </i#flfa ,  (Omefi  iimoHra  qui  foto  :  e  benché  dal  fregio  in  fu  non  ci  fu 

^gQ  .ueHigio  di  ornamenti ,  nondimeno  tofi  poma  fiore  :  (perche  i  membri  di  queflofono  tinto  piccioli,  che  maljipopno  comprem 

fp)dere  j  ne  li  carttfe^uente  fi  udranno  più  difufamente  dfegnati ,  e  definiti .  q«f/fj  arco  trióphale,per  quanto  fi  trouafr'm 

fJito  nclaparte 


ÌÀ  ÌÌP'^%''  ne  ^tfne  interiore  de  l'orco ,  alcuni  uojltono  d'ireche  Vuruuio  kfaceffe  fare:  ma  noi  credo  per  due  cagioni ,  prima,  non 
^&ZS<^L.M$$t  àt  U  tnfcrimone  dica  Vttruuio  Politone ,  mt  forfè  fu  un'altro  vitruuio  che  lo  fece .  l'altra  più  efficace  ragione  fi  cjke 
Xitrmo  Politone  ne  tfuoif  ritti  di  Architettura  danna  i  midolloni ,  et  i  denticoli  in  una  iftejfa  cornice ,  et  una  tal  cornice  fi  troui  in  queft'arco  t 
fero  io  non  affermo  che  Vitruuio,  io  dico  iljrande  architetto,  hèhii  ordinato  queft'arco .  ma  fu  come  efferfi  uo^lia  j  l'arco  hi  una  belli  forma- 


QueHeletterc  fono  fotto  il  tèa 

titolo  nelpiciefttlo . 

C,  GAVIO.  C.  F. 
STRARONI 


Quefie  lettere  fono  ferine  nel  fianco  de 
l'arco  ne  la  parte  interiore . 

L.  VITRWIVS.  L.L.  CERDO 
ARCHITECT  VS. 


Qjttfle  lettere  sfotto  fono 
fritte  nel  piedefialo 

del  tabernacolo   qui  fotto . 

M.  GAVIO.  C.  F. 

M  A  C  R  O. 


GXXXII 


DE     LE    ANTIQ.VITA 


YErche  io  non  ho  fcritto  a  pieno  le  mifure  particulari  de  i  membri  de  Varco paffato  ,  ne  ancho 
figli  ho  dimoftrati  in  tal forma  ,chefipoffino  Un  comprendere,  pero  ne  lafieguente  carta  fi  vegjo* 
)no  dimojlrati,&  in  queflaforma  dai  propri  tradottati  ,e  prima  :  Vaitela  delpiedeftaloyil  %pc* 
\co  del  quale  efegnato*  G*  e  vnpiede,  e  tre  onde  ♦  Vaitela  de  la  bafefopra  effa  e  onde  feu 
il  netto  delpiedeftalofeanato.  F*e  piedi  quattro,  &  oncie  tre  e  me%a  ♦  lafua  cornice  difopra  e  in  altera  on* 
eie  dieci  e  me%a  ♦  Vaitela  de  la  haje  de  la  colonna  e  piede  vno  :  ilplintho  de  la  quale  fi  conuerte,  ne  la  coro 
na  lifis  *  la  qual  cofa  molto  mi  piace  per  hauere  io  veduto  alcuni  piedejìali  greci,  i  quali  hanno  talforma*  la  co* 
lonna  èfiriata,  cioè  canellata  da  baffo  ad  alto  ♦  Vaitela  del  capitello  di  quejia  colonna  e  piede  vno,  &  onde 
quattro  e  me%a,  mala fua forma  non  e  qui,  per  effere  dimagrata  nel  principio  de  V  ordine  Compofito  t  il  aual 
capitello  e  in  effetto  Compofito,  "benché  tutto  Varco  fipuo  dire  di  opera  C  orinthia*.  e  quefto  capitello  nelfopn 
detto  luogijarkfegnato+C  *efimilmente  nel  medefimo  luogo  fi  troua  il  capitello  de  Vmpofla  di  quefVarco ,  il 
quale  ejeanato*  D*mail  capitello  de  i  tabernacoli  fra  le  colonne  e  qui  auantifegnato*H*e  cofi  la  cornice  con 
la  baje  jeanata.E  .viene  ad  ejfer  quella  fiotto  i  tabernacoli*  lafigura*C  *e  quella  tabella fopra  i  detti  tabernacoli 
li*  quellafegnata*D*e  Varchitraue, il f regio ,e  la  cornice  deljrontefipiao  de  i  tabernacoli  *  la  fegnata*.  B  ♦  e 
V  opera  che  gira  intomo  Varco  .  la  cornice  fegnata*  A*e  la  cornice  principale  fopra  Varco,  la  quale  in  effetto  e 
molto  grata,  &  e  ben  lauorata,  nondimeno  ella  patifee  quel  vitio,  che  altre  volte  qui  adietro  ho  detto,cioe  che 
i  modiglioni,  &  i  denticoli  in  vna  cornice  fono  reprobati  da  Vitruuio  con  ragioni  ejficacijfime*  Ma  a  quefìo 
fafiofi  heua  vngrangrido  da  molti,  i  quali  dicono  che  dopo  Vitruuio  tanti  Architetti  hanno  fatto  de  le  cor* 
ilici  con  i  modiglioni,  e  con  1  denticoli  per  tutte  le  parti  e  d'Italia,??  ancho  fuori,che  hormai  non  ci  è  più  com 
tradiamone  alcuna,  anq  e  ledto  a  ciascuno  di  fare  ne  le  {uè  opere  quel  che  vede  ne  V  antico  *  a  i  quali  fi  può  ri', 
fpondere,  che  negando  i principi^  faranno  vincitori  di  ogni  cofa  ;  mafie  conferiranno  Vitruuio  ejfer  ftato  quel 
grande  Architetto feientifico,  come  confejfa  la  mafflor  parte  ,  effiproprij  ledendo  Vitruuio  con  buon  f enfio , 
da  loro  iflejfi fi  condanneranno*. 


LIBRO      TERZO 


CXXXIII 


oxxstfin 


DE     LE    A   N   T  I  Q.  V  I  T  A 


SMP 


N .  V  erotta  a  la  pcrta  de  iL  ioni  e  vnlarco  antico,  il  quale  ha  due  aperture  i  il  che  in  luogo  al 


W'iL^M^%cuno  non  ho  trottato,  cioè  chefiano  due  archila  tre  fi  lene  :  il  quale  arco  quantunque  e^li  bah'. 
*£  ,  |k  J&bia  quelle Jeifinejìr e  3  non  erano  pero  aperte,  ne  ancho  molto  canate  nel  muro,  doue  comprende* 
%ì^;j^Jirefi  pofw  che  vifiifferofxatue  di  tutto  rilieuo  *  Sopra  la  prima  cornice  nel  mezp  è  tncauato  a 
mododi  nicchio ,  ma  di  vna  incauatura,  che  poco  entra  nel  muro  :  nondimeno  con  lo  aiuto  del  jf  erto  de  la  cor 
nice  vipotemnofiar  perfine  a  far  e  qualche  vfficio,  mentre  fi  triomyhaua  :  ma  quefio  poco  importa  a  V  Archi', 
tetto,  e  pero  io  tratterò  de  le  mifureparticulan,  oltra  la  forma,  che  qui  auantifi  vede  :  e  prima,  l'apertura  di 
vn'arco  e  piedi  vndici  in  latitudine,^  in  altera  e  piedi  diciatto  *  il  zocco  delpiedejialo  e  piede  vno  in  aU 
terza  *  la  bafe  delpiedejialo  e  onde  tre  «  il  netto  del  piedcjialo  e  piedi  due,&  oncie  vna.lafua  cornice  e  on* 
eie  tre  in  atterza. l'alterca  de  la  baje  e  oncie  otto,  e  meza. V  altezza  de  la  colonna  fenza  la  hife  e'I  capitello  e 
piedi. xu.etvn  terzp.lafuaarojìez^a  e  piede  vno  etoncieÀiij.Valtez^za  del  capitello  e  piede  vno,et  onde  otto*. 
foltezza  de  Varchuraue  e  piede  vno  ponete  cinque  *  l'altezza  delfregio  e  piede  vno,  &  onde  otto  *  Valtez^ 
7fl  de  la  cornice  e  altrettanto,  da  la  cornice  al  fecondo  ordine  e  piedi  tre,  e  mezp  *  fopra  quefta  cornice  fono  cer 
ti  modiqlwni  fopra  ì  quali  erano  fatue  per  quanto  fi  crede,  e  quefii  erano  fette  pilaftroni  di  bajìo  nlieuo ,  a  i 
quali  jtauano  apponiate  le  dette  fatue  -.fra  i  quai  pilajirijono  quelle fenefir elle  ornate  di  colonne  di  baffi  rilie* 
ilo  ♦  la  latitudine  di  vna  fiiefira  e  piedi  due,  &r  onde  due  ►  l 'altezza fua  e  piedi  quattro,  fcr  onde  tre  *  Val* 
tezjza  de  le  colonne  motori  e  piedi  cinque,  £r  onde  quattro  con  le  bufi,  &r  i  capitelli ,  e  fono  di  baffo  rilieuo 
piane .  l'altezza  del  feconda  architraue  è  onaejei  e  meza.  l'altezza  del  fregio  e  vnpiede,emezo  ♦  i 'altezjj 
de  la  cornice  e  oncie  dieci,  e  meza  .  la  corona  lifs fopra  effa  cornice  e  alta  onde  dieci*  la  bafe  delfecondopie* 
deftalo  e  piede  vno  .  il  netto  del  pieiefido  e  alto  piedi  tre,  &r  onde  fette, e  meza  *  la  bafe  de  la  colonna  fé  con'/ 
da  e  alta  onde  otto  «  V  altezza  de  la  colonna  e  piedi  otto,  &r  oncie  tre,  e  meza.  lafuagroffezTp  e  onci:  dio 
Ci  ,  c  meza  ♦  V 'altezjza  del  capitelo  e  piede  vno  ,  £r  vrì oncia  ,  e  meza .  l'altezza  deVarcbitraue  e  piede 
vno,&oncic  vna  »  l 'altezza  deificato  e  piede  vno,  &  oncie  due  .  Valtez^a  de  la  cornice  è  piede  vno  :  (opra 
la  quale  era  ancho  del  muro  ,  ma  non  fi  vedecofa  che  t'intenda  ♦  Qjuefi'arco  non  e  molto  graffo, ne  vi  fi  ve* 
de  l'altra  banda  ornata  :  peraoche  di  dietro  queflo  arco  ci  fi  trotta  vn' altro  arco,  che  confaticafia  Vuno  e  Val* 
tro  vi  fi  può  andare  ,  come  più  auanti  ne  dirò  ,  e  dimofirerò  quell'arco  nafeofio  dietro  queflo  *  Lefinefire  di 
qucfVarco  non  fono  cof  ordinate ,  mi  difor  dinano  al  quanto,  ne  venjon  lefinefire  al  perpendicolo  de  la  fom* 
mito,  del f r onte \\ido,  anzi  vencon  da  vna  banda,  cofa  che  difpiace  a  V occhio  :  fcr  io,  che  non  ho  potuto  patire 
Ul  difeordanza  j  le  ho  pofie  con  ordine  ♦  i  capitelli  di  quefi' arco  parte  ne  fono  C  ompofiti ,  e  parte  Corinthi  s 
Come  ne  le  cartefeauenti  io  tratterò)  e  li  dimofirerò  in  difetto 


Sopra  quefCarco  a  man  defiri  ne  Varchitraue  ci  fono  le  infraferìtte  lettere* 

t*   PLAVIVS    P»F*   NORICVS»    IIII-    VIR»     ID»    V*  F*    BAVIA*    Q_*    L* 
PRIMA    SIBI,    ET    POLICLITO    SIVE    SERVO,    SIVE    LIBERTO        MEO, 

ET    L*   QALPVRNlO    VEGETO» 


LI     B-R  O     TERZO 


CXXXVIII 


CXXXVI  DE    X,  E     ANTHV1TA 

|  Vi  a  dietro  ho  trattato  de  le  mijure  vniuerfali  de  Varcopajfoto,  &  ancho  ho  dimoflrato  ta  fui 
fotmaproportionata  a  lapropria  :  ma  dei  membri  pafticulan  non  ho  potuto  in  cefi  picciola  for* 
[ma  darne  notitia  ,  hora  ne  lefoauenti  carte  io  ne  tratterò  ,  perche  in  vero  ci  fono  molti  e  diuerfi 
^ornamenti  ♦  D  e  le  altere,. e  de  legrojje-^e  ho  trattato ,  ne  più  le  riplicaro,  mafolameniefa* 
ro  conoscere  quali  ellefiano  .  L  a  figura  notata .  G  *e  il  primo  piedeflalo  con  lafua  hajefopra,  £r  ancho  lo  in* 
ditto  de  la  colonna  ,  la  quale  e  canellata,  e  tutti  li  membri  fono  proportionati  a  li  propri  *  Il  capitello  fognato 
E.  con  Varchitraue fopra  rapprefonta  quello, che  è»  fopra  la  prima  colonna  :  come  dinotano  le  canellature  *  La 
figura  fognata*  D  *  viene  ad  ejfere  Varchitraue,  ilfrecio,  e  la  cornice,  che  va  fopra  la  detta  colonna  nel  primo 
ordine  :  la  qual  cornice  per  le  autorità,  e  per  ali  efompi ,  che  in  più  luoghi  ho  allegati  qui  adietro  5  il  prudente 
lettore  potrà  conofeere  s'ella  e  vitiofo,  0  luona  .  I  /  capitello  fognato*  F  *e  quello,  chefojlien  Varco  a  le  colon* 
ne  quadre,  e  quefìi  due  capitelli  fono  di  opera  Compofita,  e  molto  belli  x  i  quali  fono  affai  conformi  a  quei  de 
Varco  pajjato  de  la  porta  di  C  ajlel  vecchio  .  e  come  ho  detta,  io  non  tratterò  de  le  mifure^er  hduerne  detto  qui 
idietro  ;  ma  fono  ftefte  figure  proportionate  a  le  proprie* 


C  XXXV 


DE     LE    A  N  T  I  Q,  V  I  T  A 


.'  Arco  triomphalepaffato(come  io  diffide  molto  ricco  di ornamenti ,  efra  tanti  venefonodei 
[bene  intefi,  &  ancho  de  i  vitiofi  ♦  E  veramente  nel  detto  arco  io  non  ci  trouo  cofa}  che  mi  offerì 
ida  eccedo  la  cornice pafiata,fegnata*  D  *  per  le  caufegia  dette  ,  ma  tutti  dialtri  membri  paffa* 
~3S5£u£-Ltifono  di  buonamaniera,  evintegli  &  ancho  le  cornici  t  i  membri  paffati fono  del  primo  ordine 
da  bafio,  queflifequentifono  del  fecondo  ordine  *  Il  modiglione  fegnato*  H*e  nelprincipio  del  fecondo  or* 
dinefopra  lifrontefyici,jopra  il  quale(come  io  dijfi)erano  figure  apponiate  a  quei  pilafìri  piani*  L  a  finefirt 
notata*  1  ♦  e  la  forma  di  vna  de  lefeifinejlre  con  quella  camicetta  [opra ,  cofi  propriamente imitata,  e  mifurata* 
Il  capitello,e  la  bafe  notato*Y^<c  la  medefima  finejìra  dimofìrata  in  ma  uiorf ormarcelo  fiano  medio  intefi  li 
membri  *  h  a  bafe,  e'I  capitello  fegnato*  L  ♦  dinota  la  coloneUa  fra  i  pilaftri ,  e  lefineflre  ?  e  veramente  in 
quelle  bafi,  cioè  in  quella  de  la  colonna  madore  congiunta  con  la  minore,  V  Architetto fu  molto  ingemofo  ai 
accordare  luna  con  i  'altra  con  quel  bel  modo,fen%a  difunirle,  hauendo  rifletto  che  la  colonna  maggiore  hauefie 
ìafua  bafe  conuemente,  e  la  minore  hauejfe  anchor  lei  minor  bafe  conueniente  a  lei,  la  qual  cofa  io  lodo  molto* 
H'arthitrauc,  ilfregio,  e  la  cornice fegnata.C  *  rapprefenta  quella  de  V  ordine  fecondo  t  la  qual  cornice  è  mot 
to  modera ,  e  maffmamente  che  non  e  confufa  da  intagli,  ma  e  ben  compartita  *  Il  piedeftalo fegnato*  B* 
dinota  quello  de  Vultimo  ordine,  fopra  del  quale  vi  pofa  la  bafe  notata*  M*  e  cofi  il  capitello ,  che  vi  efopra, 
tfuo  cópagno,et  e  C  orinthio  puro  ;  il  quale  e  conforme  al  proprio  e  di  opere, e  di gracilità, &  è  molto gratiot 
fo  per  mio  parere  *  L  yarchitraue,  tlfregio,  e  le  cornice  fegnata*  A  ♦  dinota  VulUma  cornice  *  Varchttraue  riv 
e  vitiofo,perhauer folamente  duefafee  ,  anQfefufiero  tre  per  lafua  lontananza  fi  confondevano*  Ma  la  cor- 
nice molto  mi  piace  effendo  ella  con  i  modiglioni,  efen\a  i  denticoli,  &  ancho  ben  compartiti  li  membri,  e  non 
e  confufa  d'intagli)  fcr  ha  vnagratiofaproiettura,  la  quale  t  alquanto  più  de  lafua  altez$$+ 


CXL 


D  E     L  E     A  NT  IQ.VITA 


Z^n"1  Vf  .f<>  arco  triomphih  fu  fatto  primi  de  l'arcopafato-.percioche  peHo  e  coperto  da  quello,  e  ui  t  tanfo  demteruallofra  Vunt 
"jT|  t  V t'irò,  che  con  finca  ut  può  entrare  un'huomoper  mfurare  le  effe,  le  pali  fono  anchora  in  eJere,come  dimoHnUfyura  atti 
defitto .  e  peHo  penfo  io,  emendo  peli' arco  in  uno  bel  luogo  de  lacutà  -,  e  tuie  aio  tnomphare  un' altro  Immemore  ,(he  ajut 
'  memoria  face^eì  o  t 'altro  arcojopa  peHo,  per  non  bauer  luogo  più  commodo ,  e  cefi  conferirono  peHo  -.  ilpale  e  m furato 
_  con  le  meiejlne  mifure  de  l'altro.  L'apertura  d'un  arco  t  piedi  undici  m  latitudine,  et  in  altitudine  piedi  i-infette .  lapilapa 
ti  declinili  e  fede  uno,  et  oncie  otto  .fa  le  due  pilaSbateJòno  piedi  cinque,  et  onne  patirò  .  li  cantonali  fono  piedi  tre  per  lato .  il  cimano  fé* 
0nato.  C.  ti  Quale feiue  per  aicbunue,  e  onciefei,cmty .  l'anele  del  fregio  e  piede  uno,  et  onde  fette,  e  mey .  il  padrettofoprailfrrgio  e 
onne  due .  il  dmitiofouo  ti  dentello  ir  onne  paura,  et  un  pano .  ilfuo  cimatiofopra  ejjjb  e  alto  ondi  una  e  tsPQ  ■  il  tondino  e  oncia  una .  il 
dmJio  fotta  la  cotona  i  oncia  una  e  tre  patti .  la  corona  è  aita  onne  tre,  e  mey .  ilfuo  cmatio  e  onne  due,  et  un  parto  Aafc'ma  t  alti  ori»  (, 
de  tre,  e  mey .  ilfuo  padreuo  t  onde  due .  li  potimi  dei  tutto  t  pMo  l'alte^afui .  il  bafamtntofoprt  ptRuotnice  "e  in  altera  piede, 
-uno,  ti  moneta,  e  me^a .  lagrojfe^a  de  la  colonna  (niellata  e  piede  uno,  et  onde  tre,  lafua  altere  java  il  capitello  epieiijttt(,(t  onciauM 
t  mexg .  l'altera  del  (apitelio  è  oncie  duci .  tue  fa  colonna  non  ha  bafe,  ne  anebo  lafua  anta  da  biffo  i  mapoft  (ofi  mdijopa  M  Z£((o  .fri 
le  prime  fnefoe  erano  lemmi  in  luogo  di  (olomie .  l'ultima  cornice  nonf  uede}  the  e  murata. 


nriniHiB  im  jin  &  m  i  w  1.1  ir.  triH  tq 


LIBRO      TERZO 


CXH 


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QMf^sfni''v'^---r-i'    fa'* ''»('**''>'* 
ft#io,elMmùt  de  l'aio y&awWdji»  • 
u  miittiamite.T ditela  de  U  pi  i«<i  ■-•  i  ia  rff  ''.■?  i  i 
ttx.iee.on  c'votto,  ttre'tpumihj'aj  i  f«MJ*f 
te onflf  'u<wp>f  ni^^Jit fe"* dei*  quadretto  e  sfai 

^     UUUudmedeliTisVifio'eunpede.ilqiK,  tóojo*      i 
l  


I     i 


mi  il  /tisico  t  tre  quotò  dì  mikJ  «toofopra  n-o 

e  OKÌfl  mwiC  «»  qeaio.il  litnat'O  foto  il  denticolo 

e  onde  d«e,&  un  quarto.? diez$fl  del  denticolo  e 

ondeMi-t  trequarti.&  il  cateto  ppra  ejso  e  oncia 

UM.gH  airagaV  fono  tri  marti  di  oncia  .  ilclm  «io 

(opra  ep  e  onde  una,*?  m  quarto  ■  l'altezza  de  U 

'corona  è  onrie.iui.il \uo limctio  e  onde due.l'alle\-- 

1$  de  lajdmx  e  oncie.iiii.  ìIJko  quadretto  è  onde 

due,e  meza.lapwettura  deliv.no  e  quanto  la  fot  al 

tez^a.Tutto  qvcfrareojipo  dire  di  opera  rof.ia.ec 

ceto  fili  (ungali  intagli tti,che  fono  un  poro  lieentio-- 

f,  ma  fgfi  fu  un  copritelo  che  uenne  a  l'Arclrteno. 

pi  molte  altre  eoU\àe\ono  in  Veroni  o  non  tratte- 

ro-.per  ejstrui  de  le  antidata  motto  1icentiofi,e  ma(sì 

mmente  l'aio lrìom;hale ihejì àne  dei  Borjarì: 

e  per  ffjff  lOj'a  barbara  ;  io  non  l'ho  uoluio  mettere 

Ifra  i|K«'.^  còfe  telie,  e  bene  intefi , 


£~ 


min 


J)  n     LI    A  N  T  I  Q„  V  I  T  A 


I 

n 


.SS  Auendo  io  trattato  di  tante  cofe  antiche ,  e  dimoiatole  in  difegno  uifibile  ,  e  cofa  ragioneuote 
ì  jj^pig  fccb'io  tratti,  e  dimoftri  qualch'una  de  le  moderne,  e  maffmamente  di  quelle  di  B  ramante  archi 

1858 


s 


jj^i-f  p^tto j  benché  pero  non  l'ho  lafìato  adietro  hauendo  dimojlrato  il  jlupendo  edificio  di  Jan  Vie'/ 
Wf&SÙ&tra,  &  altre  cofe  trattando  de  i  tempij  fiacri  ,  e  veramente  fi  può  dire  chiedi  hahhiafuf citata  la 


}>uona  A  rchitettura  col  me^fl  pero  di  Giulio*  1 1 .  Pontefice  maffimo  :  come  fanno  fede  tante,  e  cofi  belle  ope 
re  da  lui  fatte  in  R  omaì  de  le  quali  la  figura  qui  fiotto  ne  e  vna  ♦  i^uefta  e  vna  loagia  fatta  a  B  eluedere  ne 
giardini  del  Papa,  ne  la  quale  fi  comprendono  due  belle  cofe  :  yna  lafiorte%%afua,  che  accenna  a  la  perpetuiti 
per  efiere  i  pilaflroni  di  tanta  latitudine,  egrojfe^a  *V altra  tanti  belli  accompagnamenti, e  cofi  bene  ornata, & 
oltra  la  bella  inuentione  ella  è  anchor  molto  ben  proportionata  *  V opera  qui  fiotto  e  mifurata  a  palmo  antico, 
cioè  a  palmo,  £r  a  minuti  ♦  Lalatitudine  de  diarchi  e  palmi  diciotto,  £r  altrettanto  fono  lipilajlri,cioe  tan* 
to  il  pieno,  quanto  il  yota.la  fronte  del  pilaflro  e  diuifia  in  parti  vndici  :  una  parte  farà  la  pilajlrata,  che  toglie 
fu  Varco,  che  fono  due  parti  :  due  parti  fi  daranno  a  vna  colonna  ,  che  e  quattro  parti  t  due  parti  a  le  pilajìrate 
del  nicchio,  e  tre  parti  fi  daranno  al  nicchio ,  e  cofi  faranno  dijlribuite  le  vndici  parti  ♦  Vaitela  del  piedeftalo 
fard  per  la  meta  de  la  latitudine  delpilaftro  *  Vaitela  de  la  bafie  d'effo  piedeftalo  fard  quanto  e  la  pilajlrata 
de  Varco  ♦  l'altera  de  la  cornice  dei  piedeftalo  fia  la  nona  parte  manco  de  la  bafie  +  Vaitela  de  la  coIona  con 
la  bafie  eH  capitello  fia  nouegrojìe^e  d'effa,  elafettimaparte  dipiu  ♦  la  bafie  farà  per  me^a  grojfe^a  di  co* 
lonr.a,  e"l  capitello  [ara  per  vnagrojfe^a,^r  hauera  lafettima parte  di piuper  V abaco  ♦  Vaitela  de  Varcbitra 
Me,  del  fregio,  e  de  la  cornice  fia  quanto  e  il  piedeflalo  fienai  lafua  bafie,  e  quefC altera  fia  diuija  in  parti  vno 
dici  t  quattro  parti  faranno  per  Varchitrauex  tre  parti  jì  daranno  al firegio  ,perche  efien^a  intaglio  ile  quattro 
parti  rellanti faranno  per  la  cornice,  e  dipoi  tirato  ilme^o  circolo  a  la  grofie^a  de  la  pilaflrata  ;  l'altitudine 
del  vano  farà  duplicata  a  lafua  largherà,  e  tirata  Vimpofla  de  Varco  al  fuo  loco  ;  Vulte^gt  de  la  quale  fia  pejt 
me^agroffe^a  di  colonna  3  li  nicchi  &  i  quadri  fopra  ejjì  haueranno  lafua  praportione* 


LI     B  R  O     TERZO 


CXLTII 


Erche  qui  adietro  non  ho  potuto,  per  lapicole-^a  de  la  figura ,  dimoflwc  difiufamente  tutti  li 
membri  de  la  loggia,  pajìata  ;  ho  voluto  qui  [otto  dimoflrargli  in  maggior  forma  *La  part  e  notata. 
C .  dinota  il  piedeflalo  di  ejìa  lo^ia,  £r  ancho  vi  efopra  la  bafe  de  la  colonna  tutti  proportiona 
ti  ale  opere  grandi*  lafijura  fegnata*  B  ♦  rapprefenta  l'impojìa  de  diarchi  colfuo  archiuolto,  e 
con  tutti  lifuoi  membri  *  la  figura  notata*  A  .dinota  Varchitraue,ilfregio,e  la  cornice fopra  le  colonne  *  le  mu 
Cure  generali  circa  le  altere  ho  detto  qui  adietro  ,  ne  più  replicar))  ,  per  efjer  tutti  i  membri  ben  proportionati 
a  le  proprie  *  Ma  in  quefta  cornice  l' A  rehitetto  hebbe  belgiudicio  nel  far  correre  la  corona  tutta  integra  ,  e 
far  rif altare  glialtn  membri  da  quella  ingiù  :  la  qual  cofa  torna  tutta  gratiofa,  e  la  corona  yiene  ad  efere  più 
forte,  e  conjerua  tutta  T  opera  da  le  acque  :  de  la  quale  inuentione  il  prudente  Architetto  fi  potrà  molto  valere 
m  diuerfi  accidenti,  perche  non  (lannofempre  bene  1  refalti  de  le  cornici ,  ma  in  qualche  luogo  tornano  bene, 
&  in  alcuni  tornano  male  t  antifona  incomportabili  ir •efalti,  doue  la  colonna  non  ha  due  me%e  colonne  da  U 
"bande  *  ma  di  quefli  refalti ,  0  lafene  che  din  le  vogliamo,  ne  ho  trattato  fu  diffufamente  nel  quarto  libro  t 
nel  trattato  de  le  colonne  a  carte*  L  X  V I  ♦ 


pr-r 


CKLiril  DE     L  E     A  N  T  l.Q,  V  IT  A 

Vi  dietro  ho  dmojlrato  vm1 opera  di  B  ramante  Architetto,  e  cofi  ne  la  fedente  carta  ne  di 
mojìrero  vn'alrrd.non  men  beili  de  la  pajfdta fatta  daljopradetto  :  da  la  quale  V  Architetto  pru 
A  jMdcnte  r.c  potrà  cauare  confiruttoarande,per  la  diuerfita  de  ahorna  menti  che  vi  fono  *  in  quejia. 
f^^A^^j/tffitg  l'Architetto  volfe  dimojìrare  tre  ordini  VunofopràVattro,  cioè  Dorico,  ionico  ,e  Co* 
rinthio  *  ti  veramente  ali  ordini  furono  beili,  e  molto  bene  ornati  &  accompaanati  ;  nondimeno  perche  i  pila"/ 
fin  delpnmo  ordine  Doricofarono  troppa  deboli,  e  diarchi  troppo  ardndi  a  la proportione  de  1  pilajlrii&  am 
cjo  a  La  fodera  del  muro  de  l'ordine  l  onicofopra  ejjo  5  in  procejjo  di  tempo  quejia  opera  cominciò  a  ruuina'/ 
te  :  md  B  aldejjarre  S  enefe  A  rchitetto  raro  ,  &  intendente  riparo  a  tal  ruuina  jacendoqli  alcune  pilajlrate 
da  Le  bande,  a  1  detti  pilaftri  ajsai  bene  accompaanate  con  li  fuoifotto  archi ,  e  però  io  diffi  che  V  A  rchitetto 
prudente potna  da  quejlafabncd  imparare  x  imparare  dico  nonfolamente  ad  imitare  le  cofe  belle  e  bene  inteje  j 
maguardarft  dadi  errori  &  hauerjempre  confideratione,  che  quantità  dipefo  habbiano  afoftenere  le  cofejm 

J^ILJ ftdfempre  V  Architetto  più  prejlo  timido  che  animofo  :  perche fé  fard  timido  andardfempre  rijeruatOj 
efard  lejue  cofe  confi eratamtate,  e  con  confialio  etiam  dei  minori  di  fé,  dai  quali fip  effe  fiate  s'impara  :  ma 
fefara  troppo  animofo,  e  chef  confidi  troppo  nelfuofapere  5  eali  non  vorrà  confialio  di  altrui ,  per  la  qual  cofi 
j]eJJe  volte  perirà,  cioè  che  lefue  cofe  ali  riufciranno  male  *  Ma  torniamo  a  la  loffia,  di  ch'io  parlo ,  e  diamo 
qualche  redola  de  lefue proportioni  *  la  latitudine  de  l'arco,  cioè  il  vano,  fi  partirà,  in  otto  parti  t  tre  di  quelle 

Sfaranno  per  la  fronte  delpilafiro ,  e  l'altitudine  de  V arco fard  parti fedici  «  lafronte  del  pilafiro  fa  diuifa  in 
quattro  parti,  due  fi  daranno  a  lepilafìrate  de  Varco,  e  duefarannoper  la  woffe^a  de  la  colonna  .  l'altera 
del  piedejidofard  per  la  meù  de  la  latitudine  de  Varco  ♦  Vaitela  de  la  colonna  farà  per  otto  de  lefue  aroffe^ 
%e  con  la  bafe,  e'I  capitello  «  Valteiga  de  Varchitraue, del  fregio,  e  de  la  cornice  fa  per  la  quarta  parte  de  Val'/ 
te?ga  de  ld  colonna  bordine  fecondo  farà,  diminuito  dal  primo  la  quarta,  parte ,  cioè  ddlpauimento  del  primo 

'ordine  fino  a  iafommita  de  lafua  cornice  fia  diuifo  inparti  quattro,^  tre  di  quelle  faranno  per  l'altera  di  tut 

(  to  l'ordine  I  onico,  e  cofi  tutti  li  membri  faranno  diminuiti  la  quarta  parte  infejlejfi  »  E  cofifi  fard  del  tet^p 
ì  ordine, il  quale  e  C  orinthio,  ma  non  ci  e  finimento  non  potendo  capire  ne  lafiampa  t  ma  per  non  laffar  confufo 
il  lettore  come  le  due  coloneìle, che fono  nel  vacuo  di  me%p,  habbiano  hauere  ilfuo  finimento  >  vnafimile  inuen 
tionefitroueranel  quarto  libro  ne  l'ordine  Dorico  a  carte  .XXXII  li*  ebenche  lecolonelle  fidnolonicey 
nondimeno  fi  potranno  far  Corinthie*  Etaccioche  V  Architetto  poffa  medio  intendere  i  membri  j  &*  i  corni'/ 
aamenti  di  quejia  opera  j  iodi  ho  dimoflrati  informa  maggiore  proportionati  d  i  propri,  dico  di  queali  del  pri 
uno  ordine  :  perche  glialtri  non  fi  hebbe  commodita  di  mifurdrdi'yefia  auertito  a  la  cornice  Dorica,  chefopra 
iltrUjlipbofu  dimenticato  per  errore  difardi  il  modiglione  fopra  Vuouolo  *  ma  ben  fi  dimoftra  ne  la  forma  mi'/ 
nore fopra  l'arco* 


LIBRO     TERZO 


CXLV 


CXLVI  DE    t  E    A  N  T  IQ.VI.TA  

B  eluedere  in  capo  delaiardino  del  Vapa,  olirà  le  togjie,  che  qui  adietro  ho  dimofirato,  gché'l 

ìfitovafempre  afcendendo }  vi  e  vnafcala  molto  Iella,  per  la  quale  fi  afcende  a  vnaplaniaejcbe 

ha  forma  di  theatro  :  la  pianta  de  la  quale  e  qui  fatto  dimojlrata,  &  ancho  ci  hopofio  il  profilo  ; 

_  per  efferc  medio  intefo  ift  come  per  i  caratteri  corrispondenti  fi  può  -vedere  ♦  Q_uz  non  ho  te* 

nuto  conto  de  le  mifure,  volendofolamente  dimojìrare  la  inuentione  de  la  fiala,  e  del  me^p  circolo ,  come  eoli 

jiia  *  Qjtejlo  me%p  circolo  viene  ad  effere  molto  eleuato  dal  primo  aiardino  verfo  il  palalo  papale,  e  dietro 

detto  me^p  circolofi,  troua  vna  planicie  molto  arande  con  helli  appartamenti,  &  ameni  aiardini  :  a  i  quai  luoo 

chi  fi  va  per  le  due  porte,  che  fi  vedono  ne  i  lati  di  quejio  me^o  circolo  ,nel  qual  luoao  vi  fono  molte  belle  fiat 

tue  i  e  fra  l'altre  il  Laocoonte,  lo  A f  oline,  il  Teuero,  la  Cleopatra,  la  Venere, il  belliffimo  torfo  diHet 

iolc}e  molte  altre  cofe  belle* 


iiiiii 


LIBRO     TERZO 


CXLVII 


Veflo  quifotto  e  il  diritto  de  la  pianta  qui  a  canto  dimoftrata,e  (com  ho  detto)io  no  tratterò  de  le  mi 
fure  attendendo  folamente  a  la  inuentione  :  e  benché  qui  fi  dimojìri  vnfolo  pilafìwne  per  banda  con  le 
colonne  duplicate  ;  egli  fi  accópaqni  con  alcune  lobate,  de  le  quali  ho  trattato  qui  adietro ,  come  appare 
per  l'ordine  de  le  coione  duplicate  ,e  per  i  mcchifra  effe,et  anchop  i  quadri  [opra  i  detti  nicchi*  A  qfto 
luogo  detto  JB  chiedere  ci  fono  molte  altre  coje,  le  quali  io  non  le  dimofiro,  ejra  Valtre  coje  vi  e  vnafcda  a  lumaca, 
nel  fondo  de  la  quale  vi  e  vna  fontana  molto  abbodante  di  acque  :  la  qualfcala  e  tutta  circodata  da  le  coione  ne  la  par 
te  interiore,  le  qua!  colÓne  fono  di  quattro  ordini, cioè  Tofano,  Dorico,lonico,Corinthio,e  C  opofjto  t  ma  quel  che 
è  di  ammiratione,&  ingeniofffimo  ;  e  che  fra  V  uno  or  dine  }e  V  altro  no  vi  fi  interpone  cofa  alcuna  5  ma  entra  del  Do* 
rico  nel  Ionico, e  del  Ionico  nel  Corinthio,e  del  Qorìnthio  nel  C  opofito  con  tanto  artifìcio,  che  Vhuomo  no  fi  aue* 
de  doue  uno  ordine finifca,  £r  entri  ne  V altro  t  di  maniera  che  iogiudico  che  B  ramante  non  habbia  fatto  ne  la  più 
Iella ,  ne  la  più  artificiofa  architettura  di  quejia  ♦ 


CXLVIII 


DE     LEANTIQ.VITA 


Vori  di  Roma  poco  difetta  Monte  Maio  e  un  bellif  imo  fico  con  tutte  quelle  part\,che  ad  un  luogo  di  piacere  ft  ricercai  le  palparti  fui 
•jbKdìm  tactropiu  toHo,  eh  d'ime  poco,ma  follmente  io  tratterò,  e  dmoHreto  unaloggia  con  lafuafaccia  ordinata  dal  diuino  Raphael!* 
da  Vaino  :  benché  eoli  fece  altri  appartamenti,  e  dette  principio  grande  ad  itrecofe .  Quella  parte  che  fi  chiama  cortile,  bench'elle 
fia  quadrata;nondimeno  egli  hauea  ordinato  il  detto  cortile  in  rotonda,  per  quanto  m  parte  dinotano  i  fondamenti .  il  ueHéolo  notato 
A.  e  li  due  luoghi.  B.  a.  C.  non  Hanno  cofi  j  ma  per  accompagnare  la  pianta  iogli  ho  cofi  jw#  in  corrijpondenùa  '.perche  la  parte.  C. 
fmfee  in  un  monti,  fi  come  anchola  parie  delaloggìa  fegnata.E.  ,mt  ne  l'altro  capo  deh  [oggi  ny.au.  F.  mn  ut  e  il  me^o  circolo ,  e  quello  pi 
per  non  attrarmi  alcuni  appartamenti: mi  io  per  accompagnarhee  l'ho  poHo.L'ordme  di  queHiloggiiebellifnm), il  cielo  de  la  quale  è  uanato. 
conrordantemente:  percioche  la  parte  di  mey  e  a  tribuna  tonda,  e  le  due  da  le  bande  fono  a  crociera  :  nel  qua)  cielo  ,et  ancho  ne  i  porteti  Giouan  da  Vdene. 
raro ,  anxi  unico  a  tempi  noHri,  fi  eferciio  molto  nel  far  cono/cere  l'ingegno  fuo  fi  ne  le  opere  di  Hucco,  come  ne  legrottefche  coloriteci  in  diuerfc  animali,  et 
altre  bigame,  che  fra  la  bella,  e  bene  inte fa  Architettura,  e  gli  ornamenti  di  trucco,  e  di  pittura,  e  le  Hatue  antiche  che  uifono-,quep  loggia Jt 
può  adimandarebellifsima.E  perche  dove  none  il  Jèmicircolo  confondente  a  l'altro^' Architetto  non  uolfe  mancami  di  ornamento;  fece  che'ljuo 
degno  allieuo  Giulio  Romano  dipinfe  in  quella  fottìi  ilgra  Voliphemo  con  molti  Satiri  intomo, pittura  neramente  moltebella  :  e  tutte  quef  opere  le  fece- 
fare  il  Cardimi  di  Medici ,  che  fu  poi  Vapa  Clemente .  Uon  porro  ne  i  ferie  la  mi  fura  di  quejla  loggia ,  bajìi  piamente  la  inuentione  a  V  Architetto:  ben 
che  tutte  le  co  fé  fono  proportonate  ale  proprie,  chj'eguente figuri  dmtiii  diritto,  tUfacth  d'ejaloggu  t  ma  non  m fono  quei  nicchi  dilebandt,li 
quali  hi  bopoHo  per  ornamento* 


C  O  UTILE 


GIARDINO 


Er  laparle  quiauantifegnata.il,  et.  A.  fi  può  comprendere  tutto  il  deh  de  la  loggia  (òpra  narrata  tìttiiìle^S  de  U  quale  confile 
tutta  ne  l'angolo,  doue  t  la  croce ,  il  quale  fi  accompagna  moho  bene  nel  tor  (u  la  tribuni  di  me*o,e  uifemire  ligando  con  la  duplica* 
tione  de  le  colonne  ad  ogni  faccia  di  pilaf ro:  le  qual  colonne  perla  corona  che  rimane  integra,  non  uencpno  a  far  parer  deboli  iph 
laHri ,  an^itallegejiadria, e  rompimento  del  pilapo  conuerfoin  duefohnn?  fa  utgo  uedere  ,e  nondimeno  jla  nel  termine  del  pilajbo 
[[odo,  perche  il  medefimo  fa  labafe  d'effo  pikHro.'E  perche  ne  la  figura  qui  auanti  non  e  dimoiato  fé  non  uni  colonnapiana  nel  pilaHxO, 
t  laparte  di  un'altra  ;  per  effer  meglio  intefo  dico ,  che  ogni  faccia  di  piloro  ne  la  parte  interiore  de  la  bgaìa  uà  diuifo  in  tre  parti ,  de  le  quali  fi  faranno 
due  colonne  piane  fugliangoli ,  et  una  fard  per  la  diuifione  de  le  due  colonne  :  e  benché  (come  ho  detto  di  (opra)  elle  f ano  due  colonne  piane  col  Juo  in* 
tercolunnio }  nondimeno  uiene  ad  effer  t  un  pilalbofolo,  e  quello  e  per  far  la  coja  più  gracile  ne  ifuoi  ornamenti  * 


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DE     LE.ANTIQ.VITA 


^|^t»  Ra  V  altre  citta  d'Italia  Napoli  e  detto  gentile  ,  e  nonfolamente  di  gentiliffimt  creante ,  e  di 
jjpj  f  *l)-iJfc<  yan  B  arenaci  efignori  di  cafìelli,  Conti,  &  infiniti  gentil' h  uomini  e  nobiltà  grande  ;  ma  e 
Ivi  [•v-:w/|<.o/?  ben  dotato  il  giardini  e  di  luoghi  di  piacere  5  quanto  paefe  di  alia  ;  e  fra  glialtri  luoghi 
Cameni  e  diletteuoh,  che  fono  fuori  de  la  citta,  vi  e  vn  palalo,  che  fé  gli  dice  Pojgio  Reale, 


il  quale  il  K  e  A  Ifonfofece  edificare  per  fuo  diletto  nel  tempo, che  la  già  felice  Italia  era  più  unita,&  bora  in» 
je  ice  per  lefue  dijcordie  ♦  Qjiefio  palalo  per  cofa  moderna  habellijfimaprma,  &e  moltolen  compartito , 
di  maniera  che  m  ciafcuno  degliangoli  yipuote  aìlo^iare  vn  capo  nobile  tpercioche  vi  fono  fei  buone  camere 
fendale  flange  fitterranee,  &  alcuni  camerini  fecreti  ♦  La  forma  de  l'edificio  in  pianta  £r  in  diritto  e  qui  da 
lato  .  le  mifure  non  vi  pongo,  percioche  ho  follmente  tenuto  conto  de  la  inuentione,  perche  il  prudente  A  rchi? 
tetto  potrà  immaginarfi  di  chegrande^a  uorra  cbefia  vna camera  offendo  tutte  di  vnagrande^a,  e  da  quella 
tor  tutte  le  altre  mifure  del  rimanente  de  V edificio  ,  il  quale(come  ho  detto)  quel  nobihjfimo  R  e  vf (tua  per  le 
fue  delitie,  egche  i  luoghi  di  villa  fi  vftnoper  la  fiate  ,e  maffimamente  per  li  caldi  arandi;  il  cortile  di  qfiopaf/ 
la%%)  e  circondato  da  lo^iefopra  lo%ie,  e  ne  la  parte  di  me^p fegnataJz.fi  difcendcua  parecchi  gradi  in  vna 
"bella  piamele  mattonata ,  nel  qv.al  luogo  fi  conduccua  il  Re  con  quelle  madame,  e  baroni ,  che  gli  piaceua  :  e 
quua  apparecchiate  le  mene,  con  diuerfi  piaceri  fi  margiaua  :  e  quando  pareua  al  Re  tal  udita  nel  più  bel  del 
giacere,  faceua  aprire  alcuni  luoghi fecreti,  doue  che  in  un  momento  s'empieua  quel  luogo  di  acque  5  di  moda 
che  le  madame,  &  i  baroni  rimaneuano  tutti  ne  l'acqua,  e  cofi  ad  vn  tratto  quando  pareua  al  R  efacea  rimane 
re  quel  lungo  afautto,  ne  ui  mancauano  veftimenti  diuerfi  per  riueftirfi,  ne  ancho  ricchiffimi  letti  apparati  pei 
chi  uoieffe  ripofarfi  *  O  delitie  Italiane  come  per  la  difeordia  voflrafiete  efiinte*D  e  i'belliJfimigiardini,con 
diuerfi  compartimenti,  de glihorta^i,  dei  frutti  d'ogni  forte  in  grandijfima  copia,  de  le  pefchiere  di  acque  vi* 
uè, de  i  ritti,  de  1  luoghi  per  diuerfi  augelli  graffi  e  minuti ,  de  leflalle  ben  fornite  di  ogni  forte  di  caualli,  e  di 
molte  altre  cofe  beile  io  non  parlo  :  percioche  mefìer  Marcantonio  Michiele  patricio  nobile  di  quejìa  citta, 
molto  intendente  di  Architettura,  e  che  ha  veduto  affai,  e  dal  quale  io  hebbi  quefto  £r  altre  cofe  5  nehatrat'/ 
tato  apieno  in  vna  epifiola  latina  dritta  ad  vnfuo  amico*  Ma  per  tornare  a  le  parti  del  palalo ,  il  quale 
e  di  quadrato  perfetto  5  ne  la  parte  interiore  è  circondato  da  louiefopra  loffie ,  agli  angoli  de  le  quali  ne  la 
grojìeiga  del  muro  vifiono  le  fiale  a  lumaca  per  faine  a  le  parti  difopra,  e  tanto  è  difopra  quanto  difotto+L,e 
quattro  logjie  difuorifegnate*  D  ♦  non  vifiono,  ma  per  maggior  commodita,  &  ornamento  de  Vedificio  vi  fiat 
riano  bene,  e  f ariano  fior  uff  ime  per  le  buone  fpalle-,  che  haueriano  da  i  lati  :  ne  per  queflofipriuariana  lejlan^e 
de  lafua  commoda  luce,  e  le  dette  logsjiefariano  difefe  da  i  venti  e  dal  $  ole  ne  i fianchi*. 


LIBRO     TERZO 


CL( 


mirarela  campagna 
A 


N  quejiafywa  qui  fotta  ho  voluto  iimojirare  la  parte  di  fuori  e  ài  dentro ,  la  parte  notata*  A  ♦ 
dinota  la  parte  di  fuori  Aa  parte*  B  *rapprefenta  le  logjie  interiori  *  la  parte  noma.  C.  dinoo 
ta  Iettante  ne  la  parte  interioreAn  quejiafiaura  quijotto  non  ho  mtato  il  coperto  de  l'edificio, 
percioche  al  mio  parere  io  uorria  tale  e dificiof coperto  di  maniera /ke  fi  potejje  ujar'e  j  er fìajfo  a 


PIANTA  DEL   POGlilO   REALE  DA   NAPOLI* 


CHI 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


m  Onfiderando  al  belìo  tdificio  di  figga  reale  j  mi  e  uenuto  in  penfitro.  di  diiborne  uno  dna  a  aitila  tifoni,  mi  in  alita  formi 
di  appartamenti,  e  forfè  con  miglior  (monditi:  perdoche  k  fiii^e  di  fuetto  finì  tutte  d'uni  grulleria ,  la  qual  cofa  non  fi 
conuient,  any  e  di  bifogno  (he  leprime  fiano  miggioridt  le  feconde .  In  quelli  edificio  n>n  ui  faccio  conile  ne  aere  di  den* 
tro  :percioche  ejjendocafaperlauilhiellanone  impedita  da  neffun  lato,dnei  quattro  aipli  hxnni  Uluceapertifiimx.  M» 
alcuno  potria  dire ,  (he  la  fiala  con  le  patirò  cantre  fatta  tenebrofaper  non  hauere  la  luce  fé  non  da  le  Uggiti  \a  pale  non  è 
luce  perfètta.  A  queHofirijj>onde,(he  ejfendo  fatto  queUo  edifino  per  ufarlo  ne  igran  (aldi,tnon  hauendo  (ortile  nel  me{0  j  la  fai  a,  e  le  quattri 
tamert  >arannofemprt  frefche,per  non  uipotereil  Sole  t  li  quali  appartamenti  far  anno  boritimi  egodeu>li  nel  meygiorno.E  dato  che  non  hauefi 
fero  quella  perfetta  luce,(he  hanno  le  altre  ftaniti  nondimeno  elle  baueranno  tanta  luit  (he  fupplira  al  bifogno,  e  quello  fi  uede  in  B  ologna,  la  qua 
le  è  fimilmente  porticatatel  aneho  dentro  le  (afe  uifono  (orlili  ton  Uggii ,  t  li  Gante  fi  hèilano  pur  continuamente .  QjteHo  edificio  e  talmente 
dijpodo  (he fé  h  muri  angolari  faranno  di  buona  grojj'e^a-,  tutto  il  rimanente  d'elfo  farei  fortfiimo, quantunque  i  muri  fiano  di  mediocre  grojfer^a, 
fer  effer  lutti  (ontraforti  l'un  de  l'altro  ;  talmente  (he  li  forte  di  quello  edificio  faranno  tutte  unilt.lt  non  tratterò  de  le  m'tfur  e, perche  emendo  quii 
fio  proportionaiOj  lo  efletto  Architetto  fotta fecondo  la  uolontadel  padrone  immaginarci la  £> 'inderà  d'un  luogo  ,edi  quella  fare  tanti  piedi, 
9  altre  mifute,  da  k  qual  mifute  fi  potiamo  conofeere  tutte  l'altri  parti  di  l'edificio ,  tfopra  il  lutto  qutHo  edificio  fa  collocato  di  forte,  fi'  Ifito  li 
tomporta  ;  (he'l  Sole  Ituantt,  prima  batta  in  uno  angolo ,  aedoche  tutte  le  parti  de  l'edificio  utngbmo  a  pattidpxt  del  Sole ,  perche  fé' l  Leuante 
luteffepet  unafum ,  ti  il  Ponenti  $er  l'albi ,  t'I  my  di  pei  l'alta  ifeguittru  che  li  loggia  pHt  i  Settentrione  non  htutr'u  mi  foli,  t  farti 
tnalfnt. 


''  LIBRO     TE  R  Z   Q 

N  diuerfimodi  et  Mimili  parta  féricare  fopra  li  pianti  qui  a  lato-,  nondimeno  per  effer  queHo  luogo  dipingere;  mirparfò 
per  pia  uaghe^a  farlo  di  open  Comhia ,  ne  mi  «fattivo  in  trattare  de  le  mifure ,  ne  arra  le  altezze,  ma  nel  quarto  libro 
I  ne  l'ordine  Connthio  «  evie.  LVJ.  fi  trouerà  un  trattato,  che  fuppliraper  quefie  mfure  col  buongìudiòo  de  V  Architetto.E 
E^  jwfa  in  quella  faccia  non  «i  e  forilo  alcuno, per  il  qualfipojiinopcr  (iajcuno  coiwfccre  le  loggie  da  le  facete  pianerò  diro  in 
9§tSjcr'mr«}h  due  lati  da  le  bande  più  eleuati  s'intendono  bxuer  le  colonne  piane  di  baffo  rilieuo;da  baffo  ad  alto,  la  parte  di  mey  j 
the  e  più  biffa,  >' intende  loggia  jòpra  loggia,  le  colonne  de  le  quali  uofiono  (Jpre  tonde,  et  il  medefimofarà  da  lijianchi.Si  potria  anebota  fo'.  \ 
fra  le  logfie  fatui  un  laHregato,  o  falefiato  di  buine  liHre ben  commffe  di  bonfimi  Cucchi,  refluente  a  lepiote,  con  ifuoi parapetti  de  U  tìefi 
fi  cornice  del  primo  ordine,  e  cofi  la  fila  di  me\o  con  le  quattro  camere  del  fecondo  ordine  batteri»  miglior  luce  di  quella  dtJouo.Per  due  ricetti 
ho  fitto  quelle fneHre  p'vc'ule fopra  le  grandi  del  primo  ordine,  l'uno  fi  e  che  uolenio  lejmHre  di  tal  bafe^,a,che  l'buomo  stando  ajcdrre  pofsi 
vedere  fuori  commodamente  ;  uiene  a  rimanere  troppo  granjjiatio  di  le  prime fneHre  al  cielo  de  le  fian^e ,  lo  qualfaria  tenebro/o ,  e  cefi  le  dette 
fnefaelle  danno  maggior  luce  a  la  fòla  :  l'altro  rìjjetto  e ,  che  le  camere  prejfo  la  fila  non  uogljono  effere  di  quella  alte\y  :  ma  fi  potranno 
tme^ae,  per  il  che  quelle  fneHre fruiranno  per  t  meydi.'Di  molte  altre  cofe  fi  pomi  trattarcele  quali  far  anno  ne  l'arbitrio  de  l'Architetto,  perche  | 
in  quello  uolme  io  uoìuto  ttattvefolmente  de  le  wuentionit  mt  nelfcfo  libro  de  le  hàmiom  io  tratterò  di  tutte  le pvtkulvita  diffitjimente,  >: 


LI1 


CLIIII 


DE     LE     ANTIQ.VITA 


TRATTATO    DI   ALCVNE    COSE    MERAVl* 
GLIOSE  DE    L'EGITTO. 

Eramente  le  cofe  deglmticbi  Romani  fono  mtrauigliofe 
agliocchi  notiti  :  ma  chipoteffe  udite  le  cofe  de  i  Greci, 
le  quali  bomaifono  tutte  eftinte,  e  de  leciti  fpoglie  Ro* 
ma,  e  Veneriti  ne  e  molto  adorniti  forfè  chi  fuptr  ariano  le 
coje  de  i  Romani ,  Ma  die  diremo  noi  de  le  marauigliofif 
fime  cofe  de  l'Egitto,  le  quali  paiono  più  to  fa  fogni  e  chimere  -,  che  cofeuerel 
nondimeno,  perche  Diodoro  Suolo  confeffa  di  hauerne  ueduto  alcuni  ueSigi} 
mi  fa  credere  chefujfero  uere,  e  fra  l'altre  cofe  mirande  egli  narra  di  una  fe> 
polturadi  un  Re  d'Egitto  nomato  Simandio ,  il  quale  nei  grandi  e  generoji 
fatti  non  hebbepari.  Era  adunque  quefiafepoltura  hpiufuperba,  eptu  mira* 
bile,c!iemaiper  altro  Re  edificata fujfe  :  la  cui  grandetta  era  dieci  fadi, 
ùeùiotti  ne  la  ntHra  m'furajono  un  miglio, et  un  quarto.  Primieramente  la 
porta Jìta  era  ornata  di  narrata,  e  bella  pietra,  dentro  la  quale  era  uno  andito 
di  hnghe^a  di  duegiugerì  :  che  fono  braccia,  ccxx.  e  lafùa  altera  era  cui 
biti,  xlv.  nel  capo  del  quale  andito  fi  trouaua  un  perielio,  cioè  un  cortile  qua-- 
irato  con  lefue  loggie  intorno ,  et  ogni  loggia  era  lunga  quattro  giugen,  che 
fono  braccia,  cxl.  ne  le  qual  Uggii  in  luogo  di  colòni  erano  animali  in  unpez? 
%g  di  pietra  [colpiti ,  l'aliena  dei  quali  era  braccia,  xn.fopra  di  quelli  in 
luogo  d'archifa-te  erano pieirelarghe  duepaffa,  et  erano  ornati  di  umate  fai 
le  di  axgtro  oltr  amarino .  enui  anchora  un'alno  andito  fimile  al  primo,  ma  di 
feoltunpiugroffamente  ornato,  a  l'entrare  del  quale  fi  uedeuano  tre  gran  ha-. 
tue  di  marmo  opera  di  Menon,  l'una  de  le  quali Jèdeut ,  e  la  mìfura  delfuo 
piede  paffauabraccia.\ii.onde  dì  grandetta  paffute  tutte  l'altre  fatue  diVgit 
io .  Afprcjfo  questa  .erano  due  altre  fatue ,  che  di  altera  non  giu>:geuano  al 
ginocchio  de  la  prima  t  l'uni  a  la  figliuola}' 'altra  a  la  madre  di  Smanilo  tra 
ikitu .  Quest'opera  non  fio  per  Ingrandita  fu  ammiranda  ;  ma  per  mira'-  ■ 
bili  arti,e  per  urne  forti  di  natura  di  pire  fu  eccellente:  quando  fra  tanti  mo* 
ìe ,  nifejfura  di  forte  alcuna  fi  uedejfe,  ne  macchia  in  alcun  luogo  de  la  pietra 
fojfe  .il  fui  fritto  iiceua,  IOSON  SÌMANDIO  RE  DE  I  RE, 
SE  ALCVNO  DESIDERA  CONOSCERE  QJ/ALE  IO 
SIA  STATO,  E  DOVE  HOR  GIACCIO  GRANDEMEN 
TE  TRAPASSI  ALCVNE  DE  L'CPERE  MIE.  Vi  e  ambo* 
ti  un'altra  fatua  tutta  di  unpe^o,  de  la  madre  di  Simandio  -.  etìin  altera 
braccia,  xx.  la  quale  hafopra  la  te  fa  tre  fegni  regii,  per  dimoiar  e  fé  effer  fi* 
£Jliuoh,  moglie,  e  madre  di  Re .  Oltra  pajfando  la  porla  «i  e  un'altro  feri* 
fitlto,  ma  più  nobile  del  primo,  per  le  urie  fcolture  che  uifono ,  nel  quale  fi 
aedeua  fcolpita  la  guerra  fatta  da  Simandio  cantra  il  Eattriani  rébtlh,  a  i  qua 
li  li  figliuoli  del  Re  fignoreggiauano ,  contri  de  quali  conduffe  un'efircito  dì 
tecc.  mila  perfine,  e.  xx.  mila  caualieri,  il  quale  era  diuifo  in  quàmo  batta- 
glie, ìielapr'maparte  erafcolpito  l'affedio  de  la  cittì  da  quella  parte,  che  la 
bagna  il  fumé  :  e  poi  ficome  combattendo  il  Re  con  maparie  de  i  nemici ,  con 
l'aiuto  lunfuo  leone  domestico,  al  principio  de  la  battigia  baueapofaglint* 
mici  in  fugs.Si  uedeuano  ne  la  feconda  parte  iprigionieri  con  le  mani ,  t  con  i 
genitali  tagliati,  coft  dal  Re  condotti ,  uolendo  inferire  quelli  effer  fati  di  ani 
m  vile,  t  di  corpo  debile.  Erano  ne  la  ter\a  parte,  con  uarie  fcolture  et  ornai 
pitture  ritrattili  faitifià,  et  iltriompho  del  Re,  fupit '.itigli  nemici.  V e* 
ieuanfipoi  ni  la  parte  di  mexo  due  gran  fatue  integre  di  altera  di  braccia, 
xxvul'una,  a  le  quali  del  perìHiHo  fi  anima  per  tre  ajiiiti .  fy^reffo  quefa 
figuri  era  una  (afa  eltuatafopra  colonne,  ogni  lato  di  la  quale  dal  piede  era 
iuegiugeri,  che  fonobraccii.ccoux.  e  ut  erano  dentro  affai  fatue  di  legno, 
tapprefentando  quei,  che  ne  le  caufe  dubbie  difyutando  difcordano,onde  afpet* 
iano  ilparir  di  qutlli,chi  ne  i giudicii  danno  le  fcntentie  -.  li  quali  erano  tren 
ta,  mi  mty>  de  i  quali  fediua  il  principi  per  giudicare,  dal  collo  del  quali  peti 
dtua  una  imigini  deh  uerita,  la  qual  hiueuagliocchi  ferrati,  et  hauiua  intor 
m  ungran  fafeio  di  litri  •  le  quali  immagini  urletno  inferire  tigmàici  iouer 
ejfere  integri ,  et  il  pretore folamentiguardare  a  la  unita .  Lafcanào  quefa 
luogo  adietro,  pur  ne  la  detta  cafa  fé  ritrouaua  una  l'ala  ,  chi  da  oani  lato  ni 
erano  molte  fan\e ,  ne  le  quali  erano  apparate  diutrfe  foni  di  cibi  per  mangia 
re  t  doutp'm  eminente  deglialtri  erafcolpito ,  f  i'iuarvj  colori  ornato  il  Re, 
hlqual  faceua  offerti, e  dono  a  Dio  di  tutto  l'oro,  et  argento,  che  ogni  anno  ha» 
Ma  da  i  tributarli  rifeoffo  :  la  qualfomma  tutta  ridotta  in  argento  era  fritta 
tre  milioni,?  ducento  mila  mine.  Dopo  feguitaua  la  libraria  ne~  la  quale  erafo* 
fra  fritto  ANIMI  MEDICAMENTVM,  cioè  la  medicina  de  l'animo. 
Stguiuanopoi  le  immagini  di  tutti  ì  Dei  di  Egitto,  ti  i  ioni  da  ejfergli  offerti, 

^ » r^-^, . 1 


fecondo  chi  a  ciafeun  d'efipiu  aggradifee.  Vocopk  oltra fi utituct  ofiri ,  e 
gltaltri  Rr  ;  che  dominarono  Egitto,  pur  che  baueffero giouato  a  la  ulta  de  mot 
tali,  quando  ne  l'infegnargli  ijàcrifcii  diumi.et  ambo  per  giutlitiaferuatafrtt 
glialtri  huomini.  A  l'ultimo  de  la  cafagia  detta  era  uno  edificio  regio,  nel  qui 
le  erano,  xx.  letti  facrati  a  Gioue  et  a  Giunone  t  ne  la  parte  difopra  del  qua 
le  erano  li  fatui  del  Re  Simandio,  et  iui  erajepoito  il  corpo  fio.  D'intorno  a 
quefa  edifcio  erano'piu  faa\e'tti,ni  ìe  quahji  uedeuano  dipinti  tutti  gitani* 
mili  atti  a  lijamfcii  d'Igino,  liquah  tutti  afendeuano  ueno  la  dettafepoh 
tura,la  qual  era  circondata  di  ungran  cerchio  d'oro  :  il  circuito  del  quale  <T4 
ccclxs.  bracciali  era  un  braccio  digrojfe^a-.nel  qual  cerchio  per  ogmbrtccci» 
era  deferirlo  un  di  de  Vanno,  et  il  nafiere,et  il  tramontar  de  le  Mie,  et  il  loto 
figtifcato,  fecondo  la  dottrina  Egìttia  .  Si  dice  che  il  detto  cerchio  fu  portato 
uia  al  tempo,  che  Cambi  fé  e  li  Perfi  dominarono  in  Egitto .  e  quefafepolfuta 
delgran  Simandio  nonfolamemefu  la  più  ricca  di  tutte  le  altre,  ma  di  artift 
ciò  anchorapiu  eccellente .  Eu  dopo  molti  anni  Miri.»  R  e  in  Egitto  ,  il  quale 
in  Menf  edifico  il  Propileo  uei so  tramontana,  opera  fratutteV 'altre  più  tccel 
lente,  nuifa  medtfimo  Rifu  quello,  che  poco  più  d'un  miglio  fuori  iiMenf 
caù  un  lago  di  mirautghofa  utilità ,  et  incredibile  per  grandei^a  d'opera  s 
perche  fu  grande  tre  mila  fei  cento  fadi,  che  fono  miglia  quattro  cento  cinqmn 
ta,  e  di  altera  in  malti  luoghi  era  profondo  cinquanta  ulne ,  cioè  cinquanta 
uolte  quanto  l'una  e  l'altra  man  de  l'huomoftpuo  Geniere.  Talmente  (he  chi 
av.ertijle  a  la  utilità  donata  a  tutto  l'Egitto,  et  a  la  grande^  de  la  cofa,  et  a 
la  profondità  ^etintelletto  del  Re  ,con  me  le  lode  non  fi  pottia  lodare  a 
pieno .  Confiderando  adunque  il  Re  Miri.»  il  iecrefente  del  "Nilo  ejfere  m 
eirto,  et  infabilt  :  e  che  fecondo  tal  decrefente  la  terra  produchi  bene,  e  mt'- 
le  ifutti;  caùo  ti  ditto  lago,  ouero  fagno , ricettacolo  dele  inoniationi  del 
Nifi  :  accioche  (refendo  fofra  modo,  le  acque  refando  alte  oltra'lfolitoft 
la  terra,  la  patria fua  non  diutriifìi  inutili. Et  anihor a  chipir  difetto  di  acqua 
i  frutti  de  la  tetta  non  mortifero  fece  unafoffa  dal  fumé  al  lago,  lunga  Radi 
Ottantacinque , chi  fono  miglia  dieci,  e  mey,  eprofonda  cento  feffantabtauiat 
per  la  qualfoffa  l'acqua  del  fumé  tolta,  e  data  conferua  utile,  et  abondante  il 
paefe  :  t  (io  colmerò  di  un  fri 'aglio  a  la  bocca  de  la  folfa^ongiafensagrani 
de  jpeft  t  perche  non  fi  apre,  ne  f ferra  mai,  che  non  ui  interuenghi  jpefa  di 
cinquanta  talenti .  queflo  (lagno  era  in  effere  al  tempo  di  Diodoro  Sicolo  ;  t 
fi  chiamua  Miride  di  lo  autor  Miris  :  il  qual  nel  mtxo  ut  lofio  un  luogo  ile 
uato  fuori  di  l'acqui,  mi  quali  tdifà  lafuafepoltura,  con  due  piramidi  di 
ditela  d'uno  Radio,  l'una  per  fefaltra  perla  moglie  fopra  de  le  quali  (óllo'- 
co  due  fatue  di  pietra,  chejedeuano  in  trono,  e  qui  fa  tutto  fece,perchepenja* 
uacolmey  di  tali  opere  ala  poHeritàlafcìar  deh  fuauerA  memoria  un* 
mortale.  Mirti  ouerMarone  dopo  molti  anni  fu  Re  d'Egitto;  il  quale  fi  edifi 
ce  un  monumento,  e  chìamollo  Laiifrinfu,  tdficio  certo  mtrauigliofo  non  tanta 
per  lagrande^a  di  l'optra  ;  quanto  anchora  per  l'arte  diffìcile  da  tffere  imh 
tata  :  perehe  a  (hi  ut  entram  non  era  facile  il  ritorno,  fenon  con  guida  buona. 
Dedalo  poi  ritornato  in  Egitto,  e  marauigliatofi  ii  qutR' opera,  pgliatthfor* 
ma  di  quefa ,  ne  fece  un  tale  m  Creta  alRe  Minos  t  il  quale  a  noftri  tempi, 
ojer  malitia  di  huomini,  o  per  il  tempo  e  minato  iquel  d'Egitto  fino  al  preferì 
ti  integro  dura .  Chemi  dopo  fette  altri  Ri  tigne  in  Menf,  e  fu  qntllo,  chi  fé 
ti  la  maggior  piramidi  t  la  quali  e  annumerata  fra  le  fitti  opere  memigliofe 
del  mondo,  et  e  lungi  da  Menf  uerfo  Libia  fadi  cento  uenti,  che  fono  miglia 
quindici,  e  dal  Ni/d  fadi  quarantacinque,  che  fono  miglia  cinque,  e  mr^tf  :  li 
quali  per  artificio,  e  grande^*  d'opera  rendita  fapido  chi  la  minuta .  quefla 
piramide  era  quadrati,  lojfatiojùo  ne  la  bafe  era  per  ciafeun  lato  iugeri  fette, 
che  fono  braccia  mille  (tnto  e  uenti,  et  tra  aUa  iugtrifti ,  che  fono  braccia 
nout  cinto  fiffantn.  la  cima  era  poi  braccia  fetonti  cinque ,  h  quii  machina 
era  tutta  difaffo  durifmo,  e  diffidi  da  lauortre,  ma  durabili  in  eterno  :  li 
qual  fafsi  dicono  tfferui  fati  condotti  fin  di  Arabia ,  e  furono  pofti  in  opera 
con  li  argini  :  perche  allhora  non  erano  anchora  frodali  jjliflritmfnri  Ìtr  ^f" 
bricare  :  ojw«  certo  merauighofa,  tanto  più  per  effer  nel  mety  di  ftefe  areno* 
fo,  nel  quale  non  e  pur  forma  di  argini,  nt  ue$igio  di  pietre  lui  mai  tagliate, 
tanto  che  non  dagli  huomini,  ma  da  li  Dei  ben  pare  una  tal  mole  tffere  fata 
(ompofa.  Dicono,  che  a  fornir  quefa  madrina  hi  furon  deputati  trecento jtffan 
ta  mila  huomini  :  li  quali,per  compirla  «i  fallerò  quafi  uent'anni .  li  danari 
fpjfi  in  cauoh,et  herbe  per  pafeer  detti  operariiperche  quefa  fu  il  lor  cibo, mille 
fei  (ente  talenti .  Eu  il  (ondìtor  de  la  feconda  piramide  Cèreo  Re  d'Egitto, 
la  quale  era  fui  modo,  e  materia  de  la  prima,  ma  non  di  Untagranie^a:  per* 
de  per  ciafeun  de  i  fati  non  fi  fanitua  più  d'un  fadio,efolamente  da  untpat 
te  ai  l'adito,  e  la  porta fut,  Mumno,  il  quale  ancbotfu  dietro  elicano  io* 


LIBRO 

fi  Cèrti  rtjiìo  in  Egitto,  da  co$ui  fu  cominciata  la  tena  piramide  ;  mi  non 
forni  l'tpera-.perche  morte  iti  >'imcrpofe:lajuaìe  en  ne  lajua  bafe  per  ciafcun 
de  lui  tregiugertj  che  fanno  braccia.cccckxx.et  eraui  ferita  (ufo  uerfo  trmon 
dna  ti  nme  de  l'autore  MICERIN  VS.  Oltra  queste  tre  piramidi  uè  ne  fi 
no  altre  tre  d'una  medef ma  forte,  e  fu  la  fonema  de  le  prime ,  fuori  che  di 
gronderai percioche ciaftun  de  i  lati  é  pajfaua  duigmgen,  chefonobraccia 
trecento  uemi .  la  prima  fu  di  Ameo  •  kfeeondafu  di  hmafo .  la  terza  di 


TERZO CLV 

crofuffe  comune  a  tutti .  onde  [ì.<  forarono  difuper.tr  l'opere  de  i  Repafati. 

era  con  tanta  fptfa.  e  tal  migiufcenta  quella  mole  lauorata  ;  che  fé  prima  de 

la  lor  difcordufufe  Hata  computa,  baueru  di  gran  lunga  per  la  eccellenza  de 

l'opera fuperatoghahriregaìt  monumenti.  Le  qual  tutte  coCe  '■'urono  fbefe  uè-. 

rtmente  mutili  ^benché  merauujlioft ,  ne  mai  da  me  tal  cofe  franno-hdate , 

effèndi  uane}  e  dannofe .  Ma  farà  da  me  ciafcun)  fùurt'att  a  féricar  afe, 

pah\%  efimili  edifici  per  l'ufo  deghhuomuii,  con  pèlle  forme,  et  ornamenti, 

Ma/J  tutti  Redi  Egitto  .  Dopo  Sèmi' He  d'Egitto  li  dodici  gouermtori    j  chi 'fi.  conuiene  :  perche  nel  uno  la  comodila,  e  la  belle^t  de  gli  edifici 

dei  regno ,  hauendo  per  anni  quindici,  con  un-co  animo ,  e  d'accordo  infume      t  di  utile  e  di  contenti  a g:\iabitanti,  di  laude ,  et  ornamento  a  le  i  itti  ,  e  di 

tonpoflany  regia  ammimìrato  lo  fiato,  ordmarono  per  decreto  chegli  fifft    \  piacere ,  e  diletto  a  quelli  che  li  mirano .  mi  ben  fu  degna  di  gran  lode,  e  mol 

edificala  une  comune  fepoltura ,  acciocheftcomem  una  con  unico  uoìere,  epa-,    j  ti  utile  il  gran  lago  chef  (e fare  il  Re  Mtru per  beneficio  de  l'Editto» 

rihonore  haueagouernaii  l'Egitto,  coft  dopo  It  morie  layout  d'unjolfcpl 


A     LI     LETTORI» 

D  ifcretiffimi  lettori  V 'animo  miofufempre  di  non  tenere  afcofo  quel  picciol  talento  ,  che  mi  ha  conceffo  la  "bonù  di 
Dio  5  an^i  di  efet -citarlo  fruttuoj ramente  a  beneficio  di  tutti  quelli  che  uoranno  partecipare  di  quefie  miefatiche*E  per 
quejla  cagione aia  fono  tre  anni  io  pubhcai  alcune  redole  d'architettura,  fromettendoui  altri fei  libri  in  breue  tempo* 
ma  onde  proceda,  che  tdlpromeffa  di  me  non  fa  fiata  ojscruata  5  quelli  che'ljanv.o  mifcufmo  appreffo  a  coloro  ,  a  cui 
non  e  a  me  conceduto  di  dirlo  1  baftiui  che  dal  mio  buon  uolere  non  e.  mancato  *  Ma  per  non  difìortni  da  la  comincia* 
ta  impref a, carico  certamente  grande  a  la  debole^a  de  le  miepicciolefor^e;  rcorfi  per  aiuto  al  magnammo  R  e  Fràn 
cefco,  come  per  lapiftola  nel  principio  di  queflo  libro  fi  può  comprendere*  efua  M  aeftd  mi  diede  certa  fccran%a,  di 
aiuto  x  ondefottoHfauor  del  nome fuo  fa' a  beneficio  di  coloro./oe  d'architettura  fi  di  enano  ;  deliberai  il  metter  fio'/ 
ri  queflo  uolume  .  ma  fé  dialtri  cinque  libri  faranno  tardi  a  uenire  in  luce  ;  non  fa  data  a  me  quefta  colpa ,  ma  a  la 
malasorte,  che  io  ho  co  i  Principi,  1  quali  disenfiano  le  lor  profonde  ricche^e  ,  come  fi  sa  x  e  di  ciò  ne  fono  il  più  de 
le  uolte  cagione  i  mimflri  loro  *Q  liberalismo  Mecenate  uiua  il  tuo  nome  in  eterno  ;  pò: che  tu  col  difpenfarei 
}>eni  del  tuo  Signore  a  chi  li  meritaua;  defti  a  lui  nome  eterno  *  douefono  boraci  imitatori  tuoi  :  io  veramente  con'/ 

feffo  di  hauer  fatto  torto  ad  alcuni  di  quefti  grandi,  e  merauigliofi  edifici,  per  non  fili  hauer potuti  uedere  perfonalmen 
te ,  pur  ne  ho  hauuto  informatione  da  huomini  efipertiffimi  m  tal  dottrina*  Il  perche  fé  in  qualche  Iwgo  trouafte  erro* 
re,o  ne  le  forme,  0  ne  le  mifure  ;  nonfia  imputato  a  me  queflo  difettosa  a  chi  n'e  cagione,  e  fé  ho  audacemente  par* 
lato,  efattogiudiciofopra  alcune  antiquiù  tanto  celebrate  5  io  non  Vho fatto  come  giudice  ,  0  riprenditore  5  ma  come 
furo  imitatore  del  buon  Vitruuio  ho  detto  il  parer  mio  ficur  amente,  per  farne  auertiti  quelli,che  nonfanno  x  accioche 
uolendofifieruire  de  le  cofe  antiche  ;fappianojare  elettione  del  perfetto,  e  bene  intefo ,  &  abbandonar  le  cofe  troppo  li 
centioje  *  Ma  fé  alcuno  più  inuaghito  de  le  mine  de  di  edifici  Romani  3  che  innamorato  de  la  falde^a  di  Vitru? 
uio ,  mi  uolejfe  pure  in  ciò  biafimare  j  pialleranno  le  arme  per  la  difefa  mia  huomini  di  quejla  età  pieni  di  giudicioy 
e  de  le  falde  dottrine  delprincipe  de  l'architettura  x  tra  qualxfara  in  Venetiail  Magnifico  Gabriel  Vendraminife* 
tienjfimo  riprenditor  de  le  cofe  licentiofe*  u*  Marcantonio  Michtele  confumatiffmo  ne  le  antichità  x  et  in  B  ologna 
patria  mia  il  caualier  Eocchio,  ilaiudiciofo  M*  Alefiandro  Manolo,  e  C  efare  Cefareano  Lombardo  ,  &  altri, 
i  quali  con  la  irreprenfibil  dottrina  di  Vitruuio,  e  con  la  fona  efperien^a  mi  difenderanno*  O  Valerio  vorcaro  R  0 
mano,  e  tu fuo fratello  profondami  conofcitori  d'ognifecreto  del  gran  maeflro  degli  A  rchitetti ,  io  mi  rendo  certo 
che  per  fino  le  ojjavofire  fi  leuerannoin  mia  dijefa,fe  farà  chi  mi  riprenda  ,  e  fé  quefti  riprenditela  paffaffero  in 
Trancia  ;  anchor  quiui  mi  trouerebbono  difefo  da  lo  eruditismo  Monficnor  Baifio,  dal  molto  intendente  Monfignor 
di  R  ode%_ ,  da  Vuniuerfalifsimo  Monfignor  di  Mcmpolieri,  efopra  tutti  dalgran  R  e  loro,  e  mio,  perfettiffimo  cono 

feitore  di  quefia  uentd  t  la  cui  ombra  fola  metterà-  fpauento  a  chi  uolejfe  contrariare  a  le  uerc  dottrine  del  gran  Vitru 
uio}  0  a  me,  il  quale  ogni  mio  potere  hopoflo  afeguitarlo,  et  il  quale  conforto  a  fare  il  medefimo  tutti  coloro ,  che  cet 
ano  difare }  che  i  loro  edifici fiano pieni  di  bontà,  e  di  belle^a  accompagnati* 


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